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L’Italia vuole prendere le impronte digitali dei bambini rom

Pubblicato Domenica 29 Giugno 2008 in Danimarca

[Politiken]

Il Ministro degli Interni italiano ottiene uno stop dall’Unione Europea e dall’opposizione per il suo piano relativo alla schedatura delle impronte digitali di tutti i rom nel paese, compresi i bambini.

Il governo italiano ha intenzione di registrare le impronte digitali di tutti i rom. Anche i bambini devono essere schedati.

Un certo numero di organizzazioni critica la proposta, intravedendo una discriminazione razziale. Il governo italiano respinge tali accuse.

“Non sarà una schedatura etnica, bensì garantirà a questa minoranza dei diritti”, ha ribadito il Ministro degli Interni italiano, Roberto Maroni.

Occhio vigile sul trattamento dei rom

La Commissione Europea respinge l’idea che un paese possa discriminare un particolare gruppo etnico e prendere le loro impronte digitali. Tuttavia il portavoce della Commissione europea, non ha voluto commentare specificamente il caso dell’Italia.

L’Agenzia per i diritti umani della Comunità Europea, FRA, monitora costantemente come gli Stati membri dell’UE trattano le loro minoranze rom.

“Abbiamo una vasta gamma di progetti riguardanti i rom, che sono una delle maggiori sfide per i diritti umani nell’Europa di oggi”, ha detto il direttore dell’Agenzia, Morten Kjaerum, all’agenzia danese Ritzau.

Attualmente vivono in Italia tra i 100.000 e i 160.000 Rom, la metà dei quali provengono dai paesi dell’Europa orientale che sono recentemente entrati nell’Unione Europea.

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