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Roma. Circa 20.000 italiani hanno protestato ieri a Roma contro ció che chiamano “Leggi Canaglie” del governo Berlusconi.
La protesta era capeggiata dall’ex pubblico ministero Antonio Di Pietro, che attualmente gestisce un piccolo partito di opposizione. Vistosamente assente era il capo del piú grande partito dell’opposizione, Walter Veltroni.
L’opposizione é troppo divisa per mobilitare centinaia di migliaia di persone. Ci riuscirono sei anni fa, quando Berlusconi presentó una legge fatta apposta su misura per lui.
Ora la protesta é volta contro una proposta di legge che sospende per un anno 100.000 processi, tra i quali un processo contro Berlusconi. Si é criticato anche il progetto di rendere immuni da procedure penali penali le quattro cariche piú alte, tra cui il premier (Berlusconi).
Questa settimana Berlusconi ha fatto trapelare che sarebbe stato disposto a ritirare la sospensione dei 100.000 processi in cambio di una sollecita approvazione parlamentare della proposta di legge sull’ immunita’. Il capo dell’opposizione Veltroni sembra propenso allo scambio. Questo fermerebbe i processi per corruzione contro Berlusconi. Veltroni con questa concessione spererebbe di poter continuare in un dialogo con Berlusconi per affrontare insieme i problemi economici e strutturali.
Antonio di Pietro del partito ‘Italia dei Valori’ si oppone aspramente a questo compromesso. Secondo lui Berlusconi non é cambiato e sfrutta lo Stato a proprio vantaggio. Di Pietro ha chiesto retoricamente a Berlusconi: “Dobbiamo occuparci tutti dei tuoi problemi, mentre ne abbiamo giá tanti in Italia?”
Di Pietro nelle ultime settimane si é rivelato un vero capo dell’opposizione. Mentre Verltroni spera in un dialogo con Berlusconi, Di Pietro accusa giorno dopo giorno Berlusconi di abbattere lo Stato di Diritto con la sua lotta personale contro la magistratura.
Il weekend scorso anche i giudici si sono schierati al lato di questa critica. Sono infuriati con Berlusconi. Perché oltretutto vuole limitare le intercettazioni telefoniche e abbassare i loro stipendi del 30%.














