L’Italia fa pressioni sulla Libia affinché blocchi i clandestini

[Libération]

Naufragio. 250 migranti sono scomparsi domenica nel Mediterraneo.

Con la firma solenne, il 2 marzo, della pace con la Libia del colonnello Gheddafi, il capo del governo italiano, Silvio Berlusconi, pensava di aver definitivamente voltato la pagina di un pesante contenzioso coloniale tra i due paesi, posto le basi di una cooperazione economica e immaginava di essersi già sbarazzato della questione della partenza dei barconi carichi di clandestini in direzione di Lampedusa e della Sicilia.
In cambio di 4 miliardi di euro come risarcimento per il passato, la maggioranza di destra sperava che Tripoli bloccasse sulle sue coste i possibili emigranti. Per ora, i battelli di fortuna continuano a prendere il largo, provocando nuove tragedie. Domenica, il naufragio di una barca ha causato almeno 21 morti al largo della Libia. “Un’imbarcazione che trasportava 257 immigrati è affondata, 23 persone sono state salvate e 21 corpi ripescati”, ha specificato l’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni. Gli altri passeggeri sono considerati scomparsi.
Secondo un’agenzia di stampa del Cairo, i clandestini, in maggioranza di nazionalità egiziana, sarebbero partiti da un piccolo borgo alla periferia di Tripoli. Dopo tre ore di navigazione, la loro imbarcazione sarebbe affondata a trenta chilometri dalla riva. Si tratta di uno dei più terribili drammi dell’immigrazione nel Mediterraneo di questi ultimi anni. Inoltre, i guarda coste libici avrebbero perso le tracce di altre due imbarcazioni senza che fosse possibile determinare se si trattasse di pescherecci o di barche piene di immigrati. Infine, circa 400 stranieri sono giunti nel corso delle ultime ore sulla costa orientale della Sicilia e più di 220 sono sbarcati sull’isola di Lampedusa. In totale, nel 2008, 36 000 persone sono arrivate per mare in Italia dall’Africa del Nord.
“Sono convinto che, a partire dal 15 maggio, data nella quale l’accordo con i libici entrerà in vigore, il problema degli sbarchi sarà risolto”, ha assicurato lunedì Roberto Maroni, il ministro italiano dell’Interno e dirigente della Lega Nord, partito che ha fatto della lotta contro l’immigrazione clandestina uno dei suoi cavalli di battaglia. Secondo lui, le pattuglie miste italo-libiche, a bordo di sei vedette, dovrebbero “permettere di chiudere l’ingresso del canale di Libia”. “L’accordo con Tripoli è un fallimento completo”, ha replicato Silvana Mura, deputata dell’opposizione. “Non soltanto le coste italiane continuano ad essere oggetto di sbarchi di clandestini, ma il Mediterraneo si trasforma in un enorme cimitero”. “Gli sbarchi dalla coste libiche non possono avvenire senza la connivenza delle autorità locali”, ha affermato il centrista Rocco Buttiglione. Ma come ricordato dalla Comunità di Sant’Egidio: “Le difficoltà crescenti che incontrano gli immigrati per arrivare in Europa li spingono a intraprendere viaggi sempre più rischiosi”.

[Articolo originale "L’Italie presse la Libye de bloquer les clandestins" di Eric Jozsef]

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