Indagati i legami tra mafia e centrali eoliche in Sicilia

[Financial Times]

I magistrati anti-mafia hanno aperto un’ampia inchiesta nel settore delle centrali eoliche in Sicilia, dove funzionari locali, imprenditori e clan criminali sono sospettati di collusione nella costruzione di redditizie centrali eoliche prima della loro vendita finale a compagnie multinazionali. Le sovvenzioni italiane ed europee per la costruzione delle centrali eoliche e le tariffe garantite più alte al mondo, €180 ($240, £160) per kwh, per l’elettricità che producono hanno reso l’Italia meridionale un mercato particolarmente allettante per il crimine organizzato.

Roberto Scarpinato, procuratore veterano nell’azione antimafia operante a Palermo, il capoluogo regionale, ha dichiarato al Financial Times che la sua inchiesta, partita la scorsa settimana, si concentra sulle tre grandi province di Palermo, Trapani e Agrigento.

Un’inchiesta precedente su un caso vicino Trapani, nella Sicilia occidentale, a febbraio aveva portato ad 8 arresti che avevano condotto alla denuncia del presunto legame tra un’importante famiglia mafiosa, che offriva denaro, e voti in cambio di permessi per costruire centrali eoliche. “Operazione Vento” ha svelato così le promesse di denaro e di voti da parte della mafia a funzionari locali di Mazara del Vallo, in cambio di aiuto nell’approvazione i progetti delle centrali eoliche. I sospetti mafiosi erano presumibilmente collegati a Matteo Messina “Diabolik” Denaro, un boss mafioso latitante sulla lista dei maggiori ricercati in Italia.

I procuratori sospettano la mano della mafia nella concessione dei permessi e nella costruzione di centrali eoliche che sono poi vendute a compagnie italiane e infine straniere. Secondo quanto dichiarato da autorità locali al FT, la mafia è sospettata di aver distrutto, per confermare il proprio controllo sul settore, due torri eoliche che erano in deposito presso il porto di Trapani in seguito al loro arrivo per nave dal Nord Europa.

“Si tratta di un raffinato sistema di connessioni con il mondo degli affari e della politica. Il settore eolico è controllato da un pugno ristretto di persone. Esistono molte compagnie, ma ci sono sempre le stesse persone dietro di esse” ha dichiarato Scarpinato, le cui indagini si sono concentrate sull’evoluzione della mafia in una moderna organizzazione di affari. Cosa Nostra siciliana si sta evolvendo e sta trovando nuove opportunità di affari, incluso il settore dell’energia rinnovabile, sfruttando il suo storico controllo sul territorio, sull’edilizia e la sua abilità nel corrompere i funzionari locali.

Parecchie centrali eoliche costruite da compagnie sospettate di essere legate alla mafia non sono funzionanti già da uno o due anni, in alcuni casi a causa di costruzioni scadenti. “Questa è la cosa più sorprendente: gli imprenditori hanno ottenuto denaro pubblico per costruire centrali eoliche che non hanno prodotto elettricità” ha dichiarato il procuratore. I governi locali non solo in Sicilia, ma anche in Calabria e in Basilicata, hanno sospeso l’autorizzazione di nuove centrali eoliche, in parte a causa del sospetto coinvolgimento criminale e in parte per la confusione sulla reale proprietà delle imprese.

Molte centrali eoliche siciliane, se non tutte, sono partite come progetti di imprenditori locali, alcuni dei quali hanno speculato in un mercato secondario per permessi. Una volta costruite, la maggior parte è stata venduta a multinazionali attraverso intermediari italiani. La International Power nel Regno Unito è il maggiore operatore di energia eolica in Italia. Tra gli altri troviamo l’italiana Enel e la tedesca Eon, in seguito all’acquisto di parte della spagnola Endesa nel 2007. Anche la francese EDF ha le proprie attività. Sebbene le compagnie internazionali fossero a conoscenza dell’identità degli imprenditori siciliani, non c’è prova alcuna del fatto che fossero a conoscenza del coinvolgimento della mafia.

Sebbene l’Italia sia fortemente in ritardo nel raggiungere i propri obiettivi di emissione EU 2020, il settore dell’energia rinnovabile sta crescendo fortemente e sta attirando notevoli investimenti stranieri. La International Power è diventata il maggiore operatore singolo nel 2007 con l’acquisto del portafoglio Maestrale della maggior parte delle centrali eoliche italiane, incluse 5 in Sicilia, per 1,8 milioni di euro.

L’Italia si trova al 4° posto in Europa in termini di capacità di energia eolica installata.

[Articolo originale "Mafia link to Sicily wind farms probed" di Guy Dinmore]

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1 commento per Indagati i legami tra mafia e centrali eoliche in Sicilia

  • Sul lago di como, in altolago, da un anno circa si stà profilando un problema simile con le captazioni idriche dei torrenti per produrre energia elettrica verde. Tanti soldi comunitari, 41 progetti di captazione, oltre le 22 già esistenti, e l’energia prodotta é a dir poco risibile, il danno ambientale enorme, quello economico altrettanto, come i guadagni di queste società.
    Il nostro sito é http://www.acquecomasche.com, se potete dateci una mano, diffondete questo post! E’ in atto una raccolta di firme, on line, da presentare alla provincia di como, ed é in preparazione un filmato di una conferenza pubblica tenuta dal comitato. I sindaci della zona (18 comuni) hanno posizioni contrastanti, spesso ambivalenti, di fatto non sostengono con sufficiente forza ne il comitato acque comasche ne gli interessi della popolazione. La normativa regionale e provinciale sembra un gioco di incastri per favorire la presentazione e il via libera dei progetti… Non so se possiamo parlare di infiltrazioni mafiose in questo gioco dei finanziamneti verdi ma lo sperpero dei fondi europei per certi progetti che poi di fatto non producono nulla o quasi ma distruggono molto lascia perplessi sul concetto di bene comune.
    Grazie per avermi ascoltato e grazie per il lavoro di informazione che fate tutti i giorni
    massimo ortelli

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