[De Volkskrant]
La Croce Rossa deve entrare nei campi in modo che i diritti di tutti vengano protetti.
Roberto Maroni, il ministro italiano degli Affari Interni, proviene dalla Lega Nord, un partito politico vigoroso che preferisce vedere il mondo in bianco e nero e opera secondo quel principio. Nell’ottica della Lega Nord i concittadini al sud di Firenze sono “sfaticati” che succhiano il ricco nord con tasse altissime. E’ facile indovinare come il partito vede gli stranieri provenienti da regioni ancora più al sud.
Il progetto di Maroni, molto criticato all’estero, di prendere da domani in poi le impronte digitali della popolazione zingara in Italia, compreso i minorenni, combacia perfettamente con quella analisi della realtà. Per il governo Berlusconi i 145-mila Roma e Sinti in Italia costituiscono una “emergenza”: accoltellano, uccidono, rubano, sequestrano e chiedono elemosina – il tutto a spese degli italiani, “che hanno il diritto di sentirsi sicuri” come ha detto recentemente il premier Silvio Berlusconi.
Certo è che l’Italia va male. Ma principalmente perché l’economia è quasi ferma, milioni di italiani non ce la fanno a vivere con i loro stipendi, la fallimentare società aerea Alitalia guarda la propria fine direttamente negli occhi e i rifiuti a Napoli e dintorni arrivano fino alle spiaggie e sotto la casa natale della leggendaria attrice Sofia Loren.
Nel frattempo il ministro-presidente italiano dedica il suo tempo principalmente a disegni di legge che lo dovranno esonerarlo da indagini penali per corruzione.
Eppure secondo il governo è l’emergenza contro gli zingari che richiede rigorose misure. La relativa protesta nata in Europa (‘Discriminazione’ pensa la Commissione Europea) sembra strana al ministro Maroni.
Lui ritiene necessario un censimento con l’uso di impronte digitali perché “la metà degli abitanti sono minorenni, che vengono oltretutto sfruttati, incitati all’elemosina o cose peggiori”. Inoltre la Croce Rossa sarà presente nei campi “per garantire che i diritti di tutti vengano protetti”.
Come sarà la norma, a un giorno prima dell’inizio ufficiale del censimento non è ancora chiaro. Per ora si tratta solo di una schedatura intorno a Milano, Roma e Napoli. Non è nemmeno veramente certo che realmente si prenderanno le impronte digitali. Il governo Berlusconi ha nominato per quelle città “prefetti speciali per il problema zingari”. Ma questi sono di pareri opposti sull’utilità delle impronte digitali.
Il “prefetto per gli zingari” di Roma, Carlo Mosca, ha già dichiarato di non essere convinto “Non è accettabile che si faccia discriminazione”, ha detto. “Ci sono altre possibilità: foto, ricerca antropometrica, come il colore degli occhi”.
I prefetti di Milano e Napoli non hanno atteso la data ufficiale per l’inizio e hanno cominciato già da qualche tempo il censimento. Ma a Milano non è stata presa nessuna impronta digitale e a Napoli sono state prese solo a bambini di più di 14 anni (che secondo la legge italiana devono avere una carta di identità).
Così la questione sembra arrivi a una tipica chiusura all’italiana, dove le regole in pratica vengono applicate secondo le proprie idee. O, come ha detto un abitante di un campo nomadi a Roma: “Loro qui inventano ogni due anni nuove leggi per noi, ma alla fine noi restiamo a vivere sempre nella stessa miseria”.























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