[The Guardian]
La campagna italiana contro i Rom ha una minacciosa riminescenza del suo passato fascista, e il silenzio dei nostri leader è assordante.
Nel cuore dell’Europa, la polizia ha cominciato a prendere impronte digitali di bambini in base alla loro razza con solo qualche sussurro di protesta dai governi europei. La scorsa settimana la nuova amministrazione di centro-destra italiana di Silvio Berlusconi ha annunciato i piani per eseguire una schedatura nazionale di tutti i 150.000 zingari – popolazioni rom e sinti – sia nativi italiani che immigrati. Il Ministro degli Interni e luce guida della xenofoba Lega Nord, Roberto Maroni, ha insistito che prendere le impronte digitali di tutti i Rom, compresi i bambini, è necessario per “prevenire l’accattonaggio” e, se necessario, togliere i bambini dai loro genitori.
La schedatura etnica delle impronte digitali fa parte di un più ampio inasprimento verso i tre milioni e mezzo di migranti in Italia, dei quali gran parte legali, condotto in un’atmosfera di crescente retorica isterica su criminalità e sicurezza. Ma gli ingiuriati rom, di cui alcuni sono in Italia dal medioevo, ne subiscono la violenza. Lo scopo è di chiudere 700 campi rom abusivi e costringere i loro abitanti fuori dalle città o dal paese. Nella stessa settimana in cui Maroni difendeva in parlamento i suoi progetti di schedatura razziale, la più alta corte d’appello italiana ha deciso che è accettabile discriminare i rom sulla base che “tutti gli zingari sono ladri” anziché per la loro “natura zingara”.
Rastrellamenti e chiusure forzate ufficiali di campi rom sono stati caratterizzati da attacchi da parte di cittadini vigilanti sono stati enfatizzati con attacchi vigilati. A maggio, voci messe in giro su un rapimento di una bambina da parte di una donna zingara a Napoli scatenò un’orgia di violenza razzista contro i campi rom da parte di delinquenti armati di spranghe, i quali hanno incendiato roulotte e costretto gli abitanti a lasciare le povere abitazioni in dozzine di assalti orchestrati dalla mafia locale, la Camorra. La risposta del Governo di Berlusconi agli incendi e pulizia etnica? “Questo è ciò che accade quando gli zingari rapiscono i bambini”, ha detto scrollando le spalle Maroni; mentre l’amico ministro e leader della Lega Nord, Umberto Bossi ha dichiarato: “La gente fa ciò che la classe politica non è capace di fare”.
Questo, deve essere ricordato, sta avvenendo in un paese che sotto la dittatura fascista di Benito Mussolini ebbe una parte volontaria nell’Olocausto, durante il quale si stima che più di un milione di zingari morirono come “subumani” di fianco al genocidio nazista eseguito contro gli ebrei. Le prime espulsioni di zingari da parte di Mussolini avvennero all’inizio del 1926. Adesso gli eredi politici del dittatore, i “post-fascisti” di Alleanza Nazionale, sono alleati di coalizione del governo Berlusconi. Se a qualcuno fosse sfuggito, quando in aprile Gianni Alemanno di Alleanza Nazionale fu eletto sindaco di Roma, i suoi sostenitori fecero il saluto fascista esclamando “Duce” (equivalente al Führer tedesco) e Berlusconi entusiasmato: Siamo la nuova Falange” (il partito fascista Spagnolo del generale Franco).
Vi sareste aspettati che questa settimana Berlusconi sarebbe stato chiamato a rispondere del suo orrido trattamento dei superstiti rom d’Europa da quei coraggiosi crociati per i diritti umani, George Bush e Gordon Brown, durante il vertice dei G8 a Tokyo. Nemmeno lontanamente. Martedì il portavoce di Bush ha chiesto un umile perdono al primo ministro italiano per un dossier americano che descriveva il “buon amico” Berlusconi come “uno dei più discutibili leaders italiani … odiato da molti”.
E’ stato lasciato ad altri di esprimersi contro questa eruzione di nudo, ufficialmente sanzionato razzismo. Organizzazioni cattoliche per i diritti dell’uomo hanno maledetto le impronte digitali di zingari perché “richiama ricordi dolorosi”. Il rabbino capo di Roma ha insistito che “deve essere fermato subito”. Gruppi di zingari hanno protestato, esibendo il triangolo nero che gli zingari erano obbligati a portare nei campi di concentramento nazisti, e attivisti contro il razzismo a Roma hanno protestato contro il trattamento degli zingari, iniziando a bombardare il Ministero dell’Interno con le proprie impronte digitali. Ma, considerando che l’establishment europeo da tempo ha chiuso un occhio sulla discriminazione e violenza anti-rom nella Repubblica Ceca, in Ungheria e Romania, così come sulle celebrazioni di unità SS che parteciparono all’Olocausto negli stati baltici, forse non una è una sorpresa che ignorino la vergogna che avviene ora in Italia.
Il resto di noi non può. Ci sono ragioni particolari per le quali l’Italia, negli anni recenti, è stata particolarmente vulnerabile alla xenofobia e campagne razziste – anche se la criminalità è effettivamente minore di quanto era negli anni ’90 (e più bassa del Regno Unito). La mole della recente immigrazione dai Balcani e dall’Africa, un mercato del lavoro insicuro e stagnante e il collasso di quel che fu precedentemente una potente cultura progressista e antifascista, tutto messo insieme, ha creato un’atmosfera particolarmente paurosa e individualistica, spiega la veterana italiana di sinistra Luciana Castellina.
