Libertà di stampa: Italia degradata a paese “parzialmente libero”

[Bolpress]

ROMA – La libertà di stampa si sta riducendo in tutto il mondo e l’Italia non è immune da questa forma di degrado. Nella relazione di “Freedom House 2009″, che ha analizzato la libertà di stampa in 195 paesi, l’Italia è stata retrocessa per la prima volta da paese “libero” a “parzialmente libero” (partly free), unico caso in Europa occidentale.

Nonostante nella vecchia Europa la libertà di stampa goda di ampia autonomia, l’Italia è stata retrocessa a paese “parzialmente libero”, dal momento che la libertà di stampa e di parola è stata limitata da nuove leggi del Governo, dalle minacce dell’estrema destra, dalle minacce della criminalità organizzata e soprattutto a causa dell’eccessiva concentrazione dei mezzi di informazione nelle mani di un privato.

Nel dettaglio “Freedom House” riconosce che in Italia la libertà di stampa è riconosciuta dalla Costituzione e generalmente rispettata, nonostante ci sia una concentrazione della proprietà nelle mani del magnate Silvio Berlusconi. È questo il tasto dolente nella relazione di “Freedom House”: la legge di un ministro dell’ex partito di destra Alleanza Nazionale (oggi Partito della Libertà) che ha introdotto norme a favore dell’attuale primo ministro Silvio Berlusconi, e sicuramente il fatto che negli ultimi tempi molti giornalisti che hanno criticato il “premier” Berlusconi, sono sotto processo.

La cosa più triste, a giudizio dell’Organizzazione, è costituita dalla “concentrazione insolita della proprietà dei mezzi di comunicazione nelle mani di una sola persona (in questo caso il presidente del Consiglio dei Ministri italiano Silvio Berlusconi), rispetto allo standard dei paesi europei; la relazione afferma che Berlusconi controlla, tramite il suo governo, i tre canali della televisione di stato italiana (Rai1 Rai2 e Rai3) ed è proprietario di canali televisivi, quotidiani e riviste.

Tra i paesi europei anche la Grecia è significativamente retrocessa, però precede l’Italia che nella classifica generale occupa il 71° posto “ex” aequo con Benin e Israele.

I paesi dell’Europa occidentale dove esiste assoluta libertà di stampa sono quelli dell’Europa del nord, Islanda, Finlandia, Norvegia, Svezia e Danimarca, mentre tra i paesi non europei si trova la Nuova Zelanda. Gli Stati Uniti occupano il 24° posto della classifica insieme a Repubblica Ceca e Lituania, paesi che, nonostante tutto, godono di ampia libertà di stampa.

Ad ogni modo la situazione europea, ad eccezione dell’Italia, è positiva rispetto ad altre aree del mondo. Dei 195 paesi esaminati, il 35% sono “parzialmente liberi”, il 33% “non sono liberi” e solo il 17% della popolazione mondiale vive in paesi che godono della completa e assoluta libertà di stampa.

Secondo la relazione di “Freedom House”, negli ultimi tempi la libertà di stampa è peggiorata nei paesi dell’ex Unione Sovietica, del Medio Oriente, del Sud America e dell’Africa del nord, così come del sud est asiatico. In Cambogia, qualificata come “non libera”, la situazione è abbastanza tragica e pericolosa. Sono aumentate le forme di minaccia e di violenza verso i giornalisti in Corea del nord, Bulgaria, Croazia, Bosnia, Russia, Eritrea, Israele e in America Latina, verso i giornalisti in Bolivia, Messico, Nicaragua, Ecuador e Guatemala.

[Articolo originale "Libertad de prensa: Italia degradado a país "parcialmente libre"" di Rodolfo Faggioni]

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