Il tribunale europeo condanna l’Italia per la sua Golden Share in Enel, Telecom Italia e Eni

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Il Tribunale di Giustizia europeo ha condannato l’Italia per le “azioni d’oro” [Golden Share, ndt] che lo Stato italiano detiene in alcune delle principali aziende del paese, tra cui Enel (che controllerà il 92% di Endesa), Telecom Italia (di cui Telefonica ha partecipazioni), la petrolifera ENI e Finmeccanica.

Per il Tribunale europeo l’Italia ha violato le regole del Trattato dell’Unione Europea sulla libera circolazione dei capitali e sulla libertà dell’organizzazione [establishment, ndt] delle aziende. Nel mirino del Tribunale c’è il decreto del 2004, emesso dal precedente governo di centro destra di Silvio Berlusconi, che ha inserito negli statuti delle aziende, la cosiddetta “golden share”.

Secondo il Tribunale europeo, il decreto è formulato “in modo generico e impreciso”. Per questo, secondo i giudici, esiste un pregiudizio per gli investitori che non sanno quando saranno applicate le concessioni delle “azioni dorate” [Golden Share, ndt] cosicché i criteri fissati “non sono fondati su condizioni oggettive e controllabili”.

È incompatibile con il diritto comunitario anche l’affermazione secondo la quale “il potere di veto debba essere esercitato solo in conformità con il diritto comunitario e la circostanza che il suo esercizio possa essere sottoposto al controllo del giudice nazionale”.

Tra i poteri speciali che la “golden share” riserva allo Stato italiano, c’è la possibilità di opporsi all’acquisto da parte degli investitori di pacchetti azionari che rappresentano almeno il 5% dei diritti di voto, oltre alla possibilità di porre il veto alle delibere che riguardano lo scioglimento dell’azienda, le fusioni, le scissioni o le modifiche nello statuto delle compagnie.

[Articolo originale "El Tribunal europeo condena a Italia por su 'acción de oro' en Enel, Telecom Italia y ENI" di Graziella Ascenzi]

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Traduzione di:
Federica  D’andreaGran Bretagna Federica D’andrea
Laureata in Lingue e Civiltà Orientali all’Orientale di Napoli (arabo e somalo). Da sempre interessata alla storia del Nord Africa e del Medio Oriente e con la passione per il giornalismo, da qui la sua fuga dall’Italia! Attualmente vive e lavora a Londra e traduce articoli dallo Spagnolo
Revisione di:
Amina IacuzioPatrick Laterza