[El País]
Il primo ministro italiano aveva addotto ad una “grave ostilità” contro di lui da parte della magistrata che gestisce il “caso Mills” su sospetti casi di corruzione
AGENCIAS - Roma - 17/07/2008
Silivio Berlusconi contro Nicoletta Gandus, la giudice del processo nel quale è imputato il presidente del Governo italiano per supposta corruzione nel famoso caso Mills.
L’avvocato di Berlusconi, Nicolò Ghedini, aveva addotto ad una “grave ostilità” della giudice nei confronti del politico e magnate della televisione privata. Però i giudici hanno motivato la loro sentenza assicurando che le critiche versate dalla giudice erano dirette “non alla persona, bensì alla politica, specialmente quella giudiziaria, della quale il ricusatore assume la paternità”.
Nicoletta Gandus è responsabile del processo sul presunto pagamento di 580.000 euro da parte di Berlusconi all’avvocato britannico David Mills perché rendesse falsa testimonianza in due processi tenutisi nel 1997 e 1998 contro l’imprenditore e dai quali fu assolto. Questo processo è sui presunti fondi neri originati dal gruppo televisivo Mediaset, proprietà di Berlusconi. Sia Berlusconi che Mills hanno sempre negato le accuse e Mediaset ha ripetuto in numerose occasioni che ha sempre agito con trasparenza.
Il Cavaliere ha detto in diversi occasioni che questo processo risponde ad una cospirazione contro di lui ed è “uno dei tanti fantasiosi processi che i magistrati di estrema sinistra hanno iniziato con fini di lotta politica”. Il primo ministro italiano è riuscito recentemente a lanciare la legge che garantirà la sua immunità, visto che la nuova misura riconosce come due uniche eccezioni all’immunità totale l’alto tradimento e l’attentato alla Costituzione.























Gli ultimi commenti.
la gandus per ora rimane lì… ma clementina forleo no!! trasferita! e poi berlusconi non dica che ce l’hanno tutti solo con lui
Ciò che più mi spaventa è la capacità del Premier di traslare le sue problematiche al cittadino.
Oggi un barista mio amico mi ha detto: “Certo che la giustizia ci perseguita, devi stare attento a ciò che dici all’amante, e mai per telefono …”
Per fortuna la realtà dei fatti è un’altra. Pochissimi di noi sono perseguitati dalla Magistratura, pochissimi di noi conoscono qualcuno che lo è, pochissimi di noi hanno avuto qualche grana giudiziaria.
Sta di fatto che il rispetto e la fiducia nella Magistratura sono ai minimi storici, e questo di certo non aiuta il lavoro serio e fondamentale che questo organismo deve compiere ogni istante.
Viva la giustizia indipendente e seria, abbasso le lungaggini burocratiche e processuali, ma soprattutto abbasso i tentativi di infamare un istituto principe della democrazia.
http://nonleggerlo.blogspot.com/
Invia un commento