[Reuters]
Il governo italiano ha dichiarato lo stato di emergenza per il sito archeologico di Pompei, nel tentativo di salvare uno dei più importanti tesori del mondo culturale, da decenni in stato di abbandono.
In una dichiarazione il ministero ha detto che verrà nominato un commissario speciale per Pompei, l’antica città romana sepolta da un’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., ora patrimonio culturale mondiale dell’UNESCO.
“Definire la situazione intollerabile non è abbastanza”, ha detto il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi, che ha avuto l’incarico sotto il nuovo governo conservatore di Silvio Berlusconi nel mese di maggio.
Archeologi e storici dell’arte si sono a lungo lamentati per la scarsa manutenzione di Pompei, gravata dalla mancanza di investimenti, la cattiva gestione, i rifiuti e il saccheggio. Inoltre, guide turistiche fasulle, parcheggiatori illegali e cani randagi disturbano i visitatori.
Circa 2,5 milioni di turisti visitano ogni anno Pompei, il che rende dell’Italia uno dei principali luoghi di interesse turistico, e molti hanno espresso sgomento per il decadimento del luogo.
In una dichiarazione di questa settimana, il quotidiano il Corriere della Sera ha dichiarato che la maggior parte delle case, circa 1500 del luogo, sono chiuse al pubblico, gli affreschi sono sbiaditi sino ad apparire quasi invisibili, e i lavori di restauro iniziati nel 1978 devono ancora essere terminati.
Lo “stato di emergenza”, che il governo ha detto potrebbe avere la durata di un anno, consente la disponibilità di fondi supplementari e di adottare misure speciali per proteggere il sito archeologico.
“Ogni anno almeno 150 metri quadrati di affresco e intonaci vengono persi per mancanza di manutenzione,” ha detto al giornale Antonio Irlando, Consigliere regionale responsabile del patrimonio artistico. “Lo stesso vale per le pietre: almeno 3000 pezzi ogni anno finiscono per disgregarsi”, ha aggiunto.
Una lunga controversia tra le autorità locali su come occuparsi di Pompei ha solo peggiorato la situazione.
ll Soprintendente Archeologico di Pompei Pietro Giovanni Guzzo, che sarà ora affiancato dal commissario del governo, ha detto di aver denunciato i problemi del sito per lungo tempo - dalle guardie non integrate che vanno in pensione, alla mancanza di un sistema fognario e la carenza di “sorveglianza veterinaria”.
Due terzi dei 66 ettari della città, residenza di circa 13,000 persone nell’epoca Romana, sono stati scoperti grazie a importanti scavi iniziati 260 anni fa.
La restante terza parte è ancora sepolta, ma il Corriere della Sera ha dichiarato che il terreno soprastante viene utilizzato come discarica illegale - risultato della crisi nella vicina città di Napoli - disseminata da pneumatici, frigoriferi e materassi.





Gli ultimi commenti.
Pare che la questione rom sia piu importante,effettivamente siamo in clima di propaganda politica,,,abbiamo cio che ci siamo meritati.
Ma come…non dovevamo tenere alto il nome della bandiera italiana e salvare Alitalia per favorire il turismo dei nostri magnifici luoghi in degrado? Mha…
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