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Amici e favori: Berlusconi e le sue “fanciulle”

Pubblicato Mercoledì 9 Luglio 2008 in Inghilterra

[The Independent]

La predilezione del Presidente del Consiglio italiano per i bei faccini, cosa che normalmente solleva solo qualche risolino, potrebbe ora portarlo in tribunale.

Per anni, il settantunenne e perennemente abbronzato Presidente del Consiglio è riuscito a passarla liscia con il suo atteggiamento da sultano nell’harem e la stampa italiana, relegando tutto ciò a meri peccatucci personali, lo ha lasciato fare.

Ha cinto a sè bellezze della TV, nominando le più carine e meno qualificate donne ministro d’Europa, mandando loro bigliettini d’amore in Parlamento, mentre l’Italia si limitava a ridacchiare e a scuotere le spalle. Ora però i nodi stanno venendo al pettine.

I suoi sforzi nel procurare a belle attrici lavori in RAI, la tv di stato italiana, hanno innescato un’inchiesta per corruzione intrapresa ieri dai pubblici ministeri romani.

Lo sciame di bellezze di Berlusconi, o “piccole fanciulle” come preferisce chiamarle, include Antonella Troise, Elena Russo, Evelina Manna, Camilla Ferranti ed Eleonora Gaggioli. Le trascrizioni delle intercettazioni telefoniche a cui la stampa italiana ha dato grande risalto nelle recenti settimane rivelano un Presidente del Consiglio che fa gli straordinari per trovare alle cinque donne un lavoro in televisione, offrendo come “incentivo” favori finanziari.

Durante una telefonata con Agostino Saccà, direttore di Rai Fiction e coindagato nell’inchiesta di corruzione, il Presidente del Consiglio chiede aiuto in merito all’avvenente bionda Antonella Troise: “Quella pazza si è messa in testa che la odio, che io ho bloccato la sua carriera, fammi questo favore perché sta diventando pericolosa” implora Berlusconi.

Ad un produttore che ha esaudito le sue richieste dice entusiasta: “Senti, per le fanciulle mie ti ringrazio, le avete convocate, credo, tutte, quelle che vi ho dato? Vogliono fare le dive? Sono tutte Marylin Monroe!”

Il legale di Berlusconi non ha fatto nessuno sforzo nel negare l’autencità delle trascrizioni che hanno portato uno dei più accaniti oppositori del Presidente del Consiglio, l’ex pubblico ministero Antonio Di Pietro, ad accusarlo di essere un magnaccia “troppo impegnato a piazzare veline”, piuttosto che fare lo statista.

Ieri l’inchiesta è stata spostata dalla procura di Napoli a quella di Roma, dove i pubblici ministeri si occuperanno di verificare le accuse. Il reato, secondo l’ufficio del procuratore, non è stato quello di cercare di piazzare le attrici, bensì la corruzione implicata. Grazie alla sua duplice veste di leader politico e di maggiore imprenditore privato italiano del settore televisivo, presumibilmente prometteva a Saccà sostegno economico una volta che questi fosse rientrato nel settore privato.

Grazie al proprio ruolo politico e al suo impero mediatico, il Presidente del Consiglio controlla il 90% della televisione italiana e non è la prima volta che viene accusato di ingerenze in RAI. Durante il suo ultimo mandato, il direttore generale della tv di stato si dimise per protesta, ritenendo che la RAI fosse diventata semplicemente il destinatario delle richieste del governo Berlusconi.

Mentre l’ultima imbarazzante causa si dispiega, altre cattive notizie per il Berlusconi fanno capolino: un precendente flirt riemerge per perseguitarlo.

Sbattute sulle pagine de La Repubblica, quotidiano tendenzialmente di sinistra, ci sono asserzioni secondo le quali durante il suo ultimo mandato come deputato, Silvio Berlusconi fosse così preso da una giovane e carina presentatrice televisiva, che per ottenerne i favori, non solo la tempestò di regali costosi, ma le procurò lavoro ed ottenne promozioni per il marito dal quale questa era separata. E quando il marito, un funzionario del Sisde, minacciò di rivelare la relazione tra i due alla vigilia delle elezioni, il signor Berlusconi se lo comprò con un’altra promozione.

