[La Pagina]
E così alla fine ci tocca pagare l’ICI. Promesse, programmi elettorali per prendere voti, assicurazioni sul personale impegno, interrogazioni, ordini del giorno….tutta aria fritta. Quel che resta è la concretezza di una “ennesima pigghiata pi fissa” direbbe Camilleri: gli italiani all’estero devono pagare l’ICI questo e’ sicuro. Per tutti gli italiani la tassa e’ stata abolita. Per gli italiani all’estero resta l’obbligo di pagarla con la sola detrazione di 103 euro, come era prima. Alla fine ci tocca andare a pagare l’ICI perché il governo non ne vuol sapere di benefici agli italiani all’estero. Tant’è che ha anche abbattuto di quasi la metà i finanziamenti previsti per la nostra categoria ed ancora non sappiamo quali ripercussioni si avranno sui servizi, sui corsi, sull’assistenza. Bel risultato, c’è da complimentarsi con tutti i nostri eletti all’estero di destra e di sinistra, di centro e di lato. Complimenti, davvero complimenti. Avrebbero non so, potuto tutti insieme protestare con forme più eclatanti, per esempio rinunciando alla loro indennità per un mese in segno di disappunto, o magari inventarsi uno sciopero della fame (anche simbolico). Questo è l’amaro bilancio che possiamo trarre alla fine. La rete consolare subisce tagli con il macete, la tanto agognata riforma della 153 langue, i nostri treni sono cancellati e nessuno ci pensa più. Certo, si dirà, è troppo presto per tirare bilanci, ma se il buon giorno si vede dal mattino! Legittimamente dovranno concederci qualche diffidenza, qualche dubbio. Tutta la retorica elettoralistica oggi ci appare semplicemente fumo acre, che contrasta con l’amara realta’. L’ICI che paghiamo quest’anno è una profonda cicatrice per tutti noi. Una scottatura che ci insegna molto, come i tagli che non sappiamo ancora come pagheremo. In politica servono i fatti e gli italiani all’estero ancora li stanno aspettando. Da chi? Non certamente da Godot, ma dai loro eletti all’estero: Onorevoli e Senatori Picchi, Di Biagio, Di Girolamo, Micheloni, Narducci, Farina, Razzi, Garavini…, ci sentite da li … stiamo ancora aspettando.























Gli ultimi commenti.
MA è OVVIO.
GLI ITALIANI ALL’ESTERO COMUNQUE BERLUSCONI NON LO VOTANO PERCHè HANNO ACCESSO AD UNA INFORMAZIONE LIBERA.
QUINI PERCHè FARE LORO UNO SCONTO CHE TANTO NON DIVENTERANNO MAI SUOI POTENZIALI ELETTORI?
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