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Ora Berlusconi vuole le impronte digitali di tutti gli italiani

Pubblicato Giovedì 17 Luglio 2008 in Austria

[ORF]

Dopo le proteste internazionali contro il progetto di schedatura dei Rom in Italia, il governo italiano ora ha deciso molto semplicemente, di prendere le impronte digitali di tutti gli italiani. Dal 2010 i documenti italiani verranno emessi con le impronte digitali, ha dichiarato il governo a Roma.

Questa decisione è stata soprattutto bene accolta dai parlamentari della coalizione di governo. “Adesso non si puo’ piu’ sostenere che i Rom in Italia vengano discriminati, perche’ in futuro si prenderanno le impronte digitali di tutti i cittadini”, ha riferito un esponente della coalizione di centro-destra del Primo Ministro Silvio Berlusconi.

La scorsa settimana il governo italiano ha criticato aspramente una risoluzione del Parlamento Europeo che ha definito discriminatoria la controversa raccolta di impronte digitali dei Rom che vivono in Italia. L’acquisizione delle impronte digitali e’ un metodo per determinare l’identita’ dei tanti Rom minorenni che in Italia vivono in colonie di baracche illegali, si é giustificato il gabinetto Berlusconi.

[Articolo originale]

Gli ultimi commenti.

  1. Domenica, 20 Luglio 2008 alle 6:21 pm, Vale ha scritto :

    …Grazie Denis e Grazie Marco

  2. Domenica, 20 Luglio 2008 alle 12:25 am, Vale ha scritto :

    …allora facciamo cosi…quando mi avranno preso le impronte, sarò ben felice di comperarmi i guanti di lattice.
    Ed il problema é risolto.
    Ma chi credono di prendere per il c..o questi quattro scrocconi di parlamentari?

  3. Domenica, 20 Luglio 2008 alle 12:13 am, Mark Slot ha scritto :

    La notizia l’avevo letta per caso proprio sul berlusconiano Mediavideo, che plaudeva all’accordo bipartisan.

    Secondo alcuni esponenti del PD (a chi non lo ricordasse, sarebbe il partito di opposizione base del governo-ombra; o l’ombra di un’opposizione, adesso non ricordo), l’iniziativa sarebbe buona, perché priva di connotazioni razziste.

    Insomma, siccome il premier smania per schedare gli immigrati, estende la cosa a tutti. E l’opposizione approva.

    Bello schifo. Me le prendessero per “escludermi da un’indagine di omicidio”, come dicono in C.S.I. (ehm… scusate l’esempio!), sarei ben lieto.

    Che me le si prenda a priori, è tutto un altro discorso.

  4. Sabato, 19 Luglio 2008 alle 8:37 pm, Vale ha scritto :

    …Vorrei fare una semplice domanda.
    Ma una volta prese le impronte digitali a tutti cosa c…o cambierà nella vita degli italiani?
    Avranno un lavoro non precario? Avranno un parlamento dove ci saranno politici con tanto di materia grigia nel cervello o continueranno ad avere le Lewinsky di turno?
    Ci sarà una riforma elettorale migliore?
    Sarà risolto il conflitto di interessi?
    Ci sara una magistratura indipendente dal potere politico?
    Ci sarà una riforma radicale del sistema dell’informazione?
    Ci saranno più asili nido?
    La scuola dell’obbligo, la scuola superiore e l’università avranno le risorse necessarie per creare persone responsabili e soprattutto creerà un’istituto di ricerca dove i ragazzi italiani potranno fare ricerca senza fuggire dall’Italia?
    …Ops ho detto semplice domanda…forse ho esagerato.
    Al di là di tutto, lo ripeto più convinto di prima, cistanno prendendo per il c..o,questo delle impronte digitali é un falso problema non dobbiamo permettere che ci buttino addosso questa m…a, dobbiamo prenderla e ributtarla a chi ce la vuole far ingoiare.

  5. Sabato, 19 Luglio 2008 alle 11:16 am, Theo ha scritto :

    O a tutti o a nessuno.
    Qui in Spagna funziona già in questo modo: si stà diffondendo il DNI elettronico, ovvero la carta d’identità spagnola, la quale contiene, memorizzati nel suo chip, i dati della persona, la sua firma digitale (che avrà valore legale se usata via internet) e le impronte digitali.

    Non si vuole trattare la gente come delinquenti: è una cosa sacrosanta, non cambia la vita degli onesti cittadini.
    Ricordo che anche sulla carta d’identità vi è uno spazio apposito per l’impronta, ma non viene usato.


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