Italia – Rapporto mondiale sulla libertà di stampa 2009

[Reporters sans frontières]

44 su 173 nell’ultima classifica mondiale

  • Superficie : 301 340 km2
  • Popolazione: 59 500 000
  • Lingua: italiano
  • Capo del governo: Silvio Berlusconi

Tra un progetto di riforma liberticida e le minacce della mafia, la situazione della libertà di stampa in Italia preoccupa sempre più i vicini europei. L’influenza delle organizzazioni mafiose sul settore dei media si rinforza e obbliga una gran parte dei giornalisti alla prudenza. Il ritorno al potere di Silvio Berlusconi pone nuovamente la questione dell’accentramento dei media audiovisivi e del loro controllo da parte del potere esecutivo. Le riforme legislative intraprese riguardo alla pubblicazione di certi atti processuali costituiscono inoltre un’evoluzione incompatibile con gli standard democratici dell’Unione europea.

I giornalisti che indagano sulle attività mafiose e la criminalità organizzata, in particolare nel sud della penisola, lo fanno sempre a loro rischio e pericolo. Una decina di loro (tra cui Roberto Saviano, Lirio Abbate, Rosanna Capacchione, ecc.) vive ancora sotto scorta. Un fenomeno che tocca oggi anche il mondo dello sport, dove numerosi giornalisti calcistici sono vittime di minacce da parte di gruppi di tifosi violenti, che si esprimono sempre più spesso negli stadi con canti e striscioni.

I mezzi di ritorsione contro la stampa sono diversi: automobili o porte di casa incediate, lettere di minaccia, pressioni sulle famiglie, questi sono i “consigli” dati a coloro che si ostinano a denunciare il cattivo funzionamento della società italiana. Il potere dei gruppi mafiosi sui media è divenuto tale che hanno raggiunto nel 2009 la lista dei predatori della libertà di stampa.

Situazione atipica all’interno dell’Unione europea, il primo ministro Silvio Berlusconi detiene ancora il controllo, da una parte sulle tre reti televisive pubbliche RAI, e dall’altra, sul principale gruppo radiotelevisivo privato nazionale Mediaset. Una predominanza che amplifica le ingerenze politiche nell’editoria, e che favorisce l’auto-censura di una parte della professione.

La televisione, che rimane la principale fonte d’informazione per l’80% della popolazione, attira inoltre la maggior parte dei guadagni pubblicitari nazionali. La legge promulgata dal ministro Gasparri ha annullato ogni limite nell’istituzione delle quote di ripartizione delle entrate pubblicitarie, aprendo la porta a un “riafflusso” a volte massiccio dei budget verso le reti televisive nazionali, in particolare verso le reti appartenenti alla famiglia Berlusconi.

Restano altri problemi ricorrenti, quali l’accesso alla professione, che rimane molto regolamentato. In Italia, per diventare giornalisti, bisogna passare un concorso e iscriversi obbligatoriamente ad un ordine professionale. La diffamazione è ancora reato e l’accesso ai dati pubblici o privati resta, di fatto, non rispettato.

Il nuovo progetto di legge sulla pubblicazione degli atti giudiziari, ancora sotto esame, minaccia profondamente il giornalismo d’investigazione. La riforma del codice prevede in effetti il divieto di pubblicare numerosi atti giudiziari, in particolare le intercettazioni telefoniche ordinate dalla procura, fino alla fine delle inchieste in corso. Il divieto di pubblicazione riguarda inoltre il lavoro delle commissioni d’inchiesta.

Se tale progetto di legge dovesse essere adottato, come conseguenza i giornalisti si troverebbero nell’incapacità d’informare l’opinione pubblica su eventuali arresti, sequestri o perquisizioni ordinati dai magistrati. La pubblicazione di atti, di conversazioni o di comunicazioni – la cui distruzione è stata ordinata dalla procura – rimarrebbe vietata. In caso di violazione di questo segreto, il giornalista, o il mezzo incriminato, rischierebbe pene di detenzione, multe molto pesanti e l’interdizione all’esercizio della professione per tre mesi.

