[Times]
“È come la Shoah, l’olocausto” dice Vanda Colombo mentre i suoi 11 bambini sguazzano in una piscina gonfiabile nell’insopportabile calura del campo nomadi nella periferia di Verona. “I Nazisti sterminarono sia gli zingari sia gli ebrei, e con queste discriminazioni iniziò tutto. Se verranno a prendere le impronte ai nostri figli, li fermeremo.”
Con l’aiuto della Croce Rossa Italiana CRI, il governo di centro-destra di Silvio Berlusconi sta per iniziare la raccolta di impronte digitali della comunità rom - compresi i bambini - come parte della promessa elettorale di lotta al crimine.
La raccolta dovrebbe iniziare domani, nonostante la data potrebbe subire uno slittamento dopo le accuse di xenofobia rivolte dall’Unicef, dalla Commissione europea, dalla Chiesa Cattolica e la sinistra italiana.
L’idea secondo Roberto Maroni, il ministro dell’Interno e leader della anti-immigranti Lega Nord, è di provvedere ad un censimento della popolazione rom “in modo che sappiamo chi ha il diritto a stare qui e chi no”. Quelli con diritto di residenza potranno vivere “in condizioni decenti” piuttosto che “coi topi”, dice il ministro. Gli altri saranno deportati.
Gli zingari identificati dal censimento riceveranno una carta che darà accesso ai servizi sociali e sanitari italiani, mentre in genitori che continueranno a tenere i propri figli fuori dalla scuola per elemosinare per strada perderanno la tutela.
“La sinistra sogna forse un’Italia popolata da molti Oliver Twist sfruttati dal Fagin del giorno”, dice Osvaldo Napoli, un deputato di centro-destra, “ma noi non siamo più nell’Inghilterra vittoriana di Dickens ed i bambini non possono vagare abbandonati per le strade delle nostre città.”
Le critiche sono state feroci. Famiglia Cristiana, il settimanale cattolico più letto in Italia, ha condannato questa settimana la proposta come razzista ed indecente. Maria Rita Verardo, capo dell’associazione dei magistrati dei tribunali minorili, l’ha definita “un’odiosa forma di discriminazione razziale”.
Carlo Mosca, capo della polizia romana, ha detto di essere contro alla raccolta di impronte digitali dei i bambini sotto ai 14 anni, che “invece potrebbero essere fotografati”. Aggiunge che la raccolta di impronte potrebbe andare solo per gli adulti se non possono presentare un passaporto o permesso di soggiorno.
La destra italiana accusa i rom di buona parte della microcriminalità italiana, in particolare per i bambini mandati dagli adulti a fare furti e rapine. La raccolta delle impronte, che dovrebbe terminare in ottobre, comincerà a Roma - dove si stima che abitino circa 9.000 zingari - ma verrà poi allargata ad altre città.
I Rom in Italia sono stimati sui 152.000 in 700 campi - che il ministro Maroni spera di smantellare. Il quaranta percento ha nazionalità italiana ma il resto sono immigrati, molti da Romania e Balcani. A Verona questa settimana sono stati arrestati otto zingari di origini croate per il presunto sfruttamento di bambini per centinaia di rapine in tutto il nord Italia. Marco Odorisio, che ha guidato l’operazione di polizia veronese, riporta che una delle donne arrestate ha un record di 123 detenzioni per furto in diverse città, usando fino a 93 nomi diversi. Gli accusati sono stati presi quando le loro telefonate cellulari che davano istruzioni ai ragazzi su cosa rubare, e dove, sono state intercettate (una pratica che, paradossalmente “Mr. Berlusconi” sta cercando di limitare).
Verona, l’ordinata e prospera città di Romeo e Giulietta, è ora piena di turisti attratti dalla stagione operistica estiva dell’Arena, il celebrato anfiteatro romano, e dal festival shakespeariano di un mese intero.
Fuori dalle vecchie mura cittadine, sull’asfalto scottante di uno dei ampi parcheggi vicini allo stadio, si trova un campo nomade di fortuna, con i panni stesi tra i camper e le catapecchie.
“I nostri bambini non rubano” insiste la signora Colombo. “Quelli più grandi già lavorano ed onestamente. Siamo zingari italiani, non stranieri. Ci usano come capri espiatori”.
