[La Pagina]
Comincia a entrare nel circuito della praticità il decreto sui rifiuti in Campania, con l’individuazione da parte del Comune del sito (Agnano) dove sorgerà il termovalorizzatore, con la dichiarazione della zona come “sito d’interesse nazionale” e, come tale, presidiato dai soldati.
La discarica di Chiaiano è stata giudicata idonea, malgrado il chi-va-là della popolazione. Ma siamo appena agli inizi e quest’argomento non fa notizia, anche perché la scena politico-mediatica è occupata dal durissimo scontro sulla giustizia, che sta conoscendo nuove e sempre più aspre tappe.
Lo riepiloghiamo in estrema sintesi. Dopo che qualcuno aveva fatto notare al premier che sul sito di Nicoletta Gandas, giudice del processo in cui è imputato Berlusconi, gli argomenti politici trattati erano tutti di segno contrario al presidente del Consiglio, e dopo che qualcun altro gli aveva riferito la testimonianza di una frase, pronunciata dallo stesso giudice (“Io al primo ministro gli faccio un c… così, gli do sei anni e poi voglio vedere come governa”), il capo del governo è passato al contrattacco.
Ha fatto inserire nel decreto sicurezza un articolo che sospende per un anno i processi meno gravi per accelerare quelli più urgenti legati alla mafia, al terrorismo e alla sicurezza ed ha rispolverato il cosiddetto “lodo Schifani”, presentato nel 2003 e bocciato dalla corte Costituzionale nel 2004.
Il “lodo Alfano”, così ribattezzato dal nome dell’attuale ministro della Giustizia, è stato poi davvero presentato senza quei punti che lo fecero dichiarare incostituzionale. Esso prevede l’immunità per le 4 cariche dello Stato (presidente della Repubblica, del Senato e della Camera e del Consiglio dei ministri) unicamente per un solo mandato, senza che questo tempo conti come prescrizione; inoltre, può essere rinnovato a condizione che cambi la funzione (passaggio da capo del governo a presidente di una delle altre cariche dello Stato).
La presentazione di questi provvedimenti ha suscitato un vespaio di polemiche. Hanno protestato le opposizioni (anche se con accenti diversi), ma soprattutto sono insorti i rappresentanti dell’Anm (sindacato dei magistrati) e del Consiglio superiore della magistratura (Csm).
C’è da aggiungere che vari altri magistrati sono stati a favore del provvedimento di sospensione in quanto tanti processi finiranno nel nulla per effetto dell’indulto, per cui è un lavoro inutile.
E ancora: si è scoperto che la priorità rispetto a dei processi piuttosto che ad altri era contenuta in una legge approvata dal governo Prodi nel 1998.
La realtà è che è scoppiato un putiferio che ha fatto archiviare il clima di dialogo tra il Pdl e il Pd.
Ma non è tanto a livello politico che lo scontro è grave. Infatti, tra maggioranza ed opposizione i contrasti, se non rovinati dall’odio, sono normali.
Il grave è che in primo luogo i magistrati del Csm hanno espresso parere negativo di incostituzionalità sulla stampa, in secondo luogo prima che il parere fosse approvato dal plenum del Csm e in terzo luogo che il Csm sia diventato impropriamente una terza Camera in contrasto con il Parlamento.
Il Capo dello Stato, che è anche presidente del Csm, ha richiamato il vice presidente, Nicola Mancino, il quale a sua volta ha ripreso i magistrati del Consiglio dicendo loro “Parlate troppo con i giornalisti. Volete sempre apparire”, ma la pausa è durata poco tempo.
Non sono passati nemmeno due giorni che l’Espresso ha pubblicato le intercettazione telefoniche che riguardano sì le “raccomandazioni” di molti esponenti politici di destra e di sinistra, ma soprattutto i colloqui tra Agostino Saccà, ex direttore generale della Rai, e Berlusconi, su segnalazioni di personaggi del mondo dello spettacolo. Le polemiche sulla legge sulle intercettazioni si sono saldate con quelle sui provvedimenti sulla giustizia definiti dalle opposizioni “salva premier”.
Il fatto è che, al di là della polemica volgare di Di Pietro che per farsi largo ai danni del Pd accusa il premier di fare il magnaccia delle veline (con ciò dicendo che le veline sono tutte prostitute e con ciò beccandosi anche giudizi non esaltanti a destra e a sinistra), a parte questo, dicevamo, c’è in Italia un problema che riguarda i magistrati che fanno politica e non giustizia, che usano il loro potere per piegare la loro ideologia ai danni di avversari o nemici.
Alcuni esempi: magistrati che partecipano e parlano alle assemblee di partito (ultimo è il pm Ingroia all’assemblea della Sd), con quale garanzia di imparzialità nei confronti di gente con idee diverse, ognuno lo può immaginare; l’azione penale, a giudizio di uno che se ne intende, ovvero Luciano Violante, “è obbligatoria solo formalmente, ma in realtà è lasciata alla discrezionalità dei singoli magistrati” (per cui Berlusconi denuncia che contro di lui si sono attivati ben 789 giudici); i magistrati del Csm che si sostituiscono alla Corte Costituzionale o al Parlamento: ebbene, sta emergendo una giustizia amministrata assemblearmente, che fa acqua da tutte le parti, con sentenze accusatorie che si alternano con quelle assolutorie sui medesimi casi, con giudici che redigono sentenze dopo 8 anni facendo uscire di prigione mafiosi e criminali, con lo stesso gip Forleo che viene condannata dal procuratore generale e assolta dal Csm, insomma una confusione enorme.
