[International Herald Tribune]
Roma- Il progetto del Governo italiano di prendere le impronte digitali degli zingari che vivono nei campi nomadi, bambini inclusi, ha suscitato nuove critiche giovedì quando una organizzazione cattolica per i diritti umani ha avvertito che l’identificazione della gente in base all’etnia creerebbe un precedente pericoloso.
“Siamo molto preoccupati per la discriminazione secondo razza e religione” ha detto Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, organizzazione basata a Roma. “Evoca ricordi dolorosi, come il regime di Vichy.”
Come parte di più ampie misure contro il crimine, il Governo conservatore del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha promesso di fare un censimento di tutti i rom e sinti, come preferiscono essere chiamati, che vivono in circa 700 campi in Italia. Il censimento, che sarà terminato a metà ottobre, identifica anche la religione e il gruppo etnico degli individui.
Evocando una “emergenza rom” in grandi città come Milano, Roma e Napoli, il Governo ha annunciato inoltre l’intenzione di chiudere i campi illegali entro maggio 2009 e di rimpatriare le persone che sono in Italia illegalmente.
Mercoledì, il Ministro degli Interni Roberto Maroni ha detto al Parlamento che l’idea dietro al censimento era di “porre fine ai campi nomadi abusivi e garantire sicurezza ai cittadini italiani, soprattutto dei minori che vivono in questi campi”. In molti casi, ha dichiarato, la gente vive in “condizioni disumane, dove i bambini sono forzati a vivere con i topi.”
Circa metà dei 160000 rom e sinti che si stima vivano in Italia sono cittadini italiani, un altro 20% sono cittadini di altri paesi dell’ Unione Europea, mentre i restanti vengono dai paesi della ex-Jugoslavia.
“Non c’è un’emergenza nazionale” ha detto un portavoce dell’organizzazione, Mario Marazziti. “L’emergenza è che nel ventunesimo secolo la vita media di uno zingaro che vive in Italia è sotto ai 60 anni.” Piuttosto che fare un censimento, ha detto, il Governo farebbe meglio a “farsi venire in mente qualcosa per migliorare le loro vite.”
Il Governo ha difeso la sua posizione, dicendo che ha agito nei confini delle leggi italiane esistenti e delle direttive europee.
La Commissione Europea, il settore esecutivo della Unione Europea, ha emesso un rapporto questa settimana sulla discriminazione ed esclusione sociale dei rom. Dice che la loro aspettativa di vita media è di 10 o 15 anni più bassa rispetto a quella degli altri europei. Lunedì il Parlamento Europeo discuterà la proposta del censimento italiano.




















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Dubito, e anche se ci fosse non avrebbe alcuna validità.