Edifici inadeguati la causa del gran numero di vittime

[Kathimerini]

Nella vicina Italia, solo il 14% degli edifici risponde alle norme di protezione antisismiche.

Il terremoto che ha devastato la città medievale de L’Aquila avrebbe causato danni limitati in Giappone e in altri paesi con forte attività sismica. Tuttavia, una serie di fattori rende l’Italia particolarmente vulnerabile secondo gli esperti.

Anche se la città de L’Aquila si trova quasi a un kilometro di distanza dall’epicentro del terremoto, i geologi e gli ingegneri civili imputano le maggiori responsabilità del disastro all’inadeguatezza degli edifici.

«Le case che sono crollate in Abruzzo non avevano i requisiti per reggere neanche ad un debole terremoto», sottolinea Enzo Boschi, presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Le autorità italiane stimano che il sisma sia stato di magnitudo 5,8 sulla scala Richter, mentre l’Istituto Geologico Americano ha registrato un valore di 6,3 Richter.

Franco Barberi, geologo ed esperto di catastrofi, ha espresso il suo disappunto per la mancanza di protezione antisismica in Italia: «Ciò che fa indignare è che se un terremoto di questa portata fosse accaduto in California o in Giappone, non sarebbe morto nessuno».

Giorgio Crozzi, ingegnere ed esperto dei monumenti antichi di Roma, come il Colosseo, ha ravvisato nelle tecniche edilizie la «chiave» della catastrofe de L’Aquila.

Gli antichi romani utilizzavano pietre di alta qualità e calce per costruire edifici e monumenti che sono resistiti per 2000 anni. La stesso è accaduto negli anni del Rinascimento.

Invece i costruttori nel Medioevo erano spesso parsimoniosi nell’utilizzare materiali di qualità e in genere hanno costruito edifici meno solidi. Di conseguenza, le opere medievali di solito subiscono più danni in un terremoto, secondo Giorgio Crozzi.

«Possiamo migliorare tali edifici», sostiene Crozzi, con l’aggiunta di catene che colleghino orizzontalmente le loro pareti, in modo da limitare le oscillazioni durante un terremoto. Un’altra tecnica consiste nel legare travi di legno alle pareti.

Quasi la metà del territorio italiano è considerato pericoloso in relazione alle attività sismiche, stando a un rapporto del 2008 di Boschi e altri geologi e ingegneri civili. Solo il 14% degli edifici risponde alle norme edilizie antisismiche. A parte le costruzioni antiche, anche gli edifici pubblici e quelli residenziali non sono considerati sicuri.

Solo poche settimane fa, cinque persone sono state condannate per il crollo di una scuola dovuto ad un terremoto di 5,4 gradi della scala Richter. La sua pessima qualità di costruzione è stato un fattore determinante per la tragedia che costò la vita a 28 persone, compresi gli alunni della prima elementare della piccola città.

Secondo l’organismo delle Nazioni Unite di Strategia Internazionale per la Riduzione dei Disastri, «gli edifici sono i principali assassini quando il terremoto colpisce»

[Articolo originale]

Condividi : Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
  • email
  • Google Bookmarks
  • Facebook
  • MySpace
  • Live-MSN
  • OKnotizie
  • YahooMyWeb
  • StumbleUpon
  • Blogosphere News
  • Webnews
  • eKudos
  • LinkedIn
  • Technorati
  • TwitThis
  • BarraPunto
  • Digg
  • Pownce
  • Wikio IT
  • Wikio

1 commento per Edifici inadeguati la causa del gran numero di vittime

  • nickol

    Perché l’altro 86% è costituito da edifici antichi, monumenti nazionali, oppure costruiti prima della legge sulle costruzioni antisismiche. Smettiamola di fare facile critica degli altri Paesi vicini , che spesso viene fatta ( vedi Grecia in particolare) per coprire enormi scandali nazionali in cui sono coinvolti politici e clero, e per tentare di sminuire gli infiniti problemi cronici di cui soffre il proprio paese.

Lascia un commento

 

 

 

Puoi usare questi tag HTML

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>