[NRC Handelsblad ]
Roma, 28 Marzo. Al tono dell’inno Meno male che Silvio c’è, Silvio Berlusconi é entrato ieri nell’immensa sala dove questo fine settimana spera di combinare un’ apoteosi partito-politica.
Esattamente quindici anni dopo la sua prima vittoria elettorale, il premier italiano sarà acclamato leader del ‘Popolo della Libertà’, frutto della fusione di Forza Italia e del neofascista Alleanza Nazionale. Secondo i sondaggi, il nuovo mega-partito è sostenuto dal 43 percento degli elettori. Berlusconi promette di arrivare rapidamente al 51 per cento. “Ci riusciremo”, ha detto il più potente politico italiano nel corso del suo discorso inaugurale della durata di un’ora e mezza.
Super-presidente Berlusconi
Forza Italia era già stato creato a sua immagine e somiglianza. Ma il potere che Berlusconi (72) raggiunge nel nuovo partito è ineguagliato. É lui che decide chi sono i coordinatori del partito, che ha l’ultima parola sulle liste dei candidati e che non ha bisogno di temere alcuna mozione durante i congressi, visto che ciò non è previsto nello statuto.
Insieme al suo architetto personale, Berlusconi si è occupato personalmente persino dei dettagli della scenografia del congresso costitutivo. In prima fila sono seduti selezionati ragazzi e ragazze di sedici anni, poi due file di ospiti di enti statali, quindi tre file di donne. Sul gigantesco podio nessun lungo tavolo con leaders politici attorno, ma solo lui davanti ai novemila membri del partito e ospiti nel salone.
Il colore dominante è il bianco. “Bianco, il colore che racchiude in sè ogni colore” così ha scritto Il Giornale, quotidiano della famiglia Berlusconi. Bianco, il colore del nuovo “partito post-ideologico”. Il partito abbraccia “tutti gli italiani che amano la libertá”. dice Berlusconi, “cattolici e non-cattolici”. “Noi siamo l’unico partito che realizza le aspettative della gente”.
Reazioni a sinistra
Un anno e quattro mesi fa annunciò la fondazione di un nuovo movimento politico, come reazione alla fusione a sinistra tra La Margherita e i Democratici di Sinistra nel Partito Democratico. Forza Italia e Alleanza Nazionale già parteciparono alle elezioni dello scorso aprile con un’unica lista, raggiungendo la vittoria e ottenendo il diritto a scegliere il premier.
Alleanza Nazionale (AN) venne ampiamente ricompensata da Berlusconi. Quasi tutti i baroni del partito ottennero un posto da ministro, segretario di stato o sindaco. Al leader di AN, Gianfranco Fini (57), fu concessa la presidenza della Camera. Berlusconi in questo modo dimostrò che chi accetta la sua leadership e il suo partito ha solo da guadagnare.
Il vertice di Alleanza Nazionale, in cambio della generosità di Berlusconi, mise la sua base parzialmente nostalgico-fascista base di fronte ad un fatto compiuto: la fusione con il ‘Popolo della Libertá’. Mercoledì scorso il già neofascista Fini ha definitivamente rinnegato Mussolini. Non considera più il Duce [in italiano nel testo, ndt] ”il più grande statista del ventesimo secolo”, come egli stesso lo definì nel 1994. Fini ha così concluso il suo lungo percorso verso lo status di politico di destra da salotto. Ora sembra del tutto pronto a diventare prima o poi leader del nuovo partito.
Postdemocrazia
Secondo lo storico di sinistra Angelo D’Orsi, con il duo Berlusconi-Fini la strada verso la postdemocrazia è aperta. “La postdemocrazia è il nuovo volto del fascismo”. Anche l’analista Sergio Romano, considerato neutrale, chiama Berlusconi “in un certo senso postdemocratico, ma di sicuro non fascista”. Berlusconi prende le distanze dalle correnti ideologiche e dai partiti. Chiude con le vecchie ideologie.”
