[Polska - The Times]
Il Governo italiano di Silvio Berlusconi ha perso la battaglia per la vita di Eluana Englaro che, in conseguenza dei tentativi di suo padre, è stata sottoposta ad eutanasia dopo 17