Suo marito, Marziano, non è contrario all’idea del censimento ma non sopporta la raccolta delle impronte. Accusa “i nomadi arrivati dai Balcani e dalla Romania. Loro hanno causato la nostra cattiva reputazione”. Vive vendendo dolci alle fiere itineranti, “ma a causa di questa costante persecuzione non possiamo fare più nemmeno questo”.
Flavio Tosi, sindaco di Verona e membro della Lega Nord, concorda che “ci sono zingari che vogliono vivere una vita normale, ma chi abita nei campi nomadi diventa criminale abituale e forza i proprio figli anche a diventare criminali. É un circolo vizioso che va interrotto”.
Questa settimana è emerso che la Cassazione, la corte d’appello italiana più alta, ha annullato la sentenza che condannava Tosi ed altre cinque persone per “discriminazione razziale” per aver dichiarato nel 2001 che “gli zingari devono essere mandati via perché dove arrivano loro ci sono furti”. Tosi dimostrava pregiudizio ma non incitava all’odio razziale, ha stabilito il giudice.
La mossa di Tosi contro la criminalità degli zingari a Verona dopo aver vinto le elezioni comunali un anno fa è stata un segnale dello spostamento a destra del paese in Aprile, quando le elezioni hanno riportato Berlusconi al potere con i suoi alleati di estrema destra sulla piattaforma legge e ordine. Berlusconi è stato accusato dall’opposizione di sfruttare la paura e di forzare leggi sulla sicurezza scritte al fine di salvare se stesso dalle accuse di corruzione piuttosto che occuparsi delle cause della microcriminalità.
“L’unico modo per risolvere il problema rom è trovare lavoro, casa ed istruzione”, dice Tito Brunelli, un ex consigliere comunale di Verona alle politiche sociali ed immigrazione, che ha creato un campo rom in un campo d’aviazione abbandonato - successivamente chiuso da Tosi. Brunelli, un attivista cattolico, afferma di essere stato licenziato in quanto “troppo tollerante” nei confronti dei rom e per aver tentato un loro contatto con gli italiani. Sospetta che l’identificazione degli zingari servirà “solo per espellerli. Alcuni zingari rubano - ma lo fanno anche alcuni italiani”. Massimo Barra, capo della Croce Rossa italiana, insiste però che lo scopo è quello di integrare i rom nella società italiana. Se ai bambini verranno prese le impronte, questo verrà fatto “come un gioco”, ha dichiarato. “La Croce Rossa rispetta sempre i diritti umani. Noi costruiamo ponti, non barriere”.
Il ministro Maroni si dice non disturbato dalle critiche mosse dagli ipocriti. “Non c’è nessuna violazione delle regole europee, o dei diritti dell’infanzia, nessuna violazione di qualche regolamento” ha detto al parlamento.
Franco Frattini, il ministro degli Esteri, ha detto: “Non stiamo parlando di incursioni contro i rom, ma solo di un tentativo di identificare chi vive nel nostro paese. Molti altri paesi in Europa lo fanno senza causare alcuno scandalo”. Per la signora Colombo, il censimento riporta echi dei giorni più cupi della storia europea. “Quando vediamo una divisa, proviamo terrore. È nel nostro sangue. Ci sentiamo minacciati”.
UN POPOLO IN VIAGGIO
- I rom lasciarono il nord-ovest dell’India nel primo millennio dopo Cristo, diffondendosi in Europa nel sedicesimo secolo.
- Alcuni studiosi credono che il termine Zingari, derivante dall’egiziano, fu assunto dai rom per celare le proprie origini ed evitare persecuzioni.
- I rom uccisi durante l’olocausto è stimata tra le 220,000 e le 500,000 persone.
- Nel 1957 la lingua e la musica rom furono proibite dall’essere eseguite pubblico in Bulgaria.
- La pratica di incoraggiare o obbligare la sterilizzazione delle donne rom fu terminata ufficialmente con la caduto del regime comunista in Cecoslovacchia nel 1990.
- Circa 100.000 rom fuggirono dal Kossovo nel 1999.
- A Napoli, alcuni campi rom sono stati evacuati in maggio dopo che alcuni manifestanti hanno dato fuoco alle loro case all’interno di una protesta scatenata dal presunto rapimento di un bambino da parte di una donna rom
Fonte: refugeesinternational.org; Times Archive























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