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Una ex-brigatista rossa mette in imbarazzo Parigi e Roma

Pubblicato Venerdì 11 Luglio 2008 in Svizzera

[Le Temps]

Italia Il presidente Sarkozy intende estradare Marina Petrella, ma chiede la grazia al suo omologo italiano

Il presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano non ha evidentemente apprezzato. Da parte sua, il capo del governo Silvio Berlusconi, imbarazzato, si è limitato, per bocca del suo portavoce, a comunicare che riferirà la richiesta. Eppure il proposito, annunciato da Nicolas Sarkozy, di estradare verso la Penisola l’ex terrorista delle Brigate Rosse Marina Petrella avrebbe dovuto rallegrare le autorità transalpine. Da anni, infatti, Roma reclama il ritorno sul suo territorio degli ex attivisti di estrema sinistra che insanguinarono il paese durante gli anni di piombo e che trovarono in seguito rifugio oltralpe. Ma il capo di Stato francese ha aggiunto al contempo che avrebbe richiesto la grazia per l’ex militante armata.

Dottrina Mitterrand

«In conformità agli accordi europei » ed alle « decisioni della giustizia francese», Marina Petrella, 54 anni, arrivata in Francia nel 1993 dopo essere stata condannata all’ergastolo per l’insieme di azioni ed omicidi perpetrati dalle BR tra il 1977 ed il 1982, sarà estradata in Italia, ha assicurato martedì Nicolas Sarkozy. Ma allo stesso tempo, ha precisato di aver anche richiesto a Silvio Berlusconi «di sollecitare il presidente della Repubblica Italiana affinché conceda la grazia, tenuto conto dell’anzianità della condanna e tenuto conto della situazione psicologica e di salute» di Marina Petrella.
Arrestata qualche mese fa dalla polizia francese nella periferia parigina, la Petrella si trova infatti attualmente presso il servizio psichiatrico della prigione di Fleury-Mérogis, colpita da una grave depressione. Il suo avvocato Irème Terrel si mostra preoccupata: « La mia cliente sta morendo».

In Francia, Marina Petrella aveva finora beneficiato di quella che viene chiamata la dottrina Mitterand. L’ex presidente aveva deciso di non rimandare in Italia gli attivisti italiani che avessero accettato di rinunciare alla lotta armata. « Si tratta di ospitare coloro che hanno rotto con la macchina infernale del terrorismo, che lo dichiarano apertamente e si avviano verso una nuova fase della loro vita», spiegava nel 1985, il presidente socialista davanti alla Lega per i diritti dell’uomo. In Francia, Marina Putrella si era sistemata ed aveva intrapreso una nuova vita, con una nuova famiglia ed un nuovo lavoro, nel sociale.
Dal 2001, in seguito agli attentati dell’11 settembre ed ai piccoli gruppi militarizzati italiani che hanno rilanciato la lotta armata, le autorità italiane hanno accentuato lo sforzo per recuperare i vecchi terroristi degli anni di piombo. I governi francesi, di destra e di sinistra, che avevano fino ad allora rispettato la dottrina Mitterrand iniziarono con Jean-Pierre Raffarin e poi con il presidente Sarkozy a cambiare atteggiamento. Dopo Paolo Persichetti nel 2002, le autorità francesi accettarono di estradare lo scrittore Cesare Battistini (che è fuggito in Brasile) ed oggi infine Marina Petrella.
Giovedì, Nicolas Sarkozy ha confermato di aver scritto al capo del governo italiano per chiedere «a Silvio Berlusconi e Giorgio Napoletano il perdono». Ufficialmente, il presidente del Consiglio non vuole immischiarsi. Eppure il presidente francese sostiene che questi sarebbe favorevole alla grazia. In questo quadro, Silvio Berlusconi ha semplicemente fatto sapere che avrebbe trasmesso la richiesta di Nicolas Sarkosy a Giorgio Napoletano. Per il Cavaliere, la questione è delicata, essendo alcuni dei suoi alleati politici, a cominciare dalla Lega Nord, fermamente contrari alla grazia per gli ex terroristi.
Il presidente della Repubblica italiana, che è il solo a poter prendere una tale decisione, ha emesso un comunicato che lascia trasparire la sua irritazione. «Ci sono delle norme da rispettare e una giurisprudenza costituzionale.» «In generale, per ottenere la grazia, osserva Giovanni Bianconi, autore di diversi libri sugli anni di piombo, è necessario che l’interessato abbia già scontato una buona parte della sua pena oppure che abbia ottenuto il perdono dai parenti delle vittime.» Con grave danno dei responsabili politici italiani, di destra e di sinistra, Nicolas Sarcozy sembra averlo dimenticato.

