[Clarin]
Dura condanna del Vaticano alla sentenza della magistratura, che riporta in primo piano il tema dell’eutanasia
La Giustizia italiana si è pronunciata ieri a favore di un padre che ha richiesto l’autorizzazione per smettere di alimentare sua figlia, che è in coma da oltre 16 anni. La decisione ha suscitato polemiche in tutto il paese, così come la dura condanna del Vaticano, che l’ha definita ‘eutanasia’.
Di fatto, si tratta di eutanasia, ha affermato monsignor Rino Fisichella, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, che ha inoltre aggiunto che si deve fare ricorso davanti alla corte superiore, riporta l’agenzia AFP.
La Corte d’Appello di Milano ha autorizzato il padre di Eluana Englaro ad interrompere l’idratazione e l’alimentazione forzate che tengono in vita la figlia dal 18 gennaio 1992, quando un incidente stradale l’aveva fatta piombare nel coma dal quale non è mai uscita.
Da allora Eluana Englaro è ricoverata in un ospedale di Lecco, in un coma considerato irreversibile dai medici. Dal 1999 il padre chiede che venga sospeso ogni trattamento.
Di fronte alla decisione dei giudici sento grande tristezza, amarezza e stupore, ha assicurato il prelato, che si è opposto apertamente al fatto che un giudice si sostituisca al legislatore, dato che in Italia la legislazione non contempla l’eutanasia, ha sottolineato.
Per Radio Vaticana, la radio della Santa Sede, si tratta di una sentenza grave dato che nessun tribunale fino ad oggi aveva accettato la richiesta del padre.
Si disconosce il principio di inviolabilità della vita e il dovere da parte di tutta la società civile di assistere i cittadini più deboli, ha affermato la radio.
Il caso di Eluana Englaro ricorda quello della statunitense Terry Schiavo, la cui morte, avvenuta nel 2005 dopo 15 anni in stato vegetativo, aveva innescato una polemica mondiale sull’eutanasia.
Ora la renderemo libera, ha dichiarato il padre della ragazza italiana, Beppino Englaro, che preferisce parlare di libertà piuttosto che di morte cerebrale o di eutanasia. Il padre di Eluana si è reso protagonista di una lunga battaglia legale per chiedere che vengano staccati i macchinari che tengono in vita sua figlia.
E’ stata una decisione inevitabile, hanno spiegato i giudici milanesi; la sentenza potrebbe avere ripercussioni a livello politico. Il caso è stato seguito con attenzione dai mezzi di comunicazione e ha mobilitato sia le associazioni cattoliche di difesa della vita sia i movimenti in favore della morte dolce.
La sentenza colma con saggezza un vuoto legislativo, ha dichiarato dal canto suo la senatrice del Partito Democratico Vittoria Franco.
In Parlamento sono stati presentati numerosi disegni di legge per l’introduzione del cosiddetto testamento biologico, che garantisca una morte dignitosa anche quando la persona interessata si trovi in stato di incoscienza, ma non sono mai stati approvati soprattutto a causa della ferma opposizione dei cattolici di tutti i partiti.























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