[El Mundo]
E’ iniziato a Torino il processo per la morte di sette operai avvenuta lo scorso dicembre in un incidente presso un’acciaieria della città piemontese. Le famiglie hanno deciso di non presentarsi come parte civile dopo un accordo con la Thyssen Krupp. Gli operai sono deceduti dopo che dell’olio usato per raffreddare delle lamine di acciaio è fuoriuscito dal proprio contenitore. Il piu’ giovane dei lavoratori aveva 26 anni.
La settimana scorsa i familiari hanno raggiunto un accordo con la compagnia che paghera’ 12.970.000 euro in cambio della rinuncia a presentarsi come parte civile. Solo la regione Piemonte, la provincia di Torino e il Comune continueranno nel processo.
Tra i documenti presentati dalla magistratura vi sono i referti della compagnia assicuratrice che sollecitavano misure contro gli incendi nella acciaieria. Gli imputati nel caso sono il consigliere delegato di ThyssenKrupp in Italia, i membri del consiglio di amministrazione e il direttore degli impianti torinesi.
Di fronte al tribunale si e’ presentato un picchetto della FIOM, il maggior sindacato di questa categoria. Il suo portavoce ha detto che la FIOM vuole presentarsi come parte civile in nome di tutti gli operai italiani. L’incidente ha provocato molta commozione in Italia. Antonio Boccuzzi, uno dei sopravvissuti, che oggi e’ deputato del Partito Democratico, non ha partecipato al giudizio e assicura che non ha ancora deciso se presentare richiesta.
Lo scorso anno in Italia sono morti 1.260 lavoratori in incidenti sul lavoro, un fatto che ha caratterizzato la campagna elettorale di aprile, anche se in Parlamento non si è giunti a un accordo per una riforma del sistema di sicurezza sul lavoro.























Gli ultimi commenti.
Sergio, ci sono delle persone come me che vendono dispositivi di protezione individuale,e dopo aver fatto corsi su corsi per fornire al cliente finale un servizio a 360 gradi sul tema della sicurezza sul lavoro,si vedono scavalcati da questi “consulenti di agenzia” che si fanno pagare per i loro servizi.
MASCHERINE,TUTE,ESTINTORI,CALZATURE,OCCHIALI,RESPIRATORI, SONO TUTTI ARTICOLI ACCOMPAGNATI DA UNA SCHEDA TECNICA DI UTILIZZO CHE DEVE ESSERE CONFRONTATA DAL CAPITOLATO AZIENDALE “NORMATIVA 626″.
MA SE DI FRONTE TI TROVI UN CRETINO CHE TI RISPONDE DAMMI QUELLO CHE COSTA MENO PERCHE L’UFFICIO ACQUISTI MI HA DATO QUESTI ORDINI,COSA GLI RISPONDERESTI TU?
Con rispetto ed amicizia..ovviamente
Il problema della sicurezza per me sta tutto nei consulenti che portano a livelli inaccettabili i costi della sicurezza stessa e nel fatto che l’Italia recepisca le normative quando l’Europa emana quelle aggiornate (ogni 5 anni in genere), prorogandole poi di ulteriori due anni. I consulenti poi esistono perchè le norme e le leggi devono essere interpretate: se la norma dicesse semplicemente che per usare il flessibile devi METTERTI GLI OCCHIALI anzichè dire devi procurarti strumenti atti a proteggere blablablablablabla… non esisterebbero dubbi o interpretazioni possibili, ci vogliono gli occhiali punto e basta. E io non dovrò chiedere (essere costretto a chiedere) ad un consulente di spiegarmi cosa vuol dire tutto il blabla, pagarlo 1800 euro per una giornata e sentirmi dire che devo mettere gli occhiali. LO DEVE DIRE DIRETTAMENTE LA NORMA, LA LEGGE DEVE SOLO RECEPIRE E FAR ATTUARE QUELLO CHE E’ LA NORMA (senza dover fare giri di politichese da interpretare a sua volta) E LA STORIA E’ FINITA.
LENTEZZA BUROCRATICA, INTERPRETAZIONE DELLE NORME/LEGGI SONO CIO’ CHE PIU’ FREGA L’ITALIA! LE COSE SEMPLICI, LE POSSONO FARE TUTTI QUELLE COMPLICATE COMPORTANO IL DOVERSI APPOGGIARE A QUALCUNO.
No, la Tyssen deve pagare per quello che con le sicurezze obsolete o inesistenti ha causato, la Fiat dovesse succedere dovrà pagare per quello che potrà causare: ognuno deve pagare per le colpe che ha, non per le colpe che hanno gli altri perchè a questo punto vale il discorso che se mi mettono in galera perchè mio cugino ha strangolato sua sorella, va bene.
Scusatemi ma da “..detto questo dei sindacati..” ho erroneamente cancellato 5 righe che ricollegavano il discorso.
In breve;è giusto che le aziende paghino per quello che è successo,ma non capisco perchè i sindacati si vogliano costituire come parte civile a nome di tutti gli operai d’Italia.Non è che la tyssen debba pagare anche per gli altri….
Scusami Stecca, ma non capisco il senso di quello sostieni. Se ne hai voglia me lo spieghi per piacere ?
A molte aziende,non tutte per fortuna,poco importa del grado di sicurezza dei propri dipendenti,la parola d’ordine è spendere poco, e i responsabili della 626 molte volte si devono adeguare.
Detto questo dei sindacati,e questo per esperienza personale indiretta nel senso che sono stato coinvolto come consulente esterno,non è che ci sia tanto da fidarsi, lo testimonia il fatto di pretendere, pur con tutte le colpe della tyssen,che sia la stessa a fornire l’esempio accollandosi anche le responsabilità degli altri disastrosi incidenti sul lavoro capitati in Italia.
Mi sembra un po’ troppo, e vorrei che mi spiegassero meglio il senso della loro decisione.
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