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Il governo Berlusconi ristabilisce lo stato d’urgenza in materia d’immigrazione

Pubblicato Lunedì 28 Luglio 2008 in Francia

[Le Monde]

Il dibattito sull’immigrazione ricomincia in Italia, dopo il dramma che ha segnato l’isola di Lampedusa, sabato 26 luglio. Venuti da un porto libico, due bambini di 2 e 4 anni, fratello e sorella, sono morti durante la traversata verso l’isola siciliana, ed i loro corpi, secondo il resoconto del padre, un nigeriano, sono stati gettati fuori bordo. Erano partiti all’inizio della settimana.

Dopo essere stato soccorso dai guardacoste italiani, nel canale di Sicilia, sabato, il padre, in lacrime, ha raccontato la sua tragedia. Approfondimenti sono in corso su questo dramma. Resta, come sempre, la contabilità fornita alla capitaineria del porto: 75 persone soccorse, due disperse.

Le intercettazioni di barche nel canale di Sicilia si moltiplicano: quattro nella sola giornata di sabato, per un totale di 264 clandestini trasportati verso Lampedusa; mentre altri 150 sono arrivati in Sardegna. Il numero degli stranieri clandestini interrogati è raddoppiato in un anno: 10.611 nel corso dei primi sei mesi del 2008 contro 5.378 durante lo stesso periodo nel 2007. La situazione ha condotto il governo di Silvio Berlusconi, venerdì 25 luglio, ad estendere lo stato d’urgenza a tutto il territorio italiano, per fare fronte “all’afflusso persistente ed eccezionale di cittadini extra-comunitari”. La misura era stata già adottata, tra il 2002 ed il 2007, dai governi di destra come da quelli di sinistra. Secondo il ministro dell’interno, Roberto Maroni, si tratta di rafforzare “l’assistenza ai clandestini e di accoglierli in tutte le regioni”.

ACCORDI CON LA LIBIA

Lo stato d’urgenza permette ai prefetti di adottare più rapidamente misure amministrative, in particolare in materia di aiuto e di sostegno agli immigrati. Ma la decisione ha causato proteste. L’opposizione teme che lo stato d’urgenza sia legato al progetto del governo di raddoppiare il numero dei “centri di identificazione e di espulsione (CSI) “. Passando da dieci a venti, queste strutture, distribuite su tutto il territorio, sostituiranno i centri di accoglienza e di soccorso. La loro costruzione appare urgente al governo italiano da quando la Commissione europea ha autorizzato la ritenzione dei clandestini fino a diciotto mesi - contro i due in Italia.

La decisione sullo stato di urgenza segue rapidamente un indurimento della legislazione anticlandestini: la creazione di un reato d’immigrazione clandestina e l’aumento di un terzo della pena nel caso in cui sia un clandestino a violare la legge. Per numerosi editorialisti, il governo Berlusconi gioca sulla paura delle pene per dissuadere i candidati al viaggio verso l’Italia. Inutile politica, denuncia Marco Minniti, del partito democratico, la principale formazione di opposizione: “L’ennesima tragedia in mare dimostra la fermezza della scelta dei clandestini.”

Secondo Alfredo Mantovano, sottosegretario all’Interno, al contrario, l’aumento dei flussi migratori verso l’Italia sarebbe il risultato delle politiche più rigorose adottate in Francia ed in Spagna contro l’immigrazione clandestina. Il governo italiano vuole trovare un accordo con la Libia. Silvio Berlusconi ha incontrato recentemente il colonello Gheddafi. In cambio di un risarcimento accordato dall’Italia per il periodo coloniale, Tripoli potrebbe accettare sorveglianze miste italo-libiche nei suoi porti. Questa misura sarebbe la sola possibilità, secondo Roma, di fermare la partenza delle imbarcazioni di clandestini.

[Articolo originale di Salvatore Aloïse]

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