Anche se tutto ciò non dovesse scaturire in un’altra azione legale, i dettagli del caso rivelano la volontà del Presidente del Consiglio di flirtare non solo con giovani donne, ma anche con il ricatto.

Il 29 settembre 2003, a metà del secondo mandato come Presidente del Consiglio, il signor Berlusconi apparve su tutti i canali televisivi per pubblicizzare il suo progetto di riforma del sistema pensionistico. Virginia Sanjust di Teulada, al tempo una presentatrice in erba, presentò il programma agli spettatori di RAI UNO, l’equivalente della BBC1. Il mattino successivo il signor Berlusconi le mandò dei fiori e un bigliettino.

La presentatrice allora chiamò l’ufficio del Presidente del Consiglio per ringraziarlo, lasciando il suo numero di telefono. Dopo alcuni minuti il signor Berlusconi le telefonò per invitarla a pranzo. Secondo l’avvocato della signora Sanjust, fu il suo ex marito, Federico Armati, un agente segreto, che la persuase a chiamare il signor Berlsuconi, sperando di ottenere una promozione per sé e per due suoi amici.

Dopo il pranzo il Presidente del Consiglio invitò la sua ospite nello studio privato dove, allungandole un pacchetto contenente un braccialetto di diamanti, le chiese come avrebbe potuto aiutarla. La signora Sanjust gli disse allora che l’ex marito sperava in una promozione. In meno di due mesi il signor Armati veniva promosso.

Il signor Armati dichiarò poi che a partire dalla promozione, il signor Berlusconi e la signora Sanjust intrattennero ”un’intensa relazione” , durante la quale il Presidente del Consiglio la chiamava giornalmente, inondandola di regali costosi, invitandola nella propria villa in Sardegna e facendole conquistare il ruolo di presentatrice in un nuovo programma di RAI UNO.

La signora Sanjust aiutò il marito ad ottenere un’altra promozione e il conseguente aumento di stipendio, con l’intento di migliorare le condizioni di vita del figlio della coppia separata. Tuttavia, dopo un peggioramento dei loro rapporti a seguito di disaccordi sull’educazione del figlio, il signor Armati dichiarò di essere stato degradato a mansioni piu umili con un drastico taglio dello stipendio che passò da €4,481 a €1,800 al mese.

Successivamente, nel marzo 2006, alla vigilia delle elezioni, il signor Armati, fece una dichiarazione sugli eventi che lo coinvolgevano insieme alla signora Sanjust e al signor Berlusconi, minacciando di denunciare il parlamentare per “maltrattamenti e abuso d’ufficio”. Secondo quanto presentato dal legale di lei, Armati minacciava di “propagare pubblicamente la falsa notizia di una relazione amorosa tra la signora Sanjust e l’onorevole Berlusconi (…), minaccia che era allora particolarmente sentita per via dell’imminenza della campagna elettorale.”

Poco dopo il signor Armati si riprese in maniera spettacolare: nell’aprile del 2006, veniva promosso di nuovo con lo stipendio di €5,500 al mese. Fece quindi cadere le accuse a seguito di questa promozione, come egli stesso dichiara in una conversazione con la ex moglie, da lei segretamente registrato.

Il caso della showgirl, della spia e del Presidente del Consiglio è riemerso questa settimana quando il signor Armati ha presentato ai giudici una nuova versione dell’intera vicenda. Se questo porterà o meno ad un’azione penale è da vedere, certo è che solleva dubbi inquietanti sulla capacità di giudizio del parlamentare e sull’idoneità di Berlusconi a guidare il paese.

Ancora una volta, la terza, i suoi sforzi nel volersi presentare come lo statista che risolverà i problemi cronici dell’Italia, sembrano essere sommersi da una marea di intrallazzi.

