[Le Nouvel Observateur]
I sindacati temono che l’approvazione di un progetto di legge che limita il diritto di sciopero nei trasporti venga generalizzato e rimetta in discussione un diritto costituzionale.
In sede del Consiglio dei Ministri il governo italiano di Silvio Berlusconi ha esaminato, venerdì 27 febbraio, un progetto di legge criticato dai principali sindacati del paese che limiterebbe il diritto di sciopero nel settore dei trasporti pubblici.
“Non possiamo restare a guardare quando si vedono cifre di 500 scioperi l’anno (nei trasporti), due al giorno in media”, ha sottolineato il Ministro del lavoro e delle politiche sociali Maurizio Sacconi durante una conferenza stampa di presentazione del progetto.
Limitare i disagi per gli utenti
In base a questo progetto, i sindacati dovranno rappresentare più del 50% del settore interessato per indire uno sciopero; se rappresenteranno almeno il 20% dei dipendenti, lo sciopero sarà autorizzato a condizione che una consultazione organizzata tra i lavoratori raccolga “almeno il 30% dei consensi” ha spiegato il Ministro. Il testo prevede anche l’obbligo per ogni lavoratore di rendere nota la propria “adesione individuale”alla mobilitazione al fine, secondo il governo, di prevedere in modo più preciso i disservizi provocati dallo sciopero. Il Ministro ha anche indicato che il progetto prevede “sanzioni amministrative” per chi sciopera bloccando strade o aeroporti, una disposizione volta ad impedire i disordini che hanno caratterizzato la lunga contestazione della vendita di Alitalia indetta dai sindacati. La legge attuale per i trasporti pubblici prevede già l’obbligo di garanzia di un servizio minimo nelle ore di punta.
Un “cavallo di Troia”
Questo progetto di legge è stato criticato dalla UIL (sindacato moderato) poiché esso danneggia “la libertà individuale di aderire o no” ad una sospensione di lavoro, ha osservato il segretario generale Luigi Angeletti, peraltro piuttosto favorevole al progetto. Il sindacato principale, CGIL (sinistra), resta molto critico; il suo responsabile, Guglielmo Epifani, teme che questo testo non sia altro che “un cavallo di Troia” per limitare il diritto di sciopero negli altri settori. “Oggi, Berlusconi interviene in nome degli utenti, domani potrebbe fare la stessa cosa in tutti i settori, allora sarà lo stesso diritto di sciopero (garantito dalla Costituzione) ad essere rimesso in discussione”, ha dichiarato Guglielmo Epifani in un’intervista al quotidiano La Repubblica.
[Articolo originale "Transports : un projet de loi pour limiter les grèves"]




















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Mattoncino dopo mattoncino si sta instaurando ‘il regime Berlusconi’ ma la gente che cavolo ha dentro la testa? Basta tutti in piazza a spodestare questa politica corrotta e malata!!!
SVEGLIAAAAAA