Dopo la Chrysler la FIAT ora vuole comprare anche la Opel

Algemeen Dagblad

ROMA – Dopo la Chrysler, ora anche l’Opel. Sergio Marchionne, top manager della Fiat, si è concesso appena un giorno di riposo dopo l’accordo con il gigante automobilistico americano ed è già a caccia di una nuova preda. Appena tornato da Detroit, ieri era a Berlino per discutere una possibile fusione di Fiat e Opel.

L’obiettivo dell’irruente super manager è la creazione di un nuovo colosso automobilistico che deve poter far fronte alla massacrante concorrenza di vecchi e nuovi produttori asiatici. Marchionne sostiene già da tempo che dopo il 2010 sopravviveranno solamente cinque o sei grandi società automobilistiche e che loro massa critica si pone a circa sei milioni di automobili prodotte all’anno. A causa della crisi economica, la previsione sembra avverarsi. In particolare i produttori di modelli più grandi (come la Chrysler) si trovano pesantemente nei guai. La Fiat, che nel frattempo è stata riorganizzata, è specializzata in modelli più piccoli e soffre quindi relativamente meno della crisi. Di questo vuole approfittare Marchionne per incorporare rapidamente due altri giganti dell’auto.

L’accordo con la Chryster, che deve essere ancora ratificato dal giudice americano, è stato concluso la scorsa settimana. In cambio di conoscenza tecnologica la Fiat ottiene una partecipazione pari al 20% che, fino al 2013, potrà aumentare fino ad una posizione di maggioranza. Contemporaneamente si aprirà per la Fiat il mercato nordamericano.

Il passo successivo è un accordo con l’agonizzante General Motors finalizzato all’acquisizione del suo ramo Europeo (Opel, Vauxall e Saab) e la sua successiva fusione con la Fiat. Perchè ciò sia possibile Marchionne è pronto a sganciare Fiat Auto, il reparto auto con le marche Fiat, Alfa Romeo e Lancia, dalle altre attività del gruppo Fiat come Iveco (autobus e camion), CNH (macchinari per l’agricoltura), Ferrari e Maserati.

Dato che la Fiat non dispone di liquidità per le acquisizioni, anche questa operazione va realizzata a borse chiuse e pagata dal lancio in borsa della nuova holding Fiat-Opel. Il terzetto Fiat-Opel-Chrysler dovrebbe quindi diventare un gruppo con un fatturato annuale di 80 miliardi di euro ed una produzione di 6 milioni di automobili, secondo al mondo solo a Toyota.

Marchionne ha presentato ieri i suoi piani ai Ministri tedeschi dell’Economia e degli Affari Esteri ed al più importante rappresentante del Consiglio d’Amministrazione della Opel, Klaus Franz.

L’italiano aspira a concludere la fusione entro un mese. Potrebbe però incontrare maggiori difficoltà che negli Stati Uniti, dove il Presidente Obama ha fatto entrare la Fiat come angelo salvatore della languente Chrysler. Questo perchè, mentre fra mercati e modelli della Fiat e della Chryster non c’é quasi sovrapposizione, ciò non vale nel caso della Opel. Marchionne ha dichiarato al Financial Times che, annualmente, utilizzando le stesse catene di montaggio per produrre Fiat e Opel, si può risparmiare fino ad un miliardo di euro. Questo implica che alcune fabbriche potrebbero chiudere – con una perdita in termini di posti di lavoro stimata in 8-9000 unità – e questo non è assolutamente accettabile dai Sindacati e dai politici tedeschi.

[Articolo originale "Fiat wil na Chrysler nu ook Opel kopen" di Aart Heering]

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