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Il ritorno di Silvio Berlusconi
Gli Italiani potrebbero pentirsi di aver eletto ancora Silvio Berlusconi.
Incredibile, ma il Cavaliere è tornato. Alla matura età di 71 anni, Silvio Berlusconi ha ottenuto una convincente vittoria nelle elezioni italiane del 13 e 14 Aprile che gli ha dato una larga maggioranza in entrambe le camere del parlamento italiano. Ci sono indizi che il suo governo possa durare. Il suo gruppo politico “Il popolo della libertà” ha incorporato l’ala di destra, Alleanza Nazionale, si è disfatto di un innaffidabile alleato come il partito centrista dell’UDC e il suo maggiore partner, la Lega Nord, sarà restio a disarcionarlo. In poche parole, nonostante uno strano sistema elettorale imposto nel paese dallo stesso Sig.Berlusconi nel 2006, l’Italia potrebbe essere per cinque anni sotto un governo relativamente stabile (vd articolo http://www.economist.com/opinion/displaystory.cfm?story_id=11067600 ).
Perchè gli Italiani hanno votato per il ritorno di Berlusconi una terza volta dopo le sue precedenti vittorie nel 1994 e nel 2001? Ci sono tre risposte. La piu’ importante è la delusione per le dicussioni nel governo di centro sinistra di Romano Prodi. Esso avrebbe potuto riparare le esuberanti finanze pubbliche italiane, ma soltanto attraverso l’impopolare metodo di aumento ed esazione di più tasse. Ha fatto poco per grandi riforme. Dato che le elezioni sono arrivate soltanto 23 mesi dopo la presa di posizione di Prodi, il suo successore come leader di centro-sinistra, Walter Veltroni, ha avuto poco tempo per affermarsi come un’alternativa credibile.
La seconda spiegazione per il successo del Sig. Berlusconi è, come sempre, la sua influenza nei media italiani. Attraverso il suo impero Mediaset, egli controlla la maggiorparte della televisione privata italiana. Ora che è tornato al governo, Berlusconi controllerà indirettamente anche la televisione statale, dandogli un’influenza superiore al 90% sulla TV italiana. E’ l’eterno scredito del centro sinistra che nei suoi ultimi mandati non ha fatto niente per affrontare i conflitti di interessi del Sig.Berlusconi nei media. Nè hanno revocato il pasticcio di leggi giuridiche e procedurali che il Sig.Berlusconi ha spinto per aiutare se stesso ad evitare la condanna nella miriade di casi giudiziari che i magistrati italiani hanno portato contro di lui.
Ancora non idoneo
E’ stato il conflitto di interessi del Sig. Berlusconi e il suo complicato groviglio di procedure giuridiche che in primo luogo ha portato The Economist a giudicarlo non idoneo ad essere primo ministro (vedi articolo http://www.economist.com/opinion/displaystory.cfm?story_id=593654). Noi rimaniamo dello stesso punto di vista. Quando lui suggerisce che i magistrati dovrebbero essere sottoposti a controlli di salute mentale, o quando uno dei suoi più vicini associati, un senatore che fa ricorso contro un processo per associazione con la Mafia, dice che un assassino condannato era un eroe, ci sono buone ragioni per argomentare che il Sig. Berlusconi non dovrebbe guidare il suo paese.
Tuttavia la piu’ grande sfida ora per il Sig.Berlusconi non riguarda il conflitto di interesse, i processi o la Mafia. E’ lo stato gravissimo dell’economia italiana. L’avversità economica fornisce la terza spiegazione del perchè gli elettori disillusi hanno preferito lui al centro-sinistra. Gli elettori hanno sentito che il governo del Sig.Prodi non ha fatto niente per loro tranne che aumentare le tasse. E, contro tutte le precedenti esperienze dei notevoli governi del Sig.Berlusconi, molte persone ancora vogliono credere nella magia che di lui fa l’uomo più ricco d’italia. Loro sperano che una parte di questo possa proiettarsi su loro, facendo tutti gli italiani piu’ ricchi.