A tal punto che ormai non solo vari esponenti politici di maggioranza o di opposizione, ma anche giornalisti ed intellettuali come Piero Ostellino e Ernesto Galli della Loggia si domandano sul Corriere della Sera se “l’immane mole di procedimenti di costui (Berlusconi) abbia a che fare con l’arbitrio dell’azione penale, con la mancanza di terzietà, con la ricerca di visibilità mediatico-politica da parte dei pm”.
Non sappiamo come andranno a finire le polemiche (“C’è un’evidente volontà di fare attivismo politico”, dice l’ex pm ora deputato Pd Felice Casson), ma certamente l’andazzo della e nella magistratura non può continuare in questo modo.























Gli ultimi commenti.
Andrea, Giorgio Napolitano ha espresso in una dichiarazione pubblica che il csm non può esprimere pareri di costituzionalità. Quindi se ha fatto tale dichiarazione vuoldire di sicuro che il Csm aveva espresso pareri sulla costituzionalità delle nuove leggi, pareri che non gli competono.
Saluti
…..C’è da aggiungere che vari altri magistrati sono stati a favore del provvedimento di sospensione in quanto tanti processi finiranno nel nulla per effetto dell’indulto, per cui è un lavoro inutile.
Scusate ma è in previsione un altro indulto? O è lo stesso decreto che si trasforma di fatto in un indulto mascherato?
Comunque non sarebbe la stessa cosa poichè l’indulto si applica a condanne certe e non ai processi che devono ancora iniziare o ancora da passare a sentenza.
Sbaglio o hanno perso un’occasione….
No, non sono d’accordo sul fatto che questo articolo stia riportando fatti e in special modo in relazione a1 seguenti punti:
1) Il CSM nella sua relazione NON ha espresso un parere di incostituzionalità.
2) è vero che c’è stata una fuga di notizie prima della ratifica finale del documento, ma il documento (di cui solo l’ultima parte riguarda le controverse ‘misure sulla giustizia’ come vengono comunemente chiamate) era già stato redatto.
3) Il CSM ha anche la funzione (non solo quindi il DIRITTO, ma anche il DOVERE, costituzionalmente garantito e previsto) di esprimere pareri sulla normazione in corso di approvazione: NON emette valutazioni di costituzionalità, ma valutazioni di impatto delle nuove leggi sul sistema di diritto, tale funzione è libera e indipendente quindi viene esercitata indipendentemente dal fatto che venga richiesta. Il CSM non si comporta come una terza camera, se vogliamo la Corte dei Conti ha molto più potere in tal senso dato che ha la facoltà di bloccare leggi che mancano di copertura finanziaria (basterebbe documentarsi un attimo per scoprire ste cose, ma se uno si convince che quelli riportati siano fatti, beh siamo a posto).
4) il capo dello stato non ha ripreso affatto il vicepresidente del CSM, ma ha espresso con lui comune disappunto per la fuga di notizie.
5) La frase che inizia da ‘alcuni esempi…’ è assolutamente priva di valore fattuale ed opinabile, a parte questo veicola alcune idee discriminatorie di una gravità estrema:
-il diritto alla libertà di parola è costituzionalmente garantito.
-la seconda parte, cavallo di battaglia di berlusconi, in realtà è tendenziosa e , volendo espandere il discorso, irrealistica: se io ho idee politiche di un certo tipo allora esigo che anche il mio salumiere le abbia uguali altrimente potrebbe vendermi merce avariata per punirmi, e perchè non il maestro di scuola dei miei figli o magari anche il mio chirurgo (non sia mai che mi mandi all’altro mondo perchè ho la tessera di un partito che non lo aggrada). Sono cazzate. Normalmente l’unica garanzia dello svolgimento corretto di una professione (qualunque) si basa sulla professionalità e serietà di chi la svolge, ogni altro meccanismo (leggi, leggine, cavilli, grida manzoniane) è pretestuoso.
E da ultimo se è vero che contro berlusconi si sono attivati 789 giudici forse è perchè delle responsabilità ce le avrà o no?
Continuate a credere che questi siano fatti, continuate a credere che l’arbitro sia sempre cornuto e di parte.
Questo atteggiamento ha sempre fatto bene all’Italia.
Ottimo articolo, riporta i fatti, non prende posizioni…
MA CHI HA SCRITTO STO ARTICOLO CONOSCE COSA E’ IL CSM E QUALI FUNZIONI ESPLETA QUEST’ORGANO??? UN CONSIGLIO LEGGI LA COSTITUZIONE PRIMA DI SCRIVERE ARTICOLI
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