“È la mafia che blocca il cinema italiano”

[Jornal de Noticias]

La seconda edizione di “8 1/2 – Festa del Cinema Italiano” che si svolge fino a giovedì a Lisbona, ha come ospite d’onore Elio Germano, protagonista de “Il passato è una terra straniera”.

Nella prima edizione realizzata l’anno scorso era uno dei protagonisti di “Mio fratello è figlio unico”, che in seguito avrebbe debuttato nelle sale portoghesi. Quest’anno Elio Germano ha inaugurato la seconda edizione della mostra ed è apparso anche in una piccola parte in “Tutta la vita davanti”.

A 28 anni, questa “shooting star” (in inglese nel testo, ndt) del cinema europeo è uno dei volti più richiesti dalla cinematografia transalpina, della quale peraltro non traccia una quadro molto felice. “Per un giovane attore la situazione è molto difficile. Non c’è ricerca di nuovi talenti. Difficilmente una produzione italiana sceglie un giovane attore come protagonista”.

L’attore punta il dito contro i vertici del cinema italiano. “Non c’è nessuna scuola che riconosca la qualità, né il lavoro di attore come un lavoro” dice poche ore dopo il suo arrivo a Lisbona. “Ma questo non vale solo per il cinema, tutte le arti in Italia non vengono più riconosciute come lavoro.”

Nel frattempo Elio Germano parla di una giovanissima generazione che tenta di cambiare le cose. “Ci sono soprattutto giovani produttori che tentano di smarcarsi dalla vera mafia che blocca il cinema italiano e che tentano di fare qualcosa di nuovo e di rischioso, invece di seguire la strada del successo garantito. La sperimentazione è vitale, nella vita e come nel cinema”.

L’attore ritorna intanto sul programma proposto nella seconda edizione della Festa e spiega che molti di questi film non sono stati nemmeno proiettati in Italia o hanno avuto una programmazione molto limitata. “Io stesso, che faccio i film, non ne conosco molti. Ci sono molti film oggi in Italia che non riescono neanche a passare in Italia. Quando “il Il passato è un terra straniera“ è stato proiettato al festival di Roma, la stampa ha preferito consumare tutte le pagine con “High School Musical 3”! E non esiste nessun programma sul cinema nella televisione italiana”.

[Articolo originale "'Há máfia a bloquear o cinema italiano' " di JOÃO ANTUNES]

Condividi : Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
  • email
  • Google Bookmarks
  • Facebook
  • MySpace
  • Live-MSN
  • OKnotizie
  • YahooMyWeb
  • StumbleUpon
  • Blogosphere News
  • Webnews
  • eKudos
  • LinkedIn
  • Technorati
  • TwitThis
  • BarraPunto
  • Digg
  • Pownce
  • Wikio IT
  • Wikio

10 commenti per “È la mafia che blocca il cinema italiano”

  • jemevergognedetreita

    I giudizi, anche negativi, sono sempre ben accetti da una superpotenza economica, culturale e politica come il Portogallo. Avercene…

  • Stefano

    Caro Jem, non mi sembra che i portoghesi abbiano dato alcun giudizio sull’Italia. Hanno solo riportato quello che diceva quell’attore, niente di piu’.
    Semmai sei tu che ironizzi sui portoghesi, ricoprendoti anche di ridicolo da solo.
    Un dato solo: nella classifica di liberta’ di stampa 2008 il Portogallo e’ comunque al 16 posto. L’Italia al 44esimo.
    http://www.rsf.org/rubrique.php3?id_rubrique=20

  • JEMJEM

    Immagino i criteri scientifici di queste classifiche. Quale formula avranno applicato? Planck, Dirac…? Avanti…! Lo sai e non ce lo vuoi dire! Ma poi, guarda: fai un torto a tutte le altre culle della civiltà, che trascuri di citare: Liechtenstein, Andorra, Svizzera, Moldavia, e anche Malta! Sembra di no, eppure Malta, nel suo piccolo… :-D

    JE ME VERGOYGNE TAINTES D’ETRE ITALIEN!

  • Stefano

    Jem, la classifica in parte puo’ essere criticabile ma non possono essere penalizzati dei paesi solo perche’ sono ‘piccoli’. Qualunque criterio si segua, tutti vengono valutati allo stesso modo. La liberta’ di stampa non ha a che fare con le copie vendute o con la dimensione e l’importanza politica di un paese sulla scena mondiale. Quindi la tua ironia sui paesi ‘piccoli’ e’ proprio fuori luogo.
    Il fattore che pesa di piu’ penso sia quello dei ‘padroni’ dei vari quotidiani. Considera quali sono gli editori dei vari quotidiani: se allo stesso tempo sono anche legati alla politica, a banche e grosse industrie, difficilmente l’informazione potra’ essere libera e dalla parte di tutti i cittadini.

  • Mamma mia, da quanto tempo non riesco a vedere un film decente in Italia! Una delle poche eccezioni è stato il Divo , poi la solita immondizia mass-mediatica ed i film pseudo-impegnati di registi alla Nanni Moretti.

