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Berlusconi e la magistratura si posizionano sulle linee di battaglia

Pubblicato Domenica 6 Luglio 2008 in Francia

[Agence France Presse]

I giudici italiani, di nuovo in lotta contro gli attacchi del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, stanno minacciando uno sciopero per contestare i profondi tagli proposti al loro stipendio. “Ci stiamo dirigendo verso la distruzione del sistema giudiziario,” ha detto Luca Palamara, il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati italiana, dopo una votazione quasi unanime lo scorso sabato.

Il gruppo ha proclamato uno “stato di agitazione” - un avvertimento formale che può precedere uno sciopero - pubblicandolo sul loro sito internet.

Le misure “drastiche” proposte nel bilancio preventivo del 2009 potrebbero decurtare del 40% gli stanziamenti del sistema giudiziario, e causare un “deterioramento senza precedenti degli stipendi dei magistrati fino ad arrivare ad una sostanziale paralisi dell’istituzione,” ha detto il magistrato.

Berlusconi, 71 anni, eletto Presidente del Consiglio in aprile per un terzo mandato, ha più volte accusato “le toghe rosse,” in particolare quelle della sua Milano, di condurre una caccia alle streghe contro di lui.

Il miliardario che si è fatto da solo, colpito da diversi processi collegati al suo impero mediatico a partire dalla metà degli anni novanta, ha affrontato accuse che includono la corruzione, la frode fiscale, il falso in bilancio e il finanziamento illegale ai partiti, ma non è mai stato dichiarato colpevole con sentenza definitiva.

E’ sfuggito a molte delle accuse con l’aiuto di leggi concepite da lui stesso durante il suo mandato dal 2001 al 2006, affermano i suoi detrattori.

Durante il suo arrivo a Tokyo, domenica, per presenziare al G8 in Giappone, Berlusconi ha liquidato quella che per lui è “una piccola fazione… che continua a tentare di sovvertire il risultato delle elezioni”.

Il mese scorso Berlusconi ha proposto un emendamento che sospenderebbe decine di migliaia di processi per un anno, una mossa che i magistrati hanno detto causerebbe “una disfunzione molto seria nel meccanismo delle procedure penali”.

La legge è stata approvata dal Senato ed è previsto che passi facilmente alla Camera dei Deputati, dove Berlusconi gode di una maggioranza più che sufficiente.

Il provvedimento è stato presentato come un metodo per accelerare l’iter giudiziario in quei casi prioritari come i processi di mafia, ma i detrattori hanno avuto facile gioco nel sottolineare che Berlusconi stesso beneficerebbe del disegno di legge perché metterebbe fuori gioco un processo in corso contro di lui.

L’avvocato di Berlusconi, Niccolò Ghedini, ha detto che il Presidente del Consiglio è “sotto l’attacco costante dei magistrati”.

Ghedini ha affermato che questo mese, al Presidente del Consiglio, è stato chiesto di presentarsi otto volte in vari processi compreso quello in cui è accusato di aver dato 600.000 dollari (380.000 euro) al suo avvocato inglese David Mills, in cambio di una falsa testimonianza in due processi che risalgono agli anni novanta.

L’Associazione dei Magistrati si oppone anche ad altre manovre legislative da parte di Berlusconi, largamente considerate “ad personam”. Tra queste, una proposta di legge che garantirebbe l’immunità dai processi alle quattro cariche italiane più importanti, compresa quella di Presidente del Consiglio.

Tra le manovre oggetto di critica da parte dei magistrati c’è anche la proposta di legge per mettere un freno all’uso delle intercettazioni telefoniche nelle investigazioni, e che prevede pene severe per chi ne pubblica le trascrizioni.

Berlusconi, vittima lui stesso di intercettazioni relative ad una serie di scandali per corruzione, ha ottenuto l’approvazione del Governo su un disegno di legge che limita l’uso delle intercettazioni a quei processi che prevedono crimini punibili con più di 10 anni di prigione. La soglia precedente era di cinque anni.

La regola dei dieci anni avrà numerose eccezioni, in particolare nei casi di corruzione, tratta di esseri umani e pedopornografia.

I provvedimenti sulla legalità saranno al centro di una manifestazione anti-berlusconiana martedì, a Roma, indetta dall’importante filosofo italiano e direttore editoriale Paolo Flores D’Arcais.

[Articolo originale]

Gli ultimi commenti.

  1. Mercoledì, 9 Luglio 2008 alle 8:59 am, Costantini Marco ha scritto :

    I giudici italiani, di nuovo in lotta contro gli attacchi del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi…?ma dove siamo? La magistratura,LA LEGGE che si DIFENDE da un singolo cittadino che taglia gli stipendi per insultare chi lo accusa?ma mettetelo dentro e facciamola finita… BRANCO DI PECORONI!!!!

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