[Articolo originale di Eric Jozsef]

Gli ultimi commenti.

  1. Lunedì, 14 Luglio 2008 alle 7:02 pm, Sergio Bergamaschi ha scritto :

    Sorry, mi è scappata una “h”…

  2. Lunedì, 14 Luglio 2008 alle 7:00 pm, Sergio Bergamaschi ha scritto :

    E comunque è un dato di fatto, indiscutibile: nessuno e lo sottolineo 6 volte, che abbia commesso qualche reato pesante, nel momento in cui viene pizzicato, è compatibile con il regime carcerario. 10 minuti prima era al lavoro, in barca con l’amico, a pascolare il cane per le vie del ridente paesino in cui abita e se la passava tutto sommato benone (magari ha ammazzato 5 persone, mandato in rovina 50000 famiglie etc.)…10 minuti dopo che lo hanno preso, soffre di una depressione che proprio non può stare al gabbio, gli si gonfiano le arterie e rischia di esplodere (almeno!!!) e non c’è nulla da fare, stà male e in galera non lo si può mettere!!!!!!!!!

    Ma lui/lei sanno quanto male hanno fatto o no? Non è sbagliato volersi rifare una vita ma prima pagha il tuo debito! Con quale coraggio si chiede una grazia dopo aver seminato morte in famiglie che a lei non hanno fatto nulla? SEMINATO MORTE PER DELLE IDEOLOGIE!!! per me può restare e crepare, pure soffrendo, dove stà: che se la mantengano i francesi visto che l’hanno difesa (e che quindi si sono resi complici)

  3. Lunedì, 14 Luglio 2008 alle 6:29 pm, Sergio Bergamaschi ha scritto :

    P.S. le tantissime soluzioni che mi vengono in mente però sono poco praticabili in quanto tutte violente…

  4. Lunedì, 14 Luglio 2008 alle 6:28 pm, Sergio Bergamaschi ha scritto :

    Di soluzioni ce ne sono tantissime, ma prevedono tutte che non ci sia più, MAI PIU’ un governo che si permetta di fare quello che fa, che ha fatto e che se andiamo avanti così, farà. NOTA BENE, non parlo del solo governo Berlusconi ma tiro in ballo TUTTI i governi passati (se non erro una sesantina) dove l’interesse di pochi, che come al solito hanno in mano le redini, PREVARICA e UMILIA gli interessi dei tanti e quindi del paese stesso. Il governo se non fa gli interessi della comunità che stà governando, deve poter essere licenziato dal popolo perchè se ci si aspetta che tra di loro si tirino le orecchie, abbiamo capito veramente poco!

  5. Lunedì, 14 Luglio 2008 alle 12:07 am, Enrico ha scritto :

    Buona domanda……

  6. Domenica, 13 Luglio 2008 alle 10:11 pm, Der Pilger ha scritto :

    Come si fa a farla finita?

  7. Domenica, 13 Luglio 2008 alle 9:53 pm, Wil ha scritto :

    Ad indignarci siamo bravissimi quando la grazia va data ad un cittadino (non fraintendetemi, capirete poi il senso, la grazia è una misura da usare solo in casi speciali), ma rimaniamo indifferenti quando il neo presidente del consiglio appena insediato, vara 2 provvedimenti di fila per salvarsi in maniera spudorata dai processi in corso.

    Ragazzi, nelle altre libere democrazie questo non potrebbe accadere, siamo noi con il nostro qualunquismo che lasciamo correre, è ora di finirla.

    http://nonleggerlo.blogspot.com/

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