La battaglia mediatica della vita di Berlusconi

[The Guardian]

Il divorzio non sarà piacevole, e Silvio Berlusconi – o Napoleone, per la moglie da cui si sta separando – difficilmente raggiungerà la sua Waterloo

Napoleone, come la moglie di Silvio Berlusconi lo ha ribattezzato, si prepara per la battaglia della sua vita. Il premier italiano è arrabbiato, ma vivo e vegeto per affrontare non solo la moglie Veronica Lario in tribunale dopo la sua richiesta di divorzio dello scorso weekend, ma anche il circo mediatico prodotto in tutto il mondo. Quello che lo preoccupa di più è che la sua popolarità sia a rischio.

Non ci sono risultati di sondaggi ufficiali, sui quali Berlusconi si è sempre appoggiato pesantemente, ma i primi segnali sono negativi e i suoi alleati sono leggermente in panico, riporta Ugo Magri de “La Stampa”. Sono preoccupati che lo spettacolo magico possa essere al finale. Per come la mette la moglie, lui è “come Napoleone”. Ora è Veronica lo show.

A un mese dalle elezioni Europee (così come le amministrative, ed il referendum costituzionale), il tempismo per questo scandalo non potrebbe essere peggiore. Il pubblico italiano si sta affezionando a Veronica, e la sua ribellione contro il marito è materia di pettegolezzo dappertutto. L’accusa che Berlusconi “faccia baldoria con minori” è più eccitante di una soap opera, o addirittura di quei reality show tanto celebrati dai canali TV di Berlusconi.

Il leader dell’opposizione, Dario Franceschini del Partito Democratico, continua a sostenere di non volere approfittare politicamente di una situazione così personale, ma ovviamente, lo fa. L’Italia dei valori di Antonio Di Pietro sta rivedendo il codice penale, e la sinistra cattolica è, ovviamente, moralmente indignata. Peggio dell’opposizione, comunque, è il circo: corrispondenti da tutto il mondo stanno riversandosi sull’Italia non per le conseguenze del terremoto, non per le storiche acquisizioni multinazionali della Fiat, ma per intrattenere il pubblico con le ultime di Silvio.
Con il G8 alle porte de L’Aquila, non meraviglia che Berlusconi, che vuole avere un ruolo di rilievo con i leader del mondo ma che invece rischia il ridicolo, sia preoccupato. Spera anche di battere il suo record personale alle elezioni Europee: nel 1999 ottenne tre milioni di voti; questa volta vorrebbe arrivare a quattro, per spianare la strada alle sue riforme, partendo da quella costituzionale.

Sarà tutto vanificato per colpa di Veronica? In un’intervista con Mario Calabresi, il nuovo direttore de “La Stampa”, Berlusconi ha negato che la sua vita privata influenzi la politica. In realtà, in successive conversazioni private, ammette, “questa storia potrebbe farmi perdere dei voti”, aggiungendo, più e più volte, “non ho fatto nulla di cui pentirmi”.

Questa settimana si è riunito con i suoi fedeli alleati nella sua villa di Arcore, con una troupe televisiva olandese davanti al cancello. La sua strategia di difesa è nelle mani di Niccolò Ghedini e delle sue sorelle Ippolita e Nicoletta, entrambe esperte in diritto matrimoniale. L’avvocato di Veronica Lario è Maria Cristina Morelli, che ha aiutato Beppino Englaro nell’acclamata battaglia riguardo all’eutanasia per sua figlia Eluana.

Berlusconi non è preoccupato per gli aspetti economici del divorzio, che coinvolgeranno i suoi cinque figli. E’ preoccupato per la sua immagine politica, essendocisi appoggiato così tanto finora, e per la reazione dell’elettorato cattolico filo-Vaticano, un importante alleato fino ad ora. Per il momento non si è mai espresso sugli scandali legati al sesso, ma questo è il secondo divorzio per Berlusconi, difficile da digerire anche per un clero amichevole.

I consiglieri hanno cercato di convincerlo a stare lontano dalla televisione, mentre il pettegolezzo diventa sempre più irresistibile, ma Berlusconi ha annunciato un’apparizione martedì sera nel talk show più seguito a livello nazionale, “Porta a Porta” su Rai Uno, e un’intervista con Bruno Vespa, un giornalista noto per essergli amico. Con grandi ascolti garantiti, la performance di Berlusconi verrà criticata e analizzata per giorni sia dalla destra che dalla sinistra.

Napoleone è pronto per la battaglia della sua vita. Forse non sarà ancora la sua Waterloo, ma potrebbe essere la sua ritirata da Mosca.

