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Ha suscitato molte controversie la recente decisione del Consiglio Regionale della Lombardia, che ha Milano come capoluogo, di vietare per motivi igienici il consumo di kebab, ma anche di dolci e gelati, sui marciapiedi fuori dai negozi di tutta la regione.
Le attività commerciali dovranno, d’ora in poi, chiudere i battenti entro l’una di notte e «obbligare» i loro clienti a consumare il cibo a casa o in auto. In ogni modo, non fuori dai negozi, poichè in caso di violazione della nuova legge, gli stessi negozianti sarebbero puniti con una multa di 3000 euro.
Il provvedimento è passato su proposta della Lega Nord, la quale si era ripetutamente opposta all’aumento delle attività commerciali che vendono kebab, l’equivalente della nostra pita con gyros [tipica della Grecia, N.d.T.].
Consiglieri comunali del centrosinistra hanno partecipato ad una manifestazione di protesta durante la quale la nuova legge della regione Lombardia è stata violata quando più di un centinaio di milanesi si sono radunati in Via Borsieri per mangiare un gelato italiano o l’etnico kebab in mezzo alla strada.
«Si tratta dell’ennesima mossa propagandistica contro gli immigrati, ma colpisce anche i commercianti italiani», ha detto il consigliere del Partito Democratico Giuseppe Civati.
Il suo collega dei Verdi, Carlo Monguzzi, ha chiesto di sospendere l’applicazione della legge. Una parte dei commercianti e delle forze di opposizione, hanno tuttavia reso noto che non escludono di presentare ricorso ai tribunali regionali (Tar), ma anche alla corte costituzionale del paese, chiedendo di dichiarare incostituzionale la «legge anti-kebab».
Il centrodestra, tramite il consigliere regionale della Lega Nord Davide Boni, cerca di attenuare i toni della polemica rispondendo che «ogni comune può svolgere un importante ruolo nell’applicazione della legge. I sindaci hanno il diritto di escludere dall’applicazione della legge le aree con maggiore affluenza turistica o quei negozi che non hanno creato problemi in passato».
Oltre agli immigrati che sono riusciti a creare le loro piccole attività, temono una diminuzione della clientela anche diversi commercianti italiani.
I proprietari di famosi bar, la cui clientela è solita bere in piedi fuori dal locale, e gli imprenditori che hanno aperto catene di gelaterie, prevedono che questa restrittiva legge della Regione Lombardia possa pregiudicare notevolmente le entrate della stagione estiva.
















Ha Ha Ha i padani della “lega per la libertà degli impuniti” si sono presi la febbre messicana, memori delle loro leggi PORCATE!! Dopo essersi prostituiti per il loro piccolo potere ora sopravvivono solo mediante gli spot che il loro capo gli concede.
Con buona pace di chi li vota per essere “padrone a casa propria” ma non più libero di mangiare il gelato per strada! Ha Ha Ha, che comici!
Michele, io non ci trovo niente di divertente in questa legge, manco se fosse una burla. Fuorchè gli slogan: questi sono davvero battute d’avanspettacolo.
Da domani, in Padania, le case saranno di marzapane, gli extracomunitari verranno annegati in catene nell’Adriatico, gli stipendi degli operai verranno triplicati, i comunisti saranno bruciati vivi, dalle fontane usciranno grappa e vino e i maiali voleranno, il figlio dello spastico di Pontida raggiungerà 199 di Q.I. e i preti non si inculeranno più i vostri figli, i leghisti saranno tutti belli alti, biondi, con gli occhi azzurri ma soprattutto onesti, lo spastico di pontida camminerà eretto, dismetterà il pannolone e la sua favella tornerà chiara e comprensibile
HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA :-)