La settimana buona di Silvio

[The Economist]

Il Presidente del Consiglio domina, mentre il leader dell’opposizione si dimette.

Avrebbe potuto facilmente essere una settimana disastrosa per Silvio Berlusconi. I magistrati a Milano stavano portando a termine ancora un altro processo che ha sollevato seri dubbi sull’onestà del Presidente del Consiglio. E con l’Italia che subisce pesantemente il colpo della crisi economica – il PIL del paese è crollato del 2,6% nell’ultimo trimestre del 2008 – doveva affrontare una dura prova nelle elezioni regionali in Sardegna.

Ma il Presidente del Consiglio continua a ridacchiare. Il 17 febbraio Walter Veltroni, leader del più ampio gruppo di opposizione, il Partito Democratico (PD), si è dimesso dopo che il suo partito aveva subìto un’umiliante sconfitta in Sardegna. Ciò che è stato ancora migliore per Berlusconi è il fatto che le dimissioni hanno distolto l’attenzione dai giudici di Milano, che hanno condannato il suo ex consigliere per la finanza estera, David Mills, avvocato ed ex marito del Ministro britannico Tessa Jowell, a quattro anni e mezzo di carcere per accuse di corruzione collegate a Berlusconi.

Mills è stato condannato per aver ricevuto un pagamento di 600.000 dollari in cambio di falsa testimonianza in due processi degli anni ’90 nei quali era accusato Berlusconi, allora leader dell’opposizione. Inizialmente Berlusconi era stato indagato per aver pagato la tangente a Mills. Ma lo scorso luglio il suo governo ha fatto approvare una legge che gli dà l’immunità dai processi, assieme al Presidente della Repubblica e ai presidenti delle due camere del Parlamento.

Mills si è appellato contro la sentenza e Berlusconi non è ancora fuori pericolo. La costituzionalità della sua immunità deve affrontare delle sfide legali. Nel frattempo i suoi seguaci hanno preparato un’altra possibile via di fuga. Una clausola di un progetto di legge per la riforma del sistema giudiziario vuole garantire che ciò che viene scoperto in un processo non possa essere usato direttamente in un altro. Così se Berlusconi dovesse essere processato di nuovo, l’accusa dovrà ricominciare tutto dall’inizio un’altra volta.

Per ora l’attenzione è centrata sul finimondo che sta accadendo all’interno del PD. Renato Soru, Presidente della Sardegna in carica e fondatore di un’azienda di servizi internet di successo, Tiscali, è stato pesantemente sconfitto alle elezioni da uno sfidante del movimento di centro-destra di Berlusconi. Il risultato del PD è stato un terribile 24%, quasi un terzo in meno della quota di elettori in Sardegna nelle elezioni nazionali dello scorso aprile.

Le dimissioni di Veltroni sono una tacita ammissione che i suoi 14 mesi da leader sono stati un fallimento quasi assoluto. Poco dopo aver perso le elezioni politiche, il suo candidato a sindaco di Roma è stato schiacciato. Il suo progetto di collaborazione con Berlusconi per portare a termine riforme di interesse nazionale è stato spazzato via in maniera umiliante dal Presidente del Consiglio. E fin dall’inizio il leader di un minore partito di opposizione, Antonio di Pietro, ha mostrato di aver compreso un modo più efficace per attaccare Berlusconi. Veltroni, bisogna ammetterlo, è stato costantemente indebolito da Massimo D’Alema, barone del PD ed ex Presidente del Consiglio, il cui rifiuto di accettare un ruolo di secondo piano ha indebolito il centro-sinistra.

Chi potrebbe sostituire Veltroni? Tra i pretendenti di spicco c’è un duro ex Ministro dell’Industria, Pierluigi Bersani. Ma potrebbe dimostrarsi un po’ troppo austero per gli elettori italiani. Molti elettori di sinistra vorrebbero vedere una faccia nuova, magari un imprenditore giovane e dinamico per sfidare il Presidente-magnate. Soru, 51 anni, avrebbe potuto essere l’ideale, se non avesse subito una tale disfatta.

[Articolo originale " Silvio's good week "]

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3 commenti per La settimana buona di Silvio

  • diciamola

    Io i discorsi di Soru me li sono ascoltati. Un grande. Si sono giocati pure lui.

  • Marco58

    Dopo tanto tempo passato a vedere coloro che, come Dini,Andreotti,Cossiga,Mastella e compagnia cantando, gareggiano a chi ha le chiappe più a ventosa, ho visto finalmente un politico che ha il coraggio di dare le dimissioni. In un paese ‘normale’, dovrebbe essere una cosa ‘normale’. Mi è parso invece che si sia parlato più di questo, che del caso Mills.
    Poi vengono a dirci che noi del CS abbiamo un problema morale. Quando la merda parla male del badile.

  • diciamola

    Che bufalaro che sei, non e’ mai esistito alcuno bravo a dimettersi quanto i vecchi democristiani, ne avevano fatto un arte di governo …

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