[BBC]
Un tribunale italiano ha dichiarato 15 agenti colpevoli di maltrattamenti ai manifestanti in seguito alle violente proteste contro il G8 svoltosi a Genova nel 2001. Un giudice ha comminato agli imputati (tra i quali ci sono poliziotti, funzionari di carceri e due medici) condanne che vanno da cinque mesi a cinque anni. Altri 30 imputati sono stati assolti dalle accuse, tra cui quella di violenza.
I manifestanti avevano detto di essere stati picchiati dopo essere stati spogliati e perquisiti dalla polizia. L’accusa aveva detto che erano stati torturati. Tutti i condannati probabilmente ricorreranno in appello contro la sentenza.
David Willey, inviato della BBC a Roma, dice che è improbabile che i condannati finiscano effettivamente in prigione perché i loro reati cadranno in prescrizione prima della fine del processo d’appello. Comunque, il Governo italiano sarà costretto a pagare milioni di sterline di danni alle vittime delle brutalità subite da parte della polizia durante la loro detenzione.
Brutalità organizzata
Il G8 del 2001 svoltosi nella città di Genova, nel nord Italia, è stato uno dei più violenti della storia del gruppo. Decine di migliaia di manifestanti erano arrivati nella città. Gli scontri per le strade tra manifestanti e polizia finirono con un morto e centinaia di feriti.
La polizia è stata accusata di brutalità organizzata dopo un raid non autorizzato in una scuola dove i manifestanti erano accampati durante il summit. Decine di persone furono arrestate durante il raid e portate in una prigione provvisoria fuori Genova, a Bolzaneto [che in realtà è un quartiere di Genova, pur lontano dal centro [vicino a Marassi se non sbaglio] ]. Tra questi
c’erano manifestanti italiani, britannici, polacchi ed irlandesi.
L’accusa aveva affermato che erano stati picchiati, costretti a cantare canzoni fasciste, e che alcune donne erano state fatte spogliare, erano stati rasati loro i capelli ed erano state minacciate di stupro.
Medico in prigione
L’ispettore capo della polizia penitenziaria Biagio Gugliotta è stato condannato a cinque anni, la pena più pesante tra quelle comminate lunedì.
Il medico capo del campo [caserma, come sopra] di Bolzaneto, Giacomo Toccafondi, è stato condannato a 14 mesi. Era accusato di non aver informato le autorità dopo che alcuni detenuti erano stati spruzzati con gas asfissiante. La maggior parte degli altri condannati sono ufficiali di polizia.
Un pubblico ministero che si è occupato del caso, Patrizia Petruziello, ha detto che 40 manifestanti hanno subito “quattro dei cinque” criteri che la Corte Europea considera “trattamento inumano e degradante”. Il processo è durato quasi tre anni.




















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In effetti è cambiato e di molto, il sistema di gestire se mi passate il termine, le forze (dell’ordine?) sul campo. Negli anni 70′ e 80?, i celerini arrivavano da Padova la mattina presto, sulle camionette. Per poi lasciarli chiusi lì, fino al momento dell’intervento. Potete immaginare questi, quanto fossero incazzati quando cominciavano a manganellare. Ma la loro incazzatura era una “reazione”, anche se spesso spropositata, alle ORE passate in tenuta antisommossa, chiusi come cani dentro ai Fiat 238 o i CL. Ho visto diverse volte dei dimostranti, che passandogli vicino allungavano (senza farsi vedere) per i finestrini a questi ragazzi 20′enni da bere. Manco li facevano scendere per pisciare. Ora “questi” sono incazzati e pompati per ideologia. In modo scientifico e preordinato. Me lo confermano, le vostre testimonianze dirette. La cosa grave che è emersa è che queste teste di cazzo, hanno costretto alcuni giovani (diversi dei quali stranieri) a cantare inni al duce!!! Appuntatevi i nomi di questa feccia, perchè ne sentiremo parlare ancora di sicuro. Magari per via di una “promozione”. La costituzione vieta, come già detto in precedenti blog, la ricostituzione del partito fascista. Chi lo fa commette un REATO!!! Ma come al “solito” questo passa in secondo piano.
Tenete d’occhio anche quello che potrà succedere all’ex (?) comandante della mobile Furnier. Non vorrei che finisse sotto una macchina mentre attraversa la strada. http://www.globalproject.info/art-12738.html
Approfitto dell’occasione per ringraziarlo di cuore. Per aver avuto il coraggio di parlare in un ambiente, che per omertà è secondo solo alla mafia. Magari non avrà fatto i nomi (anche se sono trapelati) dei singoli pestatori, ma almeno ha contribuito a stabilire che, prima si è costruitio il PRETESTO(molotov) e poi conseguentemente hanno, fatto “campagna elettorale”. E’ ora che si inzi a fare la conta su “chi” fa “cosa”. Con nomi e cognomi!
Sono questi i nostri nuovi eroi del quotidiano. Uomini con le palle, che credono ancora nel valore, di fare emergere sempre e comunque la VERITA’. Perchè è solo cos’ che potremo distinguere il buono dal marcio. Grazie Furnier.
io non avrei condannato nessuno bensi dato la medaglia a tutti dagli ufficiali hai medici a tutti nessuno escluso… non hanno fatto niente di grave anzi hanno solo fatto il loro lavoro… l’italia e troppo facilona in tutto.. andiamo avedere all’estero i veri poteri della polizia tipo america ecc. ecc,,, forza ragazzi che il processo e finito a vostro favore siete grandi