[De Volkskrant]
ROMA – I Rom come Najo Adzovic vivono in campi , senza lavoro. L’Italia se ne vuole liberare. Lui spera ancora di ‘uscirne da questo tunnel nero’
La sua voce si comprende appena, tanto è il frastuono delle grosse gocce di pioggia che picchiano sulle lamiere ondulate del tetto del suo piccolo ufficio. Najo Adzovic (38) indica verso il pavimento in un angolo. Accanto a due vecchi sedili di auto che servono da poltrona si è formata già una grossa pozza di acqua. Adzovic, padre di sei figli, guarda le onde concentriche del laghetto. ‘Io spero ancora di uscire da questo nero tunnel’, dice. ‘Spero di poter dare ai miei figli una vita migliore. Ma per ora abitiamo qui. In questo ghetto’.
Fare visita a Adzovic significa entrare in un mondo che non sospetteresti più in Europa. Dalla affollata Via Casilina in Roma, dove si vive la classica vita italiana in autentici bar, trattorie e supermercati, un largo sentiero di argilla porta a un quartiere clandestino di sgangherate baracche di legno, avvolte nell’aria nauseante di rifiuti marci e pietrame disperso.
Casilino 900 è il nome del campo, intitolato al numero civico che si conta a questo punto della storica via Romana. Negli anni settanta ci vivevano gli immigrati dal sud Italia, adesso ci vivono più di seicento Rom e Sinti dal sudest dell’Europa, cosiddetti zingari, sparsi su un terreno ondulato grande come due campi da calcio.
‘Questo è il Terzo Mondo, nel mezzo di una capitale mondiale’, dice Adzovic. Specialmente adesso che piove, Casilino 900 sembra veramente una baraccopoli fangosa in un paese sottosviluppato. Bambini sudici danno calci con piedi nudi o con scarpe rotte contro un pallone sgonfio, polli camminano liberamente in giro, una anziana donna con la testa coperta e denti d’oro si carica una brandina di ferro sulle spalle.
Adzovic chiama il suo quartiere ‘un campo parzialmente attrezzato’ , per dire che a Roma ci sono anche venti campi strutturati (ufficiali) e almeno sessanta campi non attrezzati (illegali). In questo caso ‘parzialmente attrezzato’ vuol dire che qua e là ci sono toilette chimiche, perché non c’è una fognatura. L’acqua la prendono da due rubinetti in strada. L’elettricità la si deve generare con decine di generatori privati, da quando il comune ha fatto tagliare i cavi elettrici del quartiere tre mesi fa – ufficialmente perché alcuni abitanti non pagavano le bollette ma secondo Adzovic perché le autorità italiane vogliono scacciare i rom.
Lui saltella tra le piccole pozzanghere verso il suo camioncino, uno dei pochi automezzi nel quartiere, senza maniglie e in gran parte demolito. ‘Agli occhi di molti italiani noi non siamo gente normale’, dice lui. ‘ Già da anni siamo marginalizzati, nascosti’. Accende il motore e traballando sopra buche in terra in direzione dell’asfalto liscio di Roma. ‘Loro ci battono, perché noi siamo i più deboli. Noi non abbiamo uno Stato, non una bandiera. Noi siamo i nuovi ebrei.’
L’Italia sembra ne abbia abbastanza dei suoi 140 mila rom. I quotidiani riportano una scelta quantità di notizie di furti, omicidi e maltrattamenti, ma appena un delitto sembra sia commesso da uno zingaro, viene di solito messo in prima pagina e diventa subito più grave e più importante. Fu così che l’uccisione di una donna italiana in un quartiere periferico di Roma all’inizio di quest’anno provocò una grande quantità di vendette. Il mese scorso a Napoli sono stati incendiati diversi campi di zingari con bottiglie molotov, dietro voci messe in giro che una ragazza rom avrebbe tentato di rapire un bambino italiano.
Il governo di centro-destra di Silvio Berlusconi cerca di fare fronte al crescente malumore della popolazione con un ampio pacchetto sicurezza – ‘anche se la criminalità in cifre assolute forse non è aumentata’, ha detto il Ministro della Difesa. Molte misure limitano i diritti degli immigranti in Italia. Ad esempio potranno ottenere un permesso di soggiorno se disporranno di un reddito legale e di una normale abitazione, e non, come espresso dal ministro Maroni degli Interni, ‘una baracca qualunque’.