Giulio Cesare
I critici temono che con il “Popolo della Libertà” l’Italia vada nella direzione di un regime autoritario. Berlusconi lo nega: “Sono tutto fuorchè un Napoleone o un Cesare”. Nonostante il culto della personalità che egli crea, neanche l’analista Sergio Romano vede alcun pericolo. “Lo stile di Berlusconi può piacere o no, ma lui è e rimane un populista democratico. Berlusconi non è un leader autoritario, cerca il compromesso. È il rappresentante di un nuovo tipo di leadership democratica.”
Esattamente come il presidente francese Nicolas Sarkozy, Berlusconi non accetta più la divisione tra pubblico e privato. Invita i capi di stato nelle sue residenze private, fa in continuazione battute politicamente scorrette (l’ultima sul colore della pelle di Obama) e permette che la sua vita privata venga attentamente scrutinata dai rotocalchi scandalistici del suo gruppo di media.
La mancanza di indipendenza nel giornalismo ha come conseguenza che Berlusconi può fare qualunque asserzione alla televisione senza che qualcuno la verifichi nei fatti. Così ha recentemente minacciato di fare intervenire la polizia contro gli studenti universitari in sciopero, per poi il giorno successivo negare di averlo detto. A nessun giornalista televisivo è saltato in testa di trasmettere le due asserzioni una dopo l’altra.
Conflitto di interessi
Il punto debole di Berlusconi nel suo potere illimitato continua ad essere l’enorme conflitto di interessi che personifica come premier e magnate dei media. Ma anche in questo caso Berlusconi rappresenta un fenomeno diffusissimo nella politica, nelle aziende e persino nel servizio sanitario italiani. “Il conflitto di interessi non interessa agli elettori”, ha detto una volta Berlusconi. Il popolo lo dichiara innocente dandogli il voto. É il popolo il potere sovrano, non il giudice di un tribunale, secondo Berlusconi.
‘L’analista Romano non è sorpreso che gli italiani permettano a Berlusconi di farla franca con le sue canagliate. “Esiste una specie di immoralità italiana, in base alla quale valori come la famiglia e la simpatia per un capo vengono considerati più proficui di rigorosi parametri morali.” Il successo è più importante del tener fede ai princìpi.
Berlusconi rappresenta il successo, il denaro, il potere. In un paese in cui l’opposizione di sinistra è implosa, gli elettori continuano a ripetere che non hanno altra scelta che votare per Berlusconi, la cui frustrazione è data dal fatto che non tutti gli italiani sono caduti vittima del suo fascino. Secondo Romano, “ha la grande pulsione di essere amato”.
[Articolo originale "Berlusconi doet een gooi naar politieke almacht" di Bas Mesters]




















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Ho vissuto in Inghilterra per oltre 20 anni, e lì ho due figli e due nipotini. Ci torno regolarmente, ma quando qualcuno mi domanda di Berlusconi, non so più come spiegarlo, e me ne vergogno. Temo quindi di non essere d’accordo con Sergio Romano perché penso che Berlusconi sia pericolosamente incline a far resuscitare, seppure in altra forma, il vecchio partito fascista… il suo governo ha già dato via libera alle pattuglie di vigilanza (le ronde padane), ci sono militari per le strade, hanno provato a far prendere le impronte digitali ai Rom, hanno tentato (tra cori di protesta) di implementare una regola per cui i dottori dovrebbero denunciare i cosiddetti “clandestini”… e via dicendo. Dove ci porterà questo cosiddetto “leader”? Per dirla in gergo… alla malora!
“Esattamente come il presidente francese Nicolas Sarkozy, Berlusconi non accetta più la divisione tra pubblico e privato.” cari miei vi siete sbagliati: e’ senza di dubbio il nostro ‘carissimo’ Silvio che ispira SuperSarKo, non certo il contrario.
