[The Guardian]
Si discute sul progetto per raddoppiare la villa del Primo Ministro italiano. Il consiglio comunale dichiara che il pagamento verrà usato nell’interesse della città.
Con il suo imponente viale alberato, enormi edifici, un parco circostante ed una libreria da 10 mila volumi, la villa neo-classica di San Martino sembra avere tutto ciò che i magnati più esigenti desiderano da una casa. Senza contare il mausoleo – completo di un gigantesco sarcofago di marmo rosa – che il suo proprietario, Silvio Berlusconi, ha creato nel parco.
Eppure certa gente, a quanto pare, sembra non essere mai contenta. Il multi-miliardario Presidente del Consiglio vuole raddoppiare l’ampiezza della sua proprietà. Ed i suoi piani stanno sfociando in un acceso dibattito ad Arcore ed oltre.
Un senatore dell’opposizione ha presentato un’interrogazione parlamentare, davanti al Ministro dell’ambiente di Berlusconi, sul permesso per un progetto che amplierebbe la residenza del leader di governo di più della metà di un campo di calcio. I critici affermano che il piano è stato modificato, esteso, ed in seguito approvato in tutta fretta da un’amministrazione controllata da suoi seguaci.
Non è la prima volta che Berlusconi si trova sotto accusa per noncuranza nei piani urbanistici. Quattro anni fa fu accusato di aver intrapreso un’imponente ristrutturazione della sua proprietà estiva in Sardegna senza alcuna licenza comunale.
Il progetto comprendeva la creazione di un pontile sotterraneo degno dei film di James Bond. Quando un magistrato cercò di indagare, scoprì che gli immobili di proprietà di Berlusconi erano coperti dal segreto di stato in virtù di un decreto promulgato dal suo governo.
Risalente al XVIII secolo, Villa S. Martino fu acquistata nel 1974 da Berlusconi con azioni, che ricomprò definitivamente a soli 500 milioni di vecchie lire.
Alcuni dei più importanti incontri della sua turbolenta carriera politica si sono tenuti proprio tra queste mura finemente decorate, e fu sempre in Villa San Martino che nel 1994 egli registrò il famoso video in cui annunciava il suo ingresso in politica.
Secondo Fausto Perego, vice-sindaco nella precedente amministrazione di centro-sinistra di Arcore, Berlusconi ha dapprima richiesto un’estensione relativamente modesta di 1.500 metri quadrati. Questo gli ha permesso di realizzare una galleria per la sua imponente collezioni di quadri, un museo per la Mondadori, casa editrice di sua proprietà, e l’edificio per una nuova fondazione dedicata alla memoria di suo padre, Luigi.
Intervistato dal quotidiano La Stampa, Perego dichiara che il piano originale prevedeva anche “la rinuncia a parte della proprietà”, destinata ad ospitare una nuova piazza ed un biblioteca comunale realizzata da uno degli architetti più famosi di Milano. Ma non appena la destra è salita al potere ad Arcore il piano è stato stravolto.
In base a nuove disposizioni, approvate dalla giunta entrante, le dimensioni dell’ampliamento sono state triplicate. In cambio dei terreni, l’autorità locale riceverà un pagamento in contanti di 600 mila euro, oltre ad 1.2 milioni di euro in tasse per via della pianificazione urbana aggiuntiva.
“Si parla di una bella cifra che verrà utilizzata per il bene di tutti”, afferma il sindaco, Marco Rocchini. “Non capisco l’opposizione. Ci sono state molte critiche sulla velocità con cui abbiamo dato l’OK. Ma era tutto nella norma. Che cosa avremmo dovuto fare?”
La Stampa citava una fonte interna alla giunta comunale secondo cui Berlusconi sarebbe stato pronto ad aumentare il proprio contributo attraverso una donazione ad una casa per anziani.
I 3 mila metri quadri del piano di recupero prevedono un imponente edificio a pianta quadrata con cortile interno che conterrà, secondo La Stampa, gli alloggi per le visite dei figli del 71enne multi-milionario ed il suo crescente numero di nipoti.




















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A sorprendersi di questi “fattucci di periferia”, è sempre chi non conosce la realtà comunale in Italia.
Chi non si è imbattuto in consigli comunali che deliberavano(spesso con esito negativo) in 6 mesi la proposta di un povero cristo,e miracolosamente in 2 giorni gli “sponsor” della giunta ottenevano risposte positive.
Figuriamoci in questo caso.
W L’Italia e gli Italiani
…ma non si accontenta mai…??
Saran c***i suoi…
Saran c***i suoi…
CERTO! ma il c**o è sempre il nostro…
Indignazione!!, mentre io non arrivo alla 1°settimana del mese e mi sto indebitando per acquistare una micro-casa, devo che è oltraggioso e specialmente per le persone che stanno alla fame.I miei pensiri sono del tutto rivoluzioinari!!Dovremmo riappropriarci della nostra dignità einvece di stere ad assistere alla nostra fine.