La Chiesa italiana fa credito alle famiglie più colpite dalla crisi

[Le Monde]

La carità cristiana cambia rotta e si adatta alle esigenze della crisi economica. Vestiario usato, scatolame e i soldi messi discretamente nella mano dei bisognosi sono diventati doni fuori moda?
Il cardinale Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana (CEI), ha presentato ufficialmente, mercoledi’ 6 maggio, un’operazione intitolata “il prestito della speranza” condotta con il sostegno dell’Associazione banche italiane (ABI).

Questa iniziativa consiste nel concedere un prestito di 500 euro al mese, per una durata massima di due anni, alle famiglie con almeno tre figli (o con un figlio disabile) momentaneamente senza reddito.
Tale prestito potrà essere rimborsato quando uno dei due genitori avrà ritrovato un lavoro, in un periodo massimo di 5 anni, al tasso del 4,5%, cioè la metà di quello applicato dalle banche italiane.
Per riuscirci, la Chiesa ha come obiettivo la raccolta di 30 milioni di euro tramite una “questua straordinaria”, che si svolgerà nelle chiese domenica 31 maggio, giorno della Pentecoste.

Grazie a questo capitale di base, l’ABI potrà mettere a disposizione dei più demuniti la somma di 180 milioni di euro per tre anni per aiutare tra le “20 000 e le 30 000 famiglie”. Nella versione iniziale del progetto, la CEI sperava di poter disporre di 300 milioni di euro e un tasso di interesse dell’1%.
“E’ un’azione senza precedenti”, ha sottolineato il cardinale Bagnasco, che ricorda tuttavia che la Chiesa non intende trasformarsi in banca ma che i vescovi si comportano “da pastori” e rientrano nella tradizione “delle antiche consuetudini il cui esempio più emblematico è quello di San Paolo che organizzava la colletta per i poveri di Gerusalemme”.

Per beneficiare di questa prodigalità, i candidati al prestito dovranno rivolgersi alla loro parrocchia o alla sede locale della Caritas che li metterà in contatto con una banca che, come Unicredit, Intesa San Paolo, Monte dei Paschi di Siena, ha aderito al progetto.
I tempi d’attesa non dovrebbero superare le tre settimane. I candidati dovranno dimostrare di essere indigenti e sposati “secondo la Costituzione italiana”. Le coppie di fatto saranno quindi escluse da questo meccanismo. “Abbiamo pensato ad un sistema assolutamente non burocratico”, spiegva qualche giorno fa Mariano Crociata, segretario generale della CEI. Teoricamente, non è richiesta l’adesione alla religione cattolica.

Nel discorso di presentazione, Monsignor Bagnasco ha detto il contrario di cio’ che è stato affermato ufficialmente dal governo. All’ottimismo di Silvio Berlusconi e del ministro delle finanze, Giulio Tremonti, che continuano a sminuire l’entità della crisi nonostante un crollo previsto del PIL del 4,2% per il 2009, il rappresentante dei vescovi ha contrapposto la gravità di una crisi che riguarda “numerose famiglie che sono entrate in una fase critica”. “La crisi tocca le persone sole, le famiglie, ha insistito. Il lavoro già precario diventa ancora più instabile e quando lo si perde, non c’è via di scampo. Il nostro capitale di garanzia è una risposta concreta, un segno di speranza per superare la crisi”.

Questa iniziativa permette inoltre alla Chiesa italiana, alla quale lo Stato affida molte mansioni nella sfera dell’assistenza sociale, di dare nuovamente prova della sua efficacia. E di dare una lezione al governo che è stato molto criticato in occasione del laborioso lancio della “Social Card”, una carta prepagata del valore di 40 euro mensili destinati a fare la spesa o pagare le bollette del gas, e giudicata troppo esigua e umiliante.
“Non cerchiamo paragoni, tutti gli aiuti sono utili”, dichiara un vescovo. Con questo progetto, elogiato dalla stampa e dal centro sinistra, che la riduce a “suo compito principale” – la carità -, la Chiesa italiana, criticata dopo le prese di posizione intransigenti sull’eutanasia, tenta in questo modo di riscattarsi.

[Articolo originale "L'Eglise italienne fait crédit aux familles les plus touchées par la crise " di Philippe Ridet ]

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8 commenti per La Chiesa italiana fa credito alle famiglie più colpite dalla crisi

  • sauro

    In pratica la chiesa si fa regalare i soldi,invece di darli a chi ne ha bisogno li presta,e dopo cinque anni,oltre al capitale,si ritrova pure gli interessi…solo i preti possono arrivare a tanto…

  • Antonio

    Ma pensa un po’, la Chiesa si fa “garante” con le banche con una somma raccolta dalle tasche dei fedeli. A questo punto le banche concedono i prestiti, che seppur agevolati, sempre prestiti restano. Dopo 5 anni chi ha avuto i soldi in prestito li avrà restituiti, maggiorati di interessi. E la somma raccolta ai fedeli che era necessaria come garanzia che fine fa? MMM… la Chiesa non intende trasformarsi in banca, infatti già lo è.

  • “l’esempio più emblematico è quello di San Paolo che organizzava la colletta per i poveri di Gerusalemme”………si, ma vi immaginate San Paolo che dopo 2 anni torna dai poveri per farsi restituire l’elemosina ad un tasso del 4,5% ?

  • Ale

    Lo dice bene l’articolo “Per beneficiare di questa prodigalità”…incredibile come certa gente (i preti) non conoscano la vergogna

  • lucia

    io sono una signora con famiglia avrai bisogno di trovare un prete che mi aiuti finanziariamente per contattarmi il mio numero e 3498100647 grazie aspetto vostre notizie

  • flea77

    Più che carità ceistiana si tratta di una (malriuscita) strategia di marketing
    Punto

  • flea77

    volevo dire carità cRistiana … scusate

  • sara

    sono sempre io la mamma disperata che deve sempre dire di no alle richieste della figlia, la chiesa certo , la caritas certo , io abito in un quartiere dove c’è la possibilità alle famiglie più bisognose di ritirare 1 volta al mese il cosiddetto ” pacco ” che qui da noi contiene 2 kili di pasta lunga , se sei fortunata , ti danno 1 pezzo da 500 / 6oo gr di grana , 1 pacco di zucchero da 1 kg( ma solo quando arriva dal centro caritas , cioè ogni due , tre mesi ) 3 litri di latte a lunga conservazione e 1 pacco di gallette per i bambini . questa è la spesa mensile che dà la chiesa, dopo che ti sei fatta un ‘ ora di fila tra anziani che poverini non ce la fanno a stare all’impiedi e persone che passano ( la distribuiscono in un locale della chiesa che dà sulla strada principale del paese ) e ti guardano dall’alto in basso come se fossi l’essere più ripugnante che abbiano mai visto . non mi credete ? VENITE A PIANURA!!!!!!!

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