Le credenze dei detrattori che lo accusano di usare il suo ruolo politico per proteggere se stesso da procedimenti penali sono ora nuovamente alimentate dalla spinta del governo alla formulazione di un decreto sulle intercettazioni in termini di “urgenza e necessità“. La legge, che dovrebbe entrare in vigore entro alcune settimane, imporrà dei limiti severi sulle intercettazione e sulla pubblicazione dei loro contenuti.

Ma quelle intercettazioni che sono ormai diventate di dominio pubblico, potrebbero causare a Berlusconi non solamente un bel mal di testa, ma ben altri problemi a casa, nelle vesti cioè della moglie Veronica Lario, che da tempo sopporta.

L’anno scorso lei lo rimproverò pubblicamente, scrivendo una lettera a La Repubblica, il giornale più odiato dal marito, domandando di scusarsi per aver flirtato in pubblico durante una cerimonia di premiazione con delle giovani e belle invitate. Si dice che abbia detto ad una di loro “se non fossi già sposato la sposerei subito”.

La signora Lario, una ex attrice di film di serie B, che sta con Berlusconi da quasi 30 anni, non ci è andata leggera: “Sono affermazioni che interpreto come lesive della mia dignità”.

Suo marito non fu certo imbarazzato e rispose a tono: “La tua dignità non c’entra, la custodisco come un bene prezioso nel mio cuore anche quando dalla mia bocca esce la battuta spensierata”. Ma i flirt sono continuati. Durante il discorso d’inizio del suo terzo insediamento come Primo Ministro, mandava bigliettini galanti a due colleghe parlamentari.

Sembra che nemmeno un pacemaker, un trapianto di capelli e il dover governare un paese riescano a calmare questo libertino. Nel caso i pubblici ministeri romani decidano di portare avanti le accuse nell’inchiesta che coinvolge le stelline della RAI, allora potremmo vedere presto un’altra lettera al Direttore della signora Berlusconi.

“Ci dispiace, signor Berlusconi”

Al termine del summit dei G8, Silvio Berlusconi manda baci allo staff dell’hotel e il Presidente George Bush lo imita.

Ma dietro le quinte, la Casa Bianca, imbarazzatissima, cerca di calmare le acque dopo aver distribuito alla stampa un’imbarazzante biografia del signor Berlusconi. Questi veniva descritto come “uno dei leader più controversi della storia di un paese conosciuto per corruzione governativa e vizio”. Si diceva, tra le altre cose, che Berlusconi era comparso sulla scena politica senza alcuna esperienza e che aveva usato la sua notevole influenza sui media nazionali per finanziare la propria campagna elettorale.

Al reclamo italiano, sono seguite le vili scuse ufficiali.

[Articolo originale di Peter Popham e Claire Soares]

Gli ultimi commenti.

  1. Lunedì, 14 Luglio 2008 alle 4:02 pm, Stecca 66 ha scritto :

    Non a caso siamo il paese al 40° posto come libertà di stampa,dopo Corea,Bulgaria,Benin,Namibia,Equador,Cile.

  2. Lunedì, 14 Luglio 2008 alle 3:49 pm, mara ha scritto :

    E meno male che i giornalisti sanno tutto! Informarsi è proprio il loro lavoro!
    La differenza tra i nostri giornalisti e quelli stranieri sta proprio nella libertà di poter esprimere fatti ed opinioni senza timore di perdere il lavoro (vedi il celebre Editto Bulgaro).

  3. Lunedì, 14 Luglio 2008 alle 3:30 pm, paolo-est ha scritto :

    Sanno tutto questi giornalisti! Specialmente quelli non italiani.Guai se non ci fossero.Andrebbero denunciati e condannati ai lavori forzati come si vede nei films americani.Smaltirebbero un pò di veleno(ed invidia?)Basta dar scandalo per ottenere visibilità sui loro compiacenti giornali senza contenuti.

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