Ma gli stessi fenomeni possono essere notati in varie gradazioni in tutta Europa, dove avanzano partiti razzisti e islamofobi: prendiamo il partito svizzero di estrema destra Swiss People’s Party, che martedì è riuscito a raccogliere sufficienti firme per indire un referendum per vietare i minareti in tutto il paese. Nel Regno Unito, come rivelava questa settimana su Channel 4 il film di Peter Oborne sull’islamofobia, una menzognera campagna mediatica e politica ha fomentato ostilità e violenze anti musulmane sin dalle bombe a Londra del 2005 – proprio come l’ostilità verso i rifugiati politici lievitò negli anni novanta. La degenerazione sociale e democratica raggiunta oggi in Italia può verificarsi ovunque nel clima attuale.
L’Italia ha una lezione in più per il Regno Unito ed il resto dell’Europa. La vittoria elettorale di Berlusconi ad aprile fu costruita sul collasso della fiducia nel governo di centro-sinistra di Romano Prodi, il quale si bloccò in un ristretto programma neoliberale e miserabilmente non riusci a soddisfare i suoi elettori. Nel frattempo, politici di centro-sinistra come Walter Veltroni, il precedente sindaco di Roma, assecondo’ invece di sfidare l’agenda xenofoba dei partiti di destra – chiudendo lui stesso campi di zingari e reclamando assurdamente che il 75% di tutti i crimini fossero commessi dai rumeni (in Italia spesso confusi con i rom).
Ciò che invece occorreva, come in altri paesi che conoscono immigrazione su vasta scala, era un programma pubblico per provvedere abitazioni decenti e posti di lavoro, frenare lo sfruttamento dei lavoratori immigrati e appoggiare lo sviluppo economico nei paesi europei vicini. Quella opportunità è ormai persa, perché l’Italia è stretta da un minaccioso spasmo retrogrado. La persecuzione degli zingari è la vergogna d’Italia – e un avvertimento per tutti noi.























Gli ultimi commenti.
Quest’articolo e’ particolarmente ridicolo, e’ particolarmente evidente in questo caso come il giornalista si sia limitato ad intervistare esponenti di estrema sinistra e si sia limitato a riportarne le opinioni, paurosamente ridicole, deliranti, da gettargli in faccia un secchio d’acqua gelata.
Che immigrati rumeni e nomadi (rom e sinti) abbiano tassi di delinquenza mostruosamente superiori alla media (fattori di diverse decine!) e’ un fatto statisticamente accertato. Chi vuole si documenti.
La soluzione e’ contrastare i criminali, non quella di regalar loro case e posti di lavoro privilegiati, come propone “la veterana italiana di sinistra Luciana Castellina”, esponente di Rifondazione Comunista: secondo la sua folle visione del mondo, si avrebbe l’assurdo che gli immigrati che non delinquono continuerebbero a far fatica a campare e quelli che lo fanno finirebbero per fare la bella vita sulle spalle dei contribuenti italiani. Classica soluzione idiota e criminogena tipica della sinistra.
In Italia non c’e’ nessuna persecuzione degli “zingari” o dei “rumeni”. C’e’ invece un generale fastidio verso i tassi di delinquenza tollerati nelle comunita’ nomadi e in quelle rumene, e verso la sinistra che giustifica l’attuale situazione. Dovrebbero essere gli zingari in primo luogo a cacciare a calci in culo i delinquenti dai loro campi; dovrebbero essere loro stessi a mandare i figli a scuola invece che ad elemosinare e a rubacchiare. Dovrebbe essere la Romania a collaborare per contrastare la criminalita’ rumena.
Farebbe bene il governo a contrastare il fenomeno. Il problema e’ che non lo sta facendo.
Le impronte saranno presto obbligatorie per tutti, almeno questo e’ un fatto positivo.
questa la devo raccontare perchè rappresenta bene la confusione che c’è sul tutto. Premetto che sono contrario a che siano prese le impronte digitali a tutti coloro che appartengono ad una etnia , colpevoli o innocenti. Chi racconta della zingara con 50 alias dice una sciocchezza, poichè a questa zingara le impronte andavano prese al primo reato ,quindi non è un motivo per prenderle indiscriminatamente a tutti gli zingari.
Oggi un mio conoscente ( con un padre che subi’ una condanna per truffa negli anni 90) insisteva che era giusto prendere a tutti gli zingari le impronte. Gli ho chiesto ; e se domani le prendiamo a tutti coloro che vivono in un quartiere degradato, pregiudicati ed incensurati ? Secondo lui ai fini della sicurezza andava bene. A questo punto non trovando altri ragionamenti efficaci , ma sapendo di questo neo famigliare ho ribattuto: e se poi dicono che tutti quelli che hanno avuto un famigliare in prigione devono dare le impronte ? Non ha risposto, non mi è sembrato offeso e mi pare abbia capito il concetto. Quindi , caro Staff proseguite pure con questa informazione sperando che la coscienza civica del Paese abbia a migliorare .
Non mi risulta che gli Italiani si siano indignati più di tanto in merito alla schedatura dei rom, bambini compresi. Non riesco nemmeno a capire se si siano resi conto di quanto razzismo trasudi il decreto. Confido nel Parlamento Europeo.
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