[The Times]
Il progetto italiano di schedatura delle impronte digitali dei bambini Rom è messo in discussione dalle organizzazioni dei diritti umani.
I parlamentari italiani sono messi sotto pressione dalle agenzie internazionali, affinché rifiutino di confermare l’esistenza di uno stato di emergenza, usato dal Governo Berlusconi per introdurre le impronte digitali. Amnesty International ritiene che le misure violino almeno due articoli della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo – il diritto ad una vita privata e alla non discriminazione.
Ma un azione legale presso la Corte Europea dei Diritti Umani impiegherebbe anni prima di giungere ad una conclusione e l’unico modo immediato di fermare la campagna del rilevamento delle impronte sarebbe quello di convincere i Parlamentari italiani di respingere il pacchetto di sicurezza del Governo, quando se ne discuterà in Parlamento questo mese.
Le pressioni più esplicite provengono dal Consiglio d’Europa, l’organismo per la tutela dei diritti creato dopo la Seconda Guerra Mondiale, e che presiede la Corte dei Diritti Umani di Strasburgo. Thomas Hammerberg, commissario del Consiglio d’Europa per i diritti umani, ha visitato un campo Rom a Roma lo scorso mese e ha detto che le autorità stavano usando gli stessi metodi usati da Mussolini negli anni ‘30. ”Si tratta di metodi che ricordano le misure adottate in passato e che hanno portato alla repressione dei Rom” ha detto. ”Il problema dei Rom è ampiamente diffuso in Europa: casa, salute, educazione, occupazione, rappresentanza politica . . . Ma da tanto tempo in Italia i Rom sono divenuti il simbolo di qualcosa di indesiderato.”
Un portavoce del Consiglio Europeo si è detto preoccupato del fatto che l’Italia non abbia un difensore civico per i diritti umani, come il Commissario per l’Infanzia in Gran Bretagna, che avrebbe potuto muovere delle critiche alla proposta di legge prima che fosse stata adottata. ”In Italia manca un azione indipendente di valutazione della legislazione sotto il profilo dei diritti umani, che è invece presente in Spagna o Francia” ha detto il portavoce. ”Il parlamento ha 60 giorni per approvare il pacchetto, per cui entro la fine del mese di luglio approverà o respingerà le proposte avanzate dal Governo.
Amnesty International ritiene che le misure siano in contrasto con gli articoli 8 e 14 della Convenzione europea sui diritti umani. Natalia Alonso, ricercatrice dell’ufficio europeo di Amnesty, ha dichiarato: “I decreti del governo italiano si riferiscono a casi di emergenza; dovrebbero essere riservati per le catastrofi naturali. E’ discriminatorio utilizzare questo metodo per identificare persone che comunque sono per la maggior parte italiane.
Valerio Neri, direttore di Save the Children Italia, ha detto che l’organizzazione ritiene che i piani sono in chiaro conflitto con la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del bambino (CRC), ratificata in Italia nel 1991. Egli ha aggiunto: “Questa situazione obbliga le parti ad adottare tutte le misure atte a garantire che il bambino venga protetto contro tutte le forme di discriminazione o di punizione sulla base dello stato, le attività, i pareri espressi, o le convinzioni dei genitori, tutori legali o membri della famiglia.”
I deputati discuteranno il progetto di schedatura delle impronte lunedì, chiedendo alla Commissione europea di assicurare che la questione “sia trattata in conformità alle norme europee in materia dei diritti umani e delle libertà fondamentali”.




















(2 voti, media: 4,00 su 5)
Sarebbe il caso di rilevare anche il DNA,le sole impronte non garantiscono che siano figli legittimi.
Sparicono troppi bambini in Italia e in Europa.
è vero molti bambini spariscono e molte persone che vivono neicampi rom non sono brava gente.cmq sia non è razzista prendere le impronte per salvaguardarci, lo è prenderle solo a queste persone, a questa “razza” che questo stupido decreto farebbe diventare. abbiamo tanta paura di una minoranza, quando a un passo da casa ci ritroviamo la mafia o la camorra che rendono le nostre vite un incubo. se si devono prendere, che si prendano a tutto il popolo italiano
Ma lo scopo del programma prevede una ”pulizia” generale, percui le impronte ai Rom avranno piu’ ‘’successo” nello scovare quelli che non hanno il permesso di soggiorno. La scusa ”ah si! e’ solo una normale prassi che pratichiamo a tutti” e l’altra scusa del censimento, non avrebbero lo stesso risultato se le impronte venissero prese a tutta la popolazione. Gran bella trovata aprire prima le porte del nostro paese a tutti, per poi mandare via la gente. Il problema non e’ tanto l’espulsione di chi non e’ in regola, a conti fatti anche in altri paesi e’ cosi, ma il modo in cui lo si fa. Se il governo fosse davvero serio questo genere di controlli li farebbe sempre, ma apparentemente si preferiscono i colpi di scena. Un vero peccato per un Bel Paese, ma tant’e'…
Per chi non ha fissa dimora,non c’è attualmente soluzione migliore; rom o chiunque altro, non deve essere una questione di razza e basta, ma di identificazione della persona per qualsiasi evenienza;incidenti d’auto(assicurazione),risse,furti,contratti d’acquisto,e altro.
Ma che le prendessero a tutti ’ste benedette impronte, così facendo la manovra assumerebbe una sapore nettamente meno razzista.
aiuto vivo in uno stato razzista e fascista anzi che dico nazzzzista con 4 z da quando sono nato giro con un pezzo di carta dove sono riportati i miei dati personali (documento di identità) poi mi hanno appioppato un tesserino con foto per accedere al posto di lavoro ( ingressi e uscite sono registrati) poi mi hanno dato un tesserino per avere diritto alle prestazioni sanitarie, uno per i movimenti in denaro, uno per guidare uno per………ecc, ecc, sono daccordo è profondamente ingiusto cercare di avere un mezzo per identificare con certezza gli zingari, continuiamo a permettergli di fare liberamente i fatti propri senza nessun freno aumentiamo le tasse ( che paghiamo solo noi) per permettergli di vivere in campi da distruggere.
Concordo con il commento di Carlo