[The Independent]
Pregiudizi secolari sono venuti alla luce nei commenti dello stravagante Primo Ministro italiano nei confronti della sua controparte a Madrid
A volte, in politica, una settimana sembra un secolo. Altre volte, 350 anni volano e sembra che nulla sia cambiato. Una delle seguenti dichiarazioni circa le donne in politica e’ stata espressa nel 17° secolo da un satirico londinese non illuminato; l’altra invece e’ stata pronunciata la scorsa settimana da uno dei leader del mondo libero del 21° secolo. Riuscite ad indovinare di chi si tratta?
“[Lui] ha formato un governo che è troppo rosa” recita uno dei due. “È qualcosa che noi non possiamo fare… perché c’è una prevalenza di uomini in politica e non è facile trovare donne che siano qualificate per governare. Ora lui l’ha voluto fare. E avrà problemi nel gestirle”. L’altro immagina: “Le allegre Leggi che loro hanno appena emanato, di vivere con più Agio, Fasto, Orgoglio e più spensieratamente: ma in particolare che esse possano sentirsi superiori e predominare sui loro mariti [e] che cureranno vecchi o nuovi Cornuti… “.
La prima affermazione è del primo ministro italiano, Silvio Berlusconi, mentre la seconda è una incisione su legno del 1646 chiamata “Il Parlamento delle Donne”. Ma il sentimento alla base di entrambe è simile; della confusione potrebbe derivare dal fatto che Berlusconi è ora la persona la cui “spensieratezza” è un fatto certo.
Nel 2005 Berlusconi ha detto che doveva ”rispolverare le sue doti da playboy” per entrare nelle grazie della presidente finlandese, Tarja Halonen. E’ un bene che egli non sprechi le sue energie in cose futili come la politica, quelle accuse di corruzione oppure il ristagno dell’economia italiana. E tale, casualmente, è il suo coetaneo, Vladimir Putin, un uomo molto “qualificato” che ha appena lasciato sua moglie per una ginnasta ritmica di 24 anni (Berlusconi potrebbe pensare che Putin avrà problemi nel gestirla.)
Il Primo Ministro italiano si sta incavolando per la politica spagnola. Lì, il Primo Ministro Jose Luis Rodriguez Zapatero ha nominato il suo gabinetto e (mamma mia!) la metà è composta da donne. C’è poi il Ministro dei lavori pubblici e delle infrastrutture, Magdalena Alvarez, che ha affermato: ”Molte di noi donne non vorrebbero appartenere ad un governo presieduto da Berlusconi”. Infine il Ministro della difesa Carme Chacon, che incinta di sette mesi ha dimostrato di avere le palle visitando l’Afghanistan - un fatto che sorprenderà i giornalisti di destra spagnoli che non potevano immaginarsi che ne sarebbe stata capace.
Ciò porterà inevitabilmente al confronto con il Parlamento britannico - 60esimo su 188 paesi nella classifica di equità, con il 19,5% di parlamentari donne. Commentatori crudeli hanno sottolineato una certa mancanza di stile tra i parlamentari del Regno Unito rispetto alle loro controparti in Spagna, Francia oppure ai concorsi di bellezza dove Berlusconi sceglie le sue colleghe. Sicuramente una più bizzarra anomalia è il fatto che sei delle nove donne spagnole sono bionde: le donne bionde hanno più successo o le donne di successo diventano bionde? Vorremmo saperlo.
Prima di questa mossa azzardata di Zapatero - e se ne pentirà quando tutte le donne soffriranno contemporaneamente dei “problemi delle donne” e cadranno in modo spettacolare dai tacchi - i paesi scandinavi sono stati in prima linea in materia di parità di rappresentanza, con Svezia, Finlandia, Danimarca e Norvegia tutte nella top 10, seguendo da vicino il Ruanda, che ha il 48,8 per cento di donne.
Nel suo memorabile libro House Music, l’ex membro del Parlamento Oona King ha scritto: “Un nuovo parlamentare si e’ stupito del fatto che tutti gli attaccapanni dei membri del Parlamento avevano un nastro rosa attaccato - probabilmente per evidenziare la consapevolezza di malattie come l’Aids o il cancro al seno - per poi scoprire che servivano solo per appenderci le nostre spade”.
Cita anche un’altra donna parlamentare, eletta nel 1997, mentre spiega perché lei non si ricandiderebbe. “Mi sono stancata del carosello di… membri” ha detto. Qualsiasi cosa arrivino a fare le donne di Zapatero, almeno gli elettori spagnoli si saranno risparmiati quell’orribile immagine.























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