In Italia forte mobilitazione contro l’eolico, un “business appetitoso” che distrugge il paesaggio.

[Le Monde]

Un’irruzione come un’altra in Sicilia. Otto persone sono state arrestate in Febbraio nella provincia di Trapani: sia imprenditori che uomini politici. I primi sono sospettati d’aver versato ai secondi delle tangenti in cambio d’autorizzazioni per installare delle pale eoliche sul territorio da loro amministrato.

Risultato, il presidente della regione, Raffaele Lombardo, ha bloccato tutti i progetti per la costruzione di nuovi parchi eolici: 139 cantieri sono in sospeso. Un produttore di pale eoliche, a Siracusa, si ritrova sull’orlo del fallimento, per mancanza di commesse.

Eletto un anno fa, il Sig. Lombardo, che ha avuto conflitti con la giustizia nel passato, ha deciso di interrompere la partita che si giocava tra proprietari di terreni, eletti locali e Cosa Nostra, la mafia siciliana. Il suo progetto: investire, nella trasparenza, 5 miliardi di Euro su cinque anni per fare della Sicilia un modello di produzione di energia da fonti rinnovabili , grazie in particolare al solare, dal quale spera di ottenere, alla fine, il 50% del consumo delle amministrazioni locali (scuole, comuni, ospedali…). Di passaggio a Palermo, in Marzo, il consigliere per l’energia di Obama, Jeremy Rifkin, ha accolto questo piano come una “rivoluzione”.

« Sono d’accordo per piccole torri di 15 metri per uso domestico, ma per le altre ci sarà bisogno di regole più ferree », insiste il Sig. Lombardo, che ritiene che con quattro raffinerie, la regione abbia già fatto molto per la causa dell’energia in Italia. La trasparenza finanziaria dei progetti, la presentazione dei certificati di proprietà in regola da parte degli installatori e l’effettiva messa in rete dell’energia prodotta sono ormai richieste. Di colpo, gli ecologisti vedono nel Sig. Lombardo il becchino di un’energia pulita, e gli avvocati degli imprenditori chiamati in causa hanno deposto decine di ricorsi presso i tribunali. “La pressione è enorme, ammette. Ho tanti nemici. Ma devo fare il mio dovere e il bene dei Siciliani.”

« Nuclearisti oggettivi »

L’eolico in Italia è un business appetitoso: 3700 torri sono già state installate, in gran parte nelle regioni del Mezzogiorno, le più povere, che producono meno dell’1% della domanda. La prospettiva, per i proprietari, di affittare i loro terreni, e per le amministrazioni locali di percepire dei contributi, ha permesso un rapido sviluppo dell’attività. Il governo italiano “sponsorizza” la produzione dell’elettricità all’altezza di 18 centesimi di Euro al kWh contro i 6 centesimi in Gran Bretagna o in Danimarca. Secondo Giuseppe Zollino, professore d’ingegneria elettrica all’università di Padova, questi incentivi potrebbero raggiungere la somma di 20 miliardi di Euro all’orizzonte 2020, se lo Stato si impegna a mantenere la promessa di produrre il 5% dell’energia consumata grazie all’eolico.

In questo contesto si è appena svolto, a Palermo, un seminario intitolato « Il paesaggio deturpato” organizzato dall’associazione Italia Nostra. Tutti i partecipanti erano contrari all’eolico e hanno mostrato i danni al paesaggio italiano. Da invitato, l’ex presidente della Repubblica (francese, N.d.T.) Valéry Giscard d’Estaing ha evocato la “fragilità del paesaggio dell’Europa del Sud” in presenza di queste “foreste rotanti”, denunciando “le lobby finanziarie” che hanno messo mano su queste attività, elogiando l’energia solare, “il futuro”, e il nucleare, “un’energia pulita”.

E’ la contraddizione nella quale discutono gli anti-eolici italiani. Come condannare in nome della la bellezza un’energia pulita senza sembrare sostenere il ritorno in Italia al nucleare che il parlamento si appresta a votare? L’Italia, che dipende dalle importazioni d’energia all’80% ha appena sottoscritto un accordo con la Francia per la costruzione di otto centrali da qui al 2030. Per Legambiente, la più importante associazione ecologica italiana, i partecipanti del seminario di Palermo sono “dei nostalgici di un’Italia perduta” e dei “nuclearisti oggettivi”.

Gli avversari dell’eolico, che sanno che la loro battaglia è ancora impopolare, hanno l’asso nella manica. L’articolo 9 della Costituzione italiana stabilisce che “Lo stato protegge il paesaggio tale quale è”.La bellezza può essere oggetto d’una battaglia costituzionale? Sì, secondo il consigliere di Stato Giuseppe Severini, per il quale “il paesaggio fa parte del patrimonio culturale” degli Italiani.

[Articolo originale "Forte mobilisation en Italie contre l'éolien, un "business juteux" qui "détruit le paysage"" di Philippe Ridet]

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4 commenti per In Italia forte mobilitazione contro l’eolico, un “business appetitoso” che distrugge il paesaggio.

  • Cristian

    Gli interventi contro le infiltrazioni mafiose, tangenti e quant’altro in questo campo sono più che sacrosante, ma l’impatto ambientale (non solo quello visivo) di una sola centrale nucleare è sicuramente maggiore di quello di migliaia di torri eoliche sparse nel territorio. Se vogliono davvero salvaguardare l’ambiente Italiano bisogna scendere a qualche compromesso con l’eolico nonostante il forte impatto visivo, restando naturalmente nel campo della legalità.

  • Roberto

    ‘…il paesaggio fa parte del patrimonio culturale’
    … sono disteso a terra e mi tengo la pancia dal ridere!!!
    A parte il fatto che queste pale sono installate dove c’è più vento, per cui non sarebbero messe, tipo, a Piazza dei Miracoli a Pisa, dov’è il rispetto per il paesaggio e soprattutto per la nostra cultura, dove i verdi non sanno cosa vogliono e dove l’Unione Europea vuole uniformarci/sottometterci al volere di qualcuno?

  • Enrico

    Veramente che ‘il paesaggio fa parte del patrimonio culturale’ è una dato riconosciuto, molti paesaggi e riserve naturali sono tutelate dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità…..

  • frenk

    quale è la differenza tra doppi vetri e doppi infissi :
    i doppi vetri non risolvono il problema del risparmio
    energetico per il motivo che rimangono circa 40 centimetri
    dove viene alloggiata la tapparella di spazio aperto dove entra
    freddo e caldo invece con i doppi infissi si forma una camera
    ad aria e non passa nè caldo nè freddo .
    Ho calcolato che se tutti avessero gli infissi avremmo un risparmio
    energetico pari a tutta l’energia eolica prodotta in Italia .
    Comunque tenere sempre una finestra che si apra allo spostamento
    dell’aria per difenderci da eventuali terremoti .
    Non capisco come nessun politico abbi proposto una legge
    sul risparmio energetico sulle nuove costruzioni .

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