[Articolo originale "The media battle of Berlusconi's life " di Anna Masera]

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7 commenti per La battaglia mediatica della vita di Berlusconi

  • Personalmente credo sarà una grande sconfitta per gli italiani, se Berlusconi dovesse cominciare la sua caduta a causa di uno scandalo da rotocalco. Dopo aver guadato con successo le pericolose paludi della collusione mafiosa e del conflitto di interessi senza perdere il consenso degli italiani, dovrebbe scivolare sulla buccia di banana del suo secondo divorzio ? Credo proprio di no, quest’uomo ha ancora parecchie cartucce da sparare.

  • Stefano

    Per me l’importante e’ che ce ne liberiamo e il prima possibile. Non mi importa se per mafia, corruzione o uno scandalo sessuale. Anche Al Capone fu beccato per non aver pagato delle tasse, non certo per tutti i grandi crimini che aveva fatto.

    Sara’ comunque un lavorone riuscire a ridividere la sfera della politica da quella dello spettacolo. Ormai l’Italia sembra persa in questa grande confusione: comici che fanno informazione piu’ dei giornalisti, veline che pretendono di fare politica e politici che puntano solo a fare un po’ di audience invece che a lavorare veramente.

    Anche all’estero la TV e’ abbastanza deficiente ma almeno sanno qual e’ la distinzione fra show e politica.

  • jesus

    i media italiani hanno già iniziato a non parlare di questi problemi…
    dubito che perderà consensi. So bene come funziona l’italia: tra qualche settimana tutti si saranno dimenticati dei problemi di berlusconi.

    dicono che la speranza sia l’ultima a morire…quindi speriamo che le cose peggiorino per lui e migliorino per il resto dell’italia.

  • Enrico

    Il problema non è tanto Berlusconi.
    Certo che tutti (o quasi) lo vorremmo semiparalizzato e demente come Bossi.
    Ma, in fondo, questo piccolo Napoleone è solo un prodotto di una Italia malata.
    Provate a pensare a quante persone incontrate che, sotto sotto, lo invidiano
    e, se potessero, farebbero ciò che lui ha fatto.

    Non c’è speranza. Siamo in una fase di ignoranza globale simile a quella
    che preluse al “mitico” ventennio. Ci vorrà un altro ventennio per creare
    nuove generazioni, immuni al piccolo cesare o a suoi nuovi simili

  • Pietro

    Condivido in pieno l’opinione di Enrico. Credevo che il male fosse Berlusconi, che fosse un ingannatore della pubblica opinione grazie al suo strapotere televisivo, che chi lo votata fosse un allocco incantato dalla sua propaganda e all’oscuro delle sue malefatte ma mi sono ricreduto. Il marcio ce l’abbiamo nella gente italica. Le persone sanno che è un evasore e un corruttore e che ha avuto rapporti con la mafia ma per questo lo ammira e lo prende ad esempio e modello. Ora lo ammirerà anche perchè ancora alla sua età “gli tira” e vedrai che saranno commercializzate e andranno a ruba le “pozioni magiche” ideate dal suo medico Scapagnini per dargli l’eterna gioventù. Non vedo perchè dovrebbe bastare un ventennio per liberarci da questa mentalità. In fondo l’italiano è fatto così : intrallazzi, favoritismi, evasione, clientelismo, furbizia, menzogna. E lui lo incarna, lo interpreta e lo potenzia al massimo livello.

  • Augusto

    Io cercherei di ridimensionare il tappo per non dargli troppa importanza,sarebbe pericoloso.
    Lui è l’erede di quell’Italia che Di Pietro & c. scoperchiarono con l’aiuto misterioso di uomini ombra,e che ora hanno cambiato le regole per rimanere immuni(lodo alfano)e intoccabili,questa volta spudoratamente alla luce del sole.
    Il colpo di genio che potrei imputare al nano è quello di aver letto la soluzione ai suoi problemi e a quelli degli elettori di centro,orfani di mamma dc e papa psi,scendendo in piazza per non consegnare il paese in mano ad una sinistra disfattista e reduce dal crollo del muro.
    Ha offerto loro rifugio e una continuità di quella politica di favoritismi tanto cara ai già citati psi e dc,e per di più ha messo in piazza i problemi di una sinistra da 15 anni sfinita,denudandola e ridicolizzandola.
    E’ riuscito dove nessuno c’era mai arrivato governare con un partito nazionalista e uno scissionista(capolavoro),addirittura con una legge firmata dai loro capi (Bossi Fini).
    E’ chiaro che solo un minimo comun denominatore ha fatto si che questo succeda; il vil denaro.

  • Rosa

    Forse questa è la volta buona|||||||||||e cioè quella di vederlo comparire d’avanti a un giudice.Peccato che se avverrà sarà per il divorzio e non per i suoi misfatti.AD MAYORA a tutti.

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