[The Independent]
Come immagine di democrazia locale in azione, è difficilmente superabile. Sotto al cielo azzurro scuro del tardo pomeriggio ed allo sguardo solenne di circa 100 cittadini schiacciati in un cortile ombreggiato dai limoni, il nuovo sindaco ed il nuovo consiglio comunale della piccola città di Salemi hanno appena prestato giuramento. Spremuti negli abiti scuri e le cravatte, i consiglieri hanno fatto i loro discorsi di immacolata noia.
Ciò nonostante i media sono arrivati da Roma, qualcosa che non ti aspetteresti per un evento così locale. La ragione: il nuovo sindaco di Salemi (abitanti: 11254) è Vittorio Sgarbi, una delle più stravaganti e colorite figure dell’Italia di oggi. È stato di volta in volta critico d’arte, ospite di talk-show televisivi, funzionario del ministero della cultura, leader di un proprio partito politico ed assessore alla cultura a Milano. Reinventarsi è per Sgarbi un marchio di fabbrica: e questa è per ora la reincarnazione più bizzarra.
Il nuovo sindaco ha trovato lavoro ad alcuni dei suoi amici famosi. Facendo smorfie interrogative alla folla, ha partecipato alla cerimonia Oliviero Toscani, il fotografo le cui scandalose pubblicità per Benetton hanno fatto il giro del mondo. Sgarbi l’ha nominato “funzionario per i diritti umani e la creatività”. A capo dell’ “urbanistica e del patrimonio” un principe siciliano. Il suo entourage comprende anche Graziano Cecchini, il neo-futurista che ha raggiunto la notorietà colorando di rosso la fontana di Trevi; a Salemi, Sgarbi lo ha nominato “assessore al nulla”.
La combriccola ha fatto il giro del paese con un convoglio di 4×4 e ha preso il potere con un golpe democratico. Salemi, ad ovest di Trapani, ci è ormai abituata. Conquistata dai Romani nel 272 AC, è caduta a turno nelle mani dei vandali, dei goti dei bizantini. Gli arabi introdussero la coltivazione delle arance e dei limoni, costruirono il centro storico e diedere il nome alla città da “salem”, pace. Nel 1860, Giuseppe Garibaldi coronó l’invasione della Sicilia salendo al castello, dichiarandosi ditattore e facendo di Salemi la prima capitale dell’Italia unita. Questo onore gli restò solo un giorno.
Ricca nella sua storia, la città è povera di tutto il resto. Ha ridotto il numero di cittadini dal 1921. Nel 1968 è stata colpita da un terremoto. Ricostruita in cemento, dal punto di vista architettonico, tolto il centro storico, è disastrosa.
Questo è ciò che Sgarbi vuole cambiare. In tutta la sua variegata carriera, la passione predominante è stata il disprezzo per la bruttezza mediocre dell’Italia moderna. Per combatterla ha creato il suo partito, il Partito della Bellezza, durato una sola elezione, e a Salemi ha trovato terreno fertile. “La sfida è “ripristinare” lo spirito del luogo” ha detto “per riportarlo in vita. Ho creato questo gruppo di persone che ha le potenzialità per trasformare la città”. Ciò nonostante, Sgarbi sarà essenzialmente un sindaco assenteista, arrivando in città di tanto in tanto. Quindi perché ha accettato questa bizzarra sfida?
In maggio fu cacciato dal suo incarico a Milano dopo un’ininterrota serie di iniziative poco ortodosse e gare di scambi di insulti con il capo. Un politico siciliano locale, pilasto della vecchia classe dirigente democristiana, contaminato secondo gli avversari da connivenza mafiose, cercava una figura per ricucire una spaccatura nel partito. E Sgarbi, col suo carisma, era l’uomo adatto.
Ed è stata una mossa astuta perché Sgarbi, grazie alle sue frequenti apparizioni esplosive in televisione, è una star; ha anche una reputazione da Casanova, cosa che gli porta molte ammiratrici. La povera Salemi si è arresa un’altra volta. Sgarbi ha vinto col 61% dei voti. Due sono le domande che restano senza risposta dopo la sua nomina a sindaco. La sua alleanza con un veterano della DC - vecchi alleati di Giulio Andreotti - comporterà l’impotenza di Sgarbi in tutto ciò che cercherà a di fare a causa della mafia? E quanto ci vorrà prima che caschi in una delle rumorose liti che si sono sempre rivelate la sua rovina?
Secondo alcuni cittadini disincantati, ha cominciato già col piede sbagliato. Ad un tavolo del bar in Piazza Libert, una donna dice: “Non l’ho votato e non lo supporto. Il sindaco dovrebbe essere il padre di tutti e dovrebbe essere una persona del luogo. Mi sono avvicinata a Sgarbi prima delle elezioni e gli ho chiesto: ‘Cosa intende fare per le persone diversamente abili?’ E sapete cosa mi ha risposto? ‘Non mi rompere le balle!’ A me, una donna, che non conosceva neppure! Volgare! Gli dò sei mesi prima che lo caccino via… “























Gli ultimi commenti.
Sembra che Sgarbi sia l’unico critico d’arte d’Italia. Meno male che nn è cosi.
Forse è la sua condanna per truffa aggravata ai danni dello stato che lo rende meglio degli altri.
No ha titoli morali per parlare.
CONDANNATO
http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Sgarbi#Condanne_giudiziarie
sgarbi…nomen omen…
una delle persone più sgradevoli che abbia mai dovuto sopportare prima di cancellarlo con il telecomando, un gesticolante pupazzo manovrato da svariati fili, tronfio ed ebbro di se stesso. Non vale neanche quanto pesa.
Mi vergognerei ad averlo votato in quel paese. Ma l’italia è terra di conquista e questa scimmia urlatrice ha trovato qualcosa per passarsi il tempo prima di passare ad un’altra liana…
Dopo la pubblicità ai cessi ed all´acqua diuretica il grande Vittorio ci regala un´altra opera d`arte.
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