Vecchi ostacoli e una nuova crisi colpiscono l’economia italiana che arranca

[Chinaview]

Pechino, 11 marzo – L’Italia, che a lungo ha sofferto di ridotta crescita economica dovuta al protrarsi di ostacoli tradizionali, è caduta in una recessione economica da quando è scoppiata lo scorso anno la contagiosa crisi finanziaria.

Gli analisti affermano che l’attuale recessione potrebbe durare per un periodo considerevole nel paese mentre si combatte contro ostacoli vecchi e tradizionali che impediscono il suo sviluppo e si prova a superare la crisi economica.

I limiti tradizionali dell’economia

L’Italia ha goduto di una crescita vigorosa a metà degli anni novanta e diventò uno dei primi undici paesi della zona Euro. Tuttavia, alla fine degli anni novanta cadde in recessione, e durante la maggior parte di questi anni la sua crescita economica è stata minore rispetto alla media europea.

Nel 2005 l’Italia ebbe i peggiori dati economici dei paesi dell’Eurozona: crescita zero nel PIL e un deficit di PIL salito fino al 4,1%. Nel 2006, grazie alle Olimpiadi Invernali di Torino, ci fu una crescita dell’1,9% del PIL, mentre sia il Regno Unito che la Germania crebbero del 2,7%. Nel 2007 il PIL italiano crebbe dell’1,5%, mentre quello dell’Unione Europea crebbe del 2,9%.

L’Italia ha affrontato una serie di problemi che hanno rallentato il suo sviluppo.

In primo luogo, invece di avere un grande numero di aziende multinazionali di respiro internazionale come le altre economie di scala equivalente, la principale forza economica italiana era la sua larga base di piccole e medie aziende, che generalmente subivano alti costi della manodopera. Mentre i paesi in via di sviluppo approfittavano del basso costo delle materie prime e della manodopera, i loro prodotti, sebbene a volte accusati di essere di scarsa qualità, colpivano negativamente le compagnie locali.

Per tagliare costi e ottenere maggiori profitti, le piccole e medie imprese italiane cominciarono a investire in Europa dell’est e Asia, spostandovi i loro stabilimenti di produzione, cosa che portò a una diminuzione di posti di lavoro, un aumento della disoccupazione e una maggiore pressione sulla spesa pubblica nel paese.

Secondo, l’Italia ha subito il formarsi di un considerevole divario economico fra le sue regioni del nord e del sud. Nel 2007 il reddito medio annuo nel sud era solo il 75% di quello del nord. Per poter stimolare lo sviluppo economico, il governo italiano ha continuato a investire nel sud, cosa che, con sua delusione, ha sortito pochi effetti.

Terzo, l’Italia non è competitiva in settori tecnologici come le industrie delle biotecnologie, dell’elettronica e dell’informazione. Ciò ha reso più difficile lo sviluppo delle sue industrie ad alto valore aggiunto e le ha rese meno competitive nell’economia della conoscenza.

Inoltre gli analisti affermano che l’enorme debito pubblico del paese in Europa e la corruzione governativa abbiano contribuito al declino della sua economia.

Dure sfide in futuro

Mentre la crisi finanziaria si diffondeva in tutto il mondo, l’Italia non poteva sfuggire. È entrata in recessione — definita come due quadrimestri di crescita negativa in fila — nel terzo quadrimestre dell’anno scorso.

L’Italia ha subito una contrazione del PIL dell’1% nel 2008, il che è stato più grave della contrazione dello 0,6% prevista dal governo e la peggiore dal 1975, ha affermato l’Istat la settimana scorsa.

La contrazione è stata largamente dovuta a una caduta del 3,7% nelle esportazioni, un caduta del 3% negli investimenti e una caduta dello 0,5% nei consumi.

La contrazione record dell’1% del PIL nel 2008 ha fatto crescere il debito pubblico del paese e ha diminuito il suo surplus primario, afferma l’Istat.

E’ previsto che il deficit del paese per il 2008 cresca fino al 2,7% del PIL, dal 2,6% previsto dal governo. Nel frattempo il suo surplus primario è diminuito al 2,5% del PIL nel 2008, dal 3,5% nel 2007, ha affermato l’Istat.

Presi nella crisi economica, gli italiani hanno dovuto cambiare il loro stile di vita. Secondo il rapporto “Italia 2009″ redatto dal centro studi Eurispes, oggi il 76% di italiani ha cambiato il proprio stile di vita, tagliando spese come regali, ristoranti, svago e vacanze.

Alcuni pensavano che la crisi per l’Italia non sarebbe stata così distruttiva come per altre nazioni. “Vedrete che ci solleveremo da questa crisi mentre altri paesi sprofonderanno più velocemente,” ha dichiarato a gennaio il Ministro per l’Economia italiano Giulio Tremonti.

