[The Independent]
Forse, quando l’architetto Daniel Libeskind ha presentato i suoi grandiosi piani per un museo d’arte e una torre di uffici disegnati con l’intento di suscitare orgoglio civico nel cuore di Milano, non si sarebbe dovuto stupire quando il Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi, solito alle figuracce, ha detto che la struttura incurvata emanava un “senso d’impotenza” perché non è abbastanza virile.
Ma Libeskind, un americano nato in Polonia, si è adirato al punto che ha accusato Berlusconi di essere uno xenofobo che propone politiche “ripugnanti”, secondo il giornale “The Art Newspaper“. La guerra di parole è culminata con la rinnovata minaccia del premier questo mese di ritirare i permessi per il museo.
La diatriba è cominciata con Berlusconi che ha fatto un commento improvvisato sul disegno della torre di Libeskind, parte del quartiere Fiera Milano. Il grattacielo, che dovrebbe essere situato tra gli edifici progettati dall’architetto britannico Zaha Hadid ed il suo collega giapponese Arata Isozaki, si incurva drammaticamente, una caratteristica che non piace a Berlusconi.
Parlando al quotidiano italiano “Corriere della Sera”, ha espresso la sua contrarietà attraverso una serie di spensierate allusioni sessuali.
Lo scrittore Umberto Eco è intervenuto a sostegno delle parole di Berlusconi dicendo: “Milano è piena di persone con il membro storto. Vuol dire che prenderà il Viagra”.
I critici del progetto speravano che l’intervento del Primo Ministro italiano potesse indurre Libeskind a raddrizzare un po’ il suo progetto. Ma il premiato architetto, che ha progettato l’Imperial War Museum di Manchester, il Museo Ebraico di Berlino ed un nuovo edificio a Manhattan sul sito del World Trade Center, è passato al contrattacco in un’intervista allo stesso giornale comparando l’avversione di Berlusconi all’ideologia fascista.
“Nell’Italia fascista tutto ciò che non era ‘dritto’ era considerato ‘arte perversa’” ha detto Libeskind. “La mia torre è ispirata al lavoro di Leonardo da Vinci e alla grande tradizione italiana. [Berlusconi] non ha il tempo o la capacità di studiarli.”
Alcuni pensano che il Primo Ministro possa rimettere in discussione la licenza edilizia.
Vittorio Sgarbi, ex assessore della Cultura della città di Milano, ha dischiarato al periodico italiano “Il Giornale dell’Arte”: “Non credo che il Primo Ministro lo lascerà procedere con il grattacielo o il museo finchè non si scusa.”
Una portavoce dei progettatori della Fiera di Milano ha detto di ritenere che il progetto stia procedendo come previsto.
Non è la prima volta che la lingua lunga di Berlusconi gli procura nemici. All’inizio della presidenza italiana dell’UE nel 2003, ha detto ad un deputato EU tedesco che sarebbe stato perfetto per recitare la parte di kapò in un film nazista, mentre in occasione del lancio della sua campagna elettorale 2006 si era paragonato a Gesù, irritando i cattolici.
E sulla scia dell’11 settembre, ha suggerito che l’Islam fosse una religione arretrata che dovrebbe essere “conquistata” dall’Occidente.




















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Mi meraviglio che ilvio non abbia suggerito una sua ricetta personale. Mettiamo il Viagra nel cemento!
Ma no, vedrai che adesso il Presidente Pappone telefona a Libeskind e gli propone qualcuna delle sue mirabili oche per raddrizzare la torre…