“Non importa che parliate male di me, l’importante e’ che parliate di me” (O. Wilde) nel bene e nel male questa frase nasconde la logica della pubblicita’. Il nostro problema e’ che da noi si fa politica cosi’…
…fortuna che l’europa e’ grande…
a noi italiani piacciono da morire i ducetti
vai silvio
Non è che gli Italiani non si rendano conto del pericolo fascista (che oggi è ormai una realtà),
se ne rendono conto e come, per questo lo hanno votato.
Che situazione inquietante… povera Italia :-(
I nostri amici olandesi la vedono lunga e ci pettinano per bene. Quasi quasi mi abbono ad un quotidiano olandese per capire quello che accade in questo paese perché se aspetto i pseudo giornalisti che risiedono nel Belpaese ho voglia di saperlo.
Per Fab
Sono italiana e faccio parte delle teste pensanti che non si sono fatte indottrinare dei media che Silvio Berlusconi tiene sotto scacco. Pregherei Fab di parlare in prima persona e non a nome degli italiani perchè non tutti gli italiani sono dei rozzi ignoranti che, appunto , non conoscendo ( quindi ignorando ) la storia del fascismo ne invocano il suo ritorno . Il fascismo è prima di tutto una dittatura e ciò che le permette di scrivere su questo sito e affermare il suo favore al fascismo è innanzitutto la libertà di parola e di espressione , derivata dalla democrazia.
Da Italiana mi vergogno profondamente che gli italiani appoggino da ormai 15 anni un premier indagato per mafia e corruzione, un premier che si esprime e agisce in modo razzista , un piduista, un premier che detiene parte consistente della stampa e delle televisioni nelle sue mani …stiamo perdendo la libertà di azione e di espressione , il forte consenso creato con le tv sta inebetendo i cittadini e sta spegnendo in loro qualsiasi capacità critica e di messa in discussione del governo .
L’Italia ha bisogno d’aiuto dall’Unione Europea perchè ,purtroppo, finchè Silvio Berlusconi avrà in mano l’informazione nessuna reazione al potere sarà possibile all’interno del nostro paese.
Ho 23 anni e , come tantissimi dei miei coetanei , guardo con desolazione il mio paese scivolare verso la dittatura. Scioperiamo , scriviamo , diffondiamo il più possibile le notizie…ma siamo troppo pochi e tutto questo non è abbastanza.Chi conosce la storia delle dittature non deve fare grossi sforzi per incanalare l’Italia nella strada della nuova era del fascismo, più pericolosa del 20ennio del duce perchè mascherata sotto la bandiera della democrazia.
il problema valentina è che il consenso se lo crea da solo con le tv,è una persona molto infima e come tutti i grandi “pazzi del potere” questi hanno sempre fame…io spero solo una cosa,che questi pseudo politici si finiscano da soli perchè se dobbiamo sperare nel popolo allora non c’e speranza… siamo un popolo individuale,pensiamo sono a casa nostra e nn muoviamo il culo nemmeno se ci tolgono la sedia ma guai il calcio… quello cascasse il mondo no! e allora qua’ l’italia stà finendo..una canzona di ligabue l’ha descritta bene….ma.. speriamo si risvegli.
Mi spiace che alcuni di voi che si considerano “teste pensanti” non abbiano ancora capito che il problema non è Berlusconi ma la totale assenza di una controparte (leggasi opposizione).Le tanto paventate dittature(di dx o di sx) si sono sempre sviluppate quando fuori dal coro non c’era nessuno o pochissimi a cantare…e in cima alla scala dei poteri c’era un decisionista(come il ns attuale presidente del Consiglio)incontrastato dall’opposizione. Il sig. Franceschini e i suoi predecessori devono smetterla con la derisione e l’assoluto negazionismo perchè fanno solo il suo gioco.L’accozzaglia di idee non propositive dell’opposizione contribuisce notevolmente ad aumentare il consenso popolare nei suoi confronti (vedi gli ultimi sondaggi)e Silvio ringrazia e con lui più della metà degli italiani