Tuttavia, gli ostacoli “tradizionali” esistono ancora e potrebbero avere un impatto più grave sul paese nell’attuale clima di crisi finanziaria. La prospettiva sembra ancora più tetra e oscura per alcuni osservatori.

Martedì l’Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo (OECD) ha affermato che la situazione dell’Italia quest’anno e l’anno successivo sarà “molto peggiore” di quanto previsto precedentemente, e i dati economici di quest’anno potrebbero essere i più esorbitanti fra i suoi 30 membri. L’OECD afferma che l’Italia non emergerà dalla sua attuale recessione fino a “un certo punto” del 2010.

Anche il Fondo Monetario Internazionale concorda che l’Italia stia affrontando un momento difficile. Nel suo rapporto sul paese distribuito all’inizio dell’anno, l’IMF afferma che la possibilità che la recessione economica dell’Italia si protragga fino al 2010 “non può essere esclusa”.

“In linea con il resto della zona euro, l’Italia è stata severamente colpita dal deterioramento dell’ambiente economico” ha affermato l’IMF. “La recessione economica si sta intensificando e, mentre ci si aspetta un recupero graduale nel 2010, la possibilità che si prolunghi non può essere esclusa” continua.

Il vice direttore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha affermato mercoledì che il PIL italiano nel 2009 potrà diminuire fino al 2,6%, una cifra molto peggiore di quella del 1975.

Il governo italiano ha preso diverse misure per affrontare la crisi economica.

Il comitato economico del governo, il CIPE, ha approvato venerdì un programma di lavori pubblici per aiutare a superare la crisi mondiale. Il piano, che è finalizzato a stimolare l’economia e a creare posti di lavoro, prevede 17,8 miliardi di euro (23,1 miliardi di dollari), di più degli originari 16,6 miliardi (21,6 miliardi di dollari), che saranno principalmente investiti in infrastrutture.

Il governo ha anche aiutato le famiglie a pagare i mutui e ad acquistare beni durevoli.

Nonostante le banche italiane non sembrino essere state colpite direttamente dalla crisi creditizia, che è iniziata nel settembre 2007 per poi peggiorare nella seconda metà del 2008, il governo sta considerando se nazionalizzare le banche del paese in caso di emergenza.

Nel frattempo, mentre affronta la difficile crisi finanziaria del nuovo secolo che ha colpito quasi ogni angolo del pianeta, l’Italia deve ancora percorrere molta strada per trovare soluzioni che affrontino i suoi tradizionali problemi.

[Articolo originale "Old obstacles, new crisis hits Italy's lagging economy" di Wang Yunjia]

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4 commenti per Vecchi ostacoli e una nuova crisi colpiscono l’economia italiana che arranca

  • matteo

    devo ancora capire tutti quei miliardi di euro con cui si sciacquano la bocca in parecchi sti giorni da dove vengono?
    più che altro, ci sono?

  • Gigggi

    piuttosto i cinesi dovrebbero iniziare a capire loro come investire i propri soldi,senza sprecarli nei buoni del tesoro americani.in italia molto è evaso e quello che aumenta è proprio l’evaso,addirittura il pil italiano potrebbe essere di 1/3 +alto di quello ufficiale se facessero una decente lotta all’evasione.le piccole e medie imprese sono migliori delle grandi multinazionali fallite Usa o inglesi che arrancano spaventosamente.l’unico problema italiano è la sinistra che non ci fa fare niente e ci blocca tutti i cantieri.finché non muore la sinistra estrema l’italia non andrà avanti!

  • fab

    Il problema dell’italia sono gli italiani, basta leggere il commento che da la colpa dell’italia all’estrema sinistra (manco presente in parlamento) per capire il livello medio.
    Non c’e’ nulla da fare e’ una guerra persa, tutti con il cervello lavato dalla televisione

  • stecca 66

    @ Gigggi
    La decente lotta all’evasione Visco l’aveva messa in atto…
    http://news.kataweb.it/item/328045/visco-caccia-gli-evasori-la-destra-lo-attacca,ma si sa qualcuno si è scocciato…
    Le piccole e medie imprese saranno costrette a chiudere,purtroppo se andiamo avanti di questo passo,per colpa delle multinazionali,non ultimo l’imminente taglio di 150 operai all’Acqua Vera.
    Sostieni che la sinistra(quella estrema tra l’altro non presente in parlamento)sia il bastone tra le ruote dell’Italia…spiegami portando degli esempi,perchè onestamente mi sembra che Berlusconi abbia campo libero..

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