[Articolo originale "Italie - Rapport Mondial 2009" di RSF]

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16 commenti per Italia – Rapporto mondiale sulla libertà di stampa 2009

  • ghostwriter

    io me la spiego così anche in relazione al nome del sito (titolo e sottotitolo):
    l’italia non è rappresentata con la bandiera ma con la sagoma dello ’stivale’ all’nterno della lente d’ingrandimento. le bandiere sono rappresentative dei paesi di cui vengono tradotti gli articoli che hanno come oggetto, appunto, l’italia.

  • Desidero ringraziare pure “ghostwriter” per la spiegazione, tutto sommato, plausibile; tuttavia, e scusndomi per l’insistenza, non trovo giusto che il simbolo della Bandiera Italiana non appaia tra quelli di altre 43 nazioni (chiedo scusa a tutti, ma io non sono semplicemente ‘Italiano’, bensì ‘Italianissimo’ oppure ‘Italiano al quadrato’!…).
    Cordialità a tutti,
    Fortunato Galtieri
    (PS: non sono ‘berlusconiano’, sebbene rispetti, com’è ovvio, il Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana, in quanto tale).

    • M

      Cliccando anche su quelle Bandiere si arriva all’ elenco degli articoli usciti in quel Paese e qui tradotti. Dato che in questo sito non troverai articoli dall’ Italia credo che non servisse mettere li la Nostra Bandiera ( a cosa avrebbe rimandato ? )

      Di ITALIANI con tutte le lettere maiuscole qui ce ne sono tanti, poi ci sono quelli + o – di Dx e di Sx. Inoltre tutti rispettiamo le Alte Cariche della Repubblica Italiana. Tuttavia avere un’ Alta Carica non significa essere sempre stati e/o diventare perfetti, senza macchia e azzeccare sempre tutte le Leggi, quindi…. Noi commentiamo.
      se vuoi sapere come di definisco io clicca qui: http://italiadallestero.info/archives/6792/comment-page-6#comments
      ciao

      NB: non mi pare che il Secolo XIX abbia la Bandiera nella sua Homepage.

  • romor

    @fortunato
    insistenza scusata, ma quelle bandiere che vedi sotto il titolo sono links agli articoli pubblicati nel relativo paese a proposito dell’italia, siccome questo sito riporta la visione del nostro paese da parte della stampa estera e’ ovvio che non trovi link (e quindi bandiera italiana) ad articoli nazionali, quanto alla bandiera piu’ grande a fianco del titolo dell’articolo come ti e’ stato gia’ spiegato indica il paese di provenienza del medesimo
    cordialita’

  • pecorastanca

    @ fortunato galtieri
    Se non ho mal capito, tu ti stai chiedendo perchè la bandiera italiana non compare insieme alle altre 43 sotto il titolo.
    Credo che ghostwriter abbia già risposto alla domanda: non c’è perché le bandiere sono rappresentative delle testate che vengono tradotte all’estero. Posso farti notare che oltre alla bandiera italiana ne mancano molte altre all’appello (Egitto, Tunisia, Marocco…)… Credo che la redazione del sito abbia deciso di non mettere la bandiera italiana perché – ovviamente – non traducono testate “italiane” ma solo quelle in lingua straniera, e quindi non avrebbe senso aggiungerla alle altre 43 perché cliccando sopra il simbolo non si sarebbe potuta aprire una pagina con i relativi articoli…
    Caro Fortunato, non credo che il fatto che non ci sia la bandiera sia una mancanza di poco rispetto o leggerezza… Credo, anzi, che le persone che collaborano o lavorano a quest sito amino l’Italia e che per questo mettano a disposizione il loro tempo libero per cercare e tradurre articoli della stampa estera.

  • federica

    caro fortunato galtieri, a parte la bandiera che appaia o non appaia, ma si sa in italia è sempre una questione di apparenza… vai a vedere videocracy, di cui è stato infatti censurato il trailer in italia!!!
    se tu rispetti questo presidente del consiglio, allora non meriti alcun rispetto!!!
    Nè tu, nè tutta la gente che lo continua a votare

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