Vertice anticrisi dei paesi del G7 in Italia

[Polska - The Times]

La lotta contro la recessione è stata annunciata dai ministri delle finanze e dai presidenti delle banche centrali dei sette paesi più industrializzati del mondo durante l’incontro concluso sabato a Roma. 

Nel comunicato ufficiale è stata sottolineata la necessità della lotta contro il protezionismo, che “contribuirebbe all’aggravamento della recessione”.

I rappresentanti di Stati Uniti, Germania, Gran Bretagna, Francia, Canada, Italia e Giappone hanno riconosciuto che “il grave rallentamento dell’economia su scala mondiale ha già portato ad una significativa perdita di posti di lavoro.” Si prevede che tale situazione negativa si protrarrà per l’intero anno corrente. Il rinnovo dei crediti concessi ai cittadini e alle imprese è stato riconosciuto come necessario, così come “lo scrupoloso monitoraggio dei cambi valutari”. 

Il presidente della Banca Mondiale, Robert Zoellick, ha dichiarato, durante le sedute, che la crisi riguarda in maniera più grave i paesi in via di sviluppo e che a breve può diventare una crisi umanitaria. In relazione a questo, ha convocato i paesi del G7 affinché impieghino grandi mezzi nella lotta contro la povertà.

Il ministro delle finanze italiano Giulio Tremonti ha detto in una conferenza stampa che il Gruppo G7 si impegnerà a creare “nuove regole” e un nuovo ordine economico mondiale. – Tutti i paesi devono sostenere le proprie responsabilità verso il libero mercato e la politica dell’investimento, cose che sono necessarie per la crescita dell’economia e del benessere – ha dichiarato il nuovo segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Timothy Geithner, debuttante nell’incontro del gruppo del G7.

Tali dichiarazioni sono contraddittorie con il piano di riparazione dell’economia americana annunciato da lui stesso lo scorso martedì. Nel piano si trova la clausula controversa “Buy American”, ovvero “Compra americano”. Si riferisce al fatto che per gli investimenti negli USA verrano utilizzati unicamente acciaio e ferro locali.

Questo equivale a un duro colpo per paesi come Brasile, Russia, India e Cile, l’economia dei quali poggia sull’esportazione di queste materie. Gli oppositori di questa nota lo paragonano allo “Hawley-Smoot Tariff Act” del 1930, che doveva scongiurare la Grande Crisi. 

In effetti c’è stato un aumento delle tasse doganali per oltre 20.000 prodotti importati negli Stati Uniti e le ritorsioni da parte degli altri paesi hanno causato una drammatica caduta del commercio globale, che negli anni 1924-1934 era stata del 66%. 

Anche l’Unione Europea applica pratiche protezionistiche, per esempio i sussidi agli agricoltori e le tasse anti-dumping sui prodotti in pelle cinesi e vietnamiti. 
Geithner si è rivolto ai propri colleghi in favore del libero mercato.

[Articolo originale "Antykryzysowy szczyt państw G7 we Włoszech " di Anna Przybyll]

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