Gli elettori hanno buone ragioni per preoccuparsi dell’economia. Nelle due decadi passate l’Italia è senza dubbio divenuta l’uomo malato d’Europa. Le previsioni dell’IMF (Fondo Monetario Internazionale) sono tali che questo e il prossimo anno l’economia crescerà solo del 0,3%, il piu’ lento tasso di crescita nell’Unione Europea e dei paesi ricchi del G8. Quest’anno il prodotto interno lordo (PIL) Italiano pro capite è precipitato per la prima volta sotto la media dell’UE. Il prossimo anno cadrà sotto quello della Grecia, dopo essere stato sorpassato dalla Spagna nel 2006. Anche contro un mondo economico e lento l’Italia si distingue per le sue prospettive senza speranza.
La lenta crescita del paese si è prolungata sotto governi di centro-destra e centro-sinistra. Le sue cause sono radicate e strutturali, e ci vorranno anni per rimediare. L’Italia è considerata, dai supervisori internazionali, come essere la piu’ pesantemente regolata tra tutti i paesi ricchi. Unioni di commercio e interessi speciali hanno ripetutamente scacciato tentativi di riforme. L’infrastruttura si sta frantumando, il clima di investimenti è accolto male, l’inflazione è preoccupante e la crescita della produttività è stata bassa (anzi, recentemente è stata negativa). L’educazione e i sistemi di sanità si stanno deteriorando. L’amministrazione pubblica è inefficente e corrotta, specialmente nel Sud. L’ultima evidenza deriva dalle montagne di spazzatura di Napoli.
Tempo di liberalizzare
Quello di cui l’Italia ha bisogno è la liberalizzazione economica e la promozione di una maggiore competitività per rinvigorire la sua legione di imprenditori e le piccole imprese. Non c’è alcuna ragione per supporre che fallirà. Il Nord Italia ha fatto bene mentre il Sud ha stagnato. Gli esportatori italiani si sono dimostrati veloci e creativi. La Fiat è stata trasformata. Le banche, una volta notoriamente inefficienti, sono diventate internazionalmente competitive.
Il Sig. Berlusconi e il suo amministratore finanziario e capo ideatore, Giulio Tremonti, adesso hanno l’opportunità d’oro di costruire su questi successi, sfruttando la loro maggioranza parlamentare per portare a buon fine delle riforme radicali. La questione è come loro lo porteranno a termine. L’espulsione dell’estrema sinistra dal parlamento potrebbe mettere a rischio il confronto sulle riforme o far passare tagli alla spese piu’ severi.
Ma se il governo riesce nelle riforme, il nostro giudizio sul Sig.Berlusconi si ammorbidirebbe per il fatto che anche lui è capace di un miglioramento. Sfortunatamente ci sono delle basi per lo scetticismo circa le credenziali di riforma del nuovo governo.
Il Sig.Tremonti ha messo una barriera contro la globalizzazione come causa primaria dei problemi italiani (e Europei). La Lega Nord, che è andata bene alle elezioni, è anche piu’ apertamente anti-immigrazione e protezionista. Le parole dello stesso Sig.Berlusconi circa il futuro di Alitalia, l’ammalata compagnia aerea di bandiera, suggeriscono che lui sia più a favore di una linea statale, ed inefficace, che di una vera disciplina di mercato libero. Così lui e Tremonti spesso preferiscono dar colpa alla UE, all’Euro ed alla Banca Centrale Eruopea invece di accettare che le malattie italiane siano un problema italiano.
Tuttavia gli auspici non sono tutti malvagi. Il Sig.Berlusconi sembra comprendere, in ritardo, la serietà della situazione economica italiana. La sua confortevole maggioranza significa che lui non ha più scuse per rimandare le riforme. Questo sarà il suo piu’ grande test; speriamo, per interesse dell’italia, che lo passi.














