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L’attacco di Silvio Berlusconi contro un giornale italiano è una campagna per intimidire il dissenso.
Silvio Berlusconi, il Presidente del Consiglio italiano, si lamenta di essere vittima di diffamazione. Ha attaccato La Repubblica dopo che il giornale lo ha sfidato a spiegare la sua relazione con un’aspirante modella di 18 anni, Noemi Letizia, che si rivolge a lui chiamandolo ‘Papi’. Secondo Berlusconi, questo è un complotto della sinistra per minare la sua autorità. La lamentela di Berlusconi è sfrontatamente insensata. Ha dato motivo di derisionee per le elezioni europee delle giovani donne il cui fascino personale supera l’esperienza politica. Quest’ultima impresa ha spinto sua moglie, infinitamente paziente finora, a chiedere il divorzio.
Le domande poste da La Repubblica – sul coinvolgimento di Berlusconi nella selezione delle candidate e sul fatto se egli abbia promesso di aiutare la signorina Letizia nella sua carriera in politica o nello spettacolo – non sono intrusioni nella vita privata. Si collegano al ruolo pubblico di Berlusconi di uomo politico e di magnate dei media. I contorti affari politici di Berlusconi sono ulteriormente confusi dal suo dominio dei media. Egli controlla tre canali televisivi nazionali.
La sua campagna contro La Repubblica sembra un tentativo inquietante di intimidire il dissenso piuttosto che il desiderio di proteggere la propria reputazione. E’ particolarmente di cattivo gusto che egli abbia usato il proprio potere mediatico per criticare la propria moglie, insinuando che sia mentalmente instabile. Queste sono le azioni di un uomo ricco e potente che tratta la politica e i mezzi di comunicazione come feudi. Berlusconi pare avere scarsa consapevolezza della differenza tra interesse privato e dovere pubblico. Le critiche del suo giornale stanno facendo un’opera di pubblico servizio per una popolazione mal governata.
* ["vendetta" è in italiano nel testo originale, N.d.T.]















Salve,
vorrei solo puntualizzare che il vocabolario inglese include la parola “vendetta”. lo specifico data la NdT finale.
Buon lavoro!
Mattia
Mi piace ricordare un’altra notizia…
(ANSA) – CASERTA, 19 MAG – “Un latitante del clan dei casalesi, Franco Letizia, 32 anni, tra i cento pregiudicati piu’ pericolosi d’Italia, e’ stato arrestato. E’ avvenuto poco prima della mezzanotte, a San Cipriano D’Aversa. Letizia, ritenuto un fedelissimo di uno dei capi storici dei casalesi, Francesco Bidognetti, e’ stato bloccato dai agenti della squadra mobile, in un appartamento di una zona periferica di San Cipriano.”
Stessi luoghi, cognomi uguali. Sicuramente coincidenze.
Conosco una barzelletta che inizia così: “C’è un impunito che si infiltra nei festini dei minorenni, in zone ad alta criminalità….” PERO’ NON FA RIDERE!
Oggi più che mai è evidente come sarebbe stato acuto rispettare la legge sul conflitto d’interessi presente nel 1956 e allineata alla costituzione che avrebbe evitato il verificarsi della situazione drammatica in cui oggi versa il nostro Paese stremato dalla corruzione.