  • franco

    Io sono un regista cinematografico, e la mia sensazione è che Elio Germano abbia detto quello che ogni italiano che lavora in questo settore pensa, E che anzi si sia trattenuto per pudore.

    La faccenda è ancora più grave di quanto dice Germano: la maggior parte dei piccoli produttori italiani ormai non può più chiamarsi tale, perché oggi invece di trovare o mettere i soldi in un film, li chiede al regista. Paradossale e aberrante ma è così.
    Inoltre il problema principale, che Germano non dice, è che il nostro cinema è ormai sottomesso alle logiche del cinema-televisivo dei due grandi gruppi monopolisti RAI/01 e Mediaset/Medusa. Al di fuori di questi oggi in Italia è impossibile pensare di produrre qualcosa di grosso.

  • giovanni

    Il fatto che in Italia non ci sono programmi sul cinema in TV è una stronzata.
    Per il resto è quasi tutto vero, ma non scordiamoci che le altre realtà internazionali, e per primo il Portogallo, hanno una realtà cinematografica pari allo zero. Solo la Francia ha oggi un Grande Cinema in Europa. Almeno noi qualche film lo esportiamo ancora bene, cosa che non si può dire di Germania, Austria, Olanda, Spagna, Svezia ecc, da cui parte solo un film all’anno quando è tanto.

    Germano ha sbagliato a usare il termine “mafia”, che da noi è generalizzante e ha molti significati estesi, ma fuori dai nostri confini ha un senso molto preciso che non si addice alle situazioni a cui si riferisce l’attore. E comunque non si fa un gran servizio al nostro cinema andando a sparare a zero (pur dicendo delle verità) all’estero. A costo di mentire, bisogna diffondere l’idea di un cinema vivo e vitale. Altrimenti, come possiamo pretendere che in Portogallo o altrove si mostrino interessati ai nostri nuovi lavori?

  • L

    Se il cinema se la passa male, il teatro ancora peggio e la danza non è neanche da tenere in considerazione. Purtroppo Elio germano ha detto esattamente la verità….se per qualcuno può essere un nuovo scandalo in realtà per noi che lavoriamo nel settore dello spettacolo è una triste realtà con cui facciamo i conti giorno per giorno.
    E’ vero che il nostro non è considerato neanche un lavoro, sebbene molti di noi abbiano studiato più di un qualsiasi professionista per fare questo mestiere. Solo che se andiamo da un falegname per farci fare un tavolo, ci assicuriamo che sia bravo e magari ce lo facciamo consigliare da qualcuno. Lo paghiamo, e saremo sicuri che alla fine il tavolo che ci ha costruito starà in piedi senza traballare.
    Per il teatro non è così. Nessuno riconosce la tua competenza, e molto speso sono altri i fattori che ti consentono di entrare nel mercato del lavoro: buoni appoggi politici o bellezza esteriore. Del resto non importa più nulla a nessuno.
    Ma perchè dico io, Elio Germano non dice queste cose anche quando viene intervistato in Italia? Forse ha paura di irritare i registi che potrebbero farlo lavorarein futuro?
    Gli attori cinematografici sono i più esposti mediaticamente, e quindi sarebbero le persone più adatte a fare denuncia. Ma non ogni tanto….bensì ogni volta che vengono intervistati!!! Così si potrebbe far conoscere la nostra situazione al pubblico. Se diciamo queste cose in teatro….beh, ma chi vuoi che ci ascolti???

    Ricordatevi che la cultura italiana non è soltanto cinema e opera lirica. E’ anche quello, ma non SOLO quello.

  • L

    …scusate ho inviato per sbaglio il commento senza rileggerlo, e si vede….perdonate la forma, spero che almeno la sostanza sia chiara.

  • Daniel

    Il cinema italiano fa proprio schifo.
    è un cinema gretto, provinciale, politicizzato che ha spesso pretese pseudo-intellettuali.
    Il cinema italiano è più interessato a rappresentare “italiani” che non “persone”, dove per italiani si intende un modo stereotipato di incarnare la sempre più arretrata e mediocre cultura italiana.
    E la gente guarda altro perché sempre di più ci sentiamo individui e cerchiamo rappresentazioni convincenti e realistiche dei conflitti interiori individuali, anche quelli dentro ad un bambino di sette anni.
    Io ho sempre sostenuto che il romanticismo è una banalizzazione dei sentimenti ed è paradossalmente la più fredda e apatica rappresentazione delle emozioni umane. Ma anche il neorealismo deve fare i conti con il desiderio dell’intelletto di raccontare il quotidiano attraverso l’astratto, il paradossale e il fantastico.
    Ormai solo i vecchi tradizionalisti che vogliono stringere la mano ai politici ai comizi si sentono rappresentati dai personaggi che crea il cinema italiano, per tutti gli altri sentirsi anche minimamente rappresentati da quel cinema è impossibile.

Lascia un commento

 

 

 

Puoi usare questi tag HTML

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>