Per essere in grado di affrontare rom e sinti provenienti dai nuovi stati della UE come la Romania, il governo Berlusconi vuole applicare queste norme anche a tutti i cittadini della UE. Secondo le direttive di Bruxelles i cittadini europei possono essere espulsi da uno Stato membro solo se costituiscono un pericolo per la sicurezza pubblica. Il governo italiano ha dunque deciso che anche imputazioni facilmente applicabili come ‘infrazioni contro la morale e il buon costume’ costituiscono un pericolo per la sicurezza pubblica.
‘L’Italia si basa su alcuni casi criminali per punire un intero gruppo’, dice Esad Licina (32). Il sole ha scacciato la pioggia da Casilino 900. Davanti alla sua casa prefabbricata Licina frigge grossi pezzi di pollo. ‘Qua il clima è enormemente peggiorato negli ultimi tempi’ dice lui. ‘L’economia va male, la gente non riesce a vivere con il proprio stipendio, e allora cercano un capro espiatorio. Quello è lo scopo del governo: nascondere alla popolazione i veri problemi di questo paese e addossare la colpa a noi.’
No, lui non vuole giustificare i delitti degli zingari. ‘Quattro giorni fa ho denunciato alla polizia tre ragazzi di questo campo’ aggiunge. ‘La piccola criminalità è assolutamente un problema. Ma è un problema minimo. Sono d’accordo con il governo che gli immigranti criminali devono essere espulsi. Ma io parlo di assassini, e non parlo di un adolescente che una volta ruba uno stereo da un’auto perché non trova lavoro da nessuna parte’.
Quella distinzione la senti ripetutamente in diverse variazioni nelle discussioni con gli abitanti del campo. Perché è vero, si ruba, si rapina e si chiede elemosina. Ma che alternativa c’è? Il governo offre un minimo aiuto? Fa qualcosa contro i datori di lavoro che rifiutano di assumere un rom che possiede tutte le qualifiche? Si impegna contro il problema generale del lavoro nero, che impedirà sempre agli stranieri di procurarsi un ‘reddito legale’ come vuole il governo? Si cura che Casilino 900 diventi almeno vivibile?
‘Guarda un po’ tutti questi rifiuti’, sputa Lacina. ‘Pensi che noi preferiamo lasciarla qua? Che a noi piaccia vivere in questa sporcizia? No. Ma cosa si deve fare se l’azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti di Roma non vuole venirci qua? Per farla finita ho telefonato io stesso per chiedere se volevano almeno mettere un paio di bidoni. Così l’immondizia ce la mettiamo noi dentro.’
Gianni Alemanno, neo-eletto sindaco di destra di Roma che ha annunciato ‘una durissima battaglia’ contro gli immigrati illegali, sembra sia rimasto scosso quando ha visitato il campo a fine maggio. ‘Non ci sono parole per quello che ho visto’, disse alla fine. ‘Questo è peggio di un campo di rifugiati palestinesi’.
Lacina e Adzovic sono alquanto positivi su Alemanno, che una volta era iscritto al neofascista MSI, il predecessore del partito di governo Alleanza Nazionale. ‘Lui è il primo sindaco che in tutti questi anni è venuto a vedere con i propri occhi questo campo’, dice Adzovic. ‘Speriamo che faccia meglio dei suoi predecessori di sinistra. Quelli parlavano solo di compagni, ma maledizione, compagni di chi? Tutto quel parlare non ci ha aiutato proprio per niente’. Bayram Hasimi (34) mostra il suo permesso di soggiorno: un incredibile semplice foglio A4 con la sua foto e quelle dei suoi quattro figli attaccate con la spillatrice.
Nel 2000 l’Italia gli ha concesso asilo politico insieme a sua moglie Gordana Kostic (39), dopo la loro fuga dal Kosovo durante la guerra.
Lui indica la data di scadenza del documento: novembre 2007. ‘Ufficialmente viene rinnovato entro qualche settimana’, dice Bayram. ‘Ma ora siamo a luglio 2008, e non ho ancora ricevuto niente. Nove mesi in cui non posso fare un passo, perché senza documenti non posso avere lavoro legale, né cercare una abitazione, niente. Per il permesso di soggiorno precedente ho dovuto aspettare 22 mesi.
Sua moglie Gordana fa un gesto di rigetto. ‘Che me ne faccio di un documento del genere se poi il governo mi lascia stare qua? Noi siamo riconosciuti come rifugiati, ma per il resto l’Italia dice: arrangiati. Come è possibile questo?’























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