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227 persone sono state rimpatriate sotto scorta armata. Le organizzazioni umanitarie e l’ONU sono preoccupate da questo cambio di atteggiamento.
Per parecchie ore sono stati sballottati al centro del canale di Sicilia, tra Malta e l’Italia, nell’attesa di conoscere la loro destinazione finale. Partiti dalle coste libiche su tre imbarcazioni, erano stati avvistati e soccorsi mercoledì a 35 miglia nautiche a sud-est dell’isola italiana di Lampedusa, ma in acque territoriali maltesi. Come in altre occasioni, Roma e La Valletta si sono attribuite reciprocamente la responsabilità di accogliere questi 227 immigrati clandestini. Scortati da tre navi italiane con uomini armati a bordo, sono stati finalmente allontanati giovedì verso Tripoli.
Per la prima volta, la Libia del colonnello Gheddafi ha infatti accettato di riprendere dei clandestini che erano partiti dalle sue coste. “E’ un risultato storico”, si è rallegrato il ministro (Lega Nord) dell’Interno, Roberto Maroni. Fino ad oggi, Tripoli spiegava che non era in grado di controllare la partenza di navi dalle sue coste e, soprattutto, che non aveva i mezzi per regolamentare da sola il problema dei flussi migratori.
“Atto illegale”
Il cambio di atteggiamento fa apparentemente seguito al trattato di amicizia tra Roma e Tripoli. Firmato nell’agosto del 2008, prevede in sostanza che in cambio della riconoscenza della responsabilità della colonizzazione italiana e del versamento dell’indennità (5 miliardi di dollari), i due paesi si impegnano a rendere operative delle pattuglie marittime miste per lottare contro l’immigrazione clandestina. Fino ad oggi, la Libia si era attardata nell’applicazione del trattato, provocando nuovi sbarchi e nuovi drammi.
Il rimpatrio immediato “può rappresentare una svolta nella lotta all’immigrazione”, ha insistito Roberto Maroni. Al contrario, tutte le organizzazioni umanitarie così come l’ONU sono vivamente preoccupate dall’iniziativa. “Siamo molto preoccupati”, ha fatto sapere l’HCR (Alto Commissariato per i Rifugiati, High Commissioner for Refugees, (ONU), N.d.T.), che sottolinea che tra le 227 persone vi erano presumibilmente dei richiedenti di asilo politico che avevano bisogno di “protezione internazionale” .Ciononostante, la Libia non ha firmato la convenzione del 1951 sui rifugiati. “Il rimpatrio forzato di persone senza averle preventivamente identificate e senza permettere l’accesso a coloro che hanno diritto alle procedure sul diritto d’asilo è un atto illegale”, ha sottolineato l’associazione Medici senza frontiere (MSF, N.d.T.).
MSF è allo stesso modo preoccupata dal nuovo progetto di legge sull’immigrazione voluto dal ministro Maroni e che dovrebbe essere oggetto del voto di fiducia in parlamento. Il testo prevede tra gli altri la creazione del reato di immigrazione clandestina (punibile con un’ammenda che arriva fino a 10 000 euro), l’obbligo per i funzionari di denunciare i clandestini o ancora la possibilità di detenere gli immigrati nei centri di accoglienza per sei mesi. “Si rischia di ritornare all’epoca delle leggi razziali”, ha denunciato, allarmato, Dario Franceschini, segretario del Partito Democratico.
“E’ un’idiozia”, si è accontentato di rispondere Roberto Maroni, il cui partito, xenofobo, moltiplica pertanto le proposte populiste puntando il dito sui disordini causati dall’arrivo di ormai quasi 400 000 stranieri all’anno in un’Italia che era, fino a trent’anni fa, un paese d’emigrazione. Ieri, uno dei giovani quadri della Lega, Matteo Salvini, ha ad esempio suggerito di dividere i vagoni della metropolitana di Milano: “In passato, c’erano posti riservati agli invalidi, agli anziani e alle donne incinte. Ormai, si possono immaginare posti o vagoni riservati ai Milanesi”. In precedenza, una candidata della Lega alle prossime elezioni provinciali aveva proposto di istituire vagoni per le donne e altri per gli immigrati.
Anche a destra questi progetti provocano indignazione. Denunciando una manovra demagogica ed elettorialista, il presidente (Popolo della libertà) della commissione degli affari sociali del comune di Milano, Aldo Brandirali, ha anche messo in guardia: “L’unico modo di applicare la proposta di Salvini sarebbe di mettere delle stelle di diversi colori sul petto delle persone a seconda della razza”.
















Io posso solo sperare che l’Europa, quella civile, noi noi la terza europa, si muova e prenda proveddimenti verso chi governa in questo “paese”…
A questo proposito, riprendo da Wikipedia cio’ che e’ successo in Europa nel 2000 dopo che in Austria il partito xonofobo di Joerg Haider entro’ nel governo:
Between 2000 and 2002 there were weekly Donnerstagsdemonstrationen (Thursday Demonstrations) through the city and the inner districts of Vienna. The heads the governments of the other 14 EU members decided to cease cooperation with the Austrian government, as it was felt in many countries that the cordon sanitaire against coalitions with parties considered as right-wing extremists, which had mostly held in Western Europe since 1945, had been breached. For example, for several months, other national leaders refused to shake hands and socialize with members of the Schüssel government. In Austria, this approach was often described as sanctions, for which supporters of the government often blamed the opposition social democrats and President Thomas Klestil, whose loyalty to the country was thus put into question. The EU leaders soon saw that their measures were counterproductive and returned to normality during the summer of 2000, even though the coalition remained unchanged. Nevertheless it is not easy to measure effects of the “sanctions”. Short-term effects seemed to be counterproductive, but it is still possible that “sanctions” later helped to decrease the popularity of Freedom Party and also to prevent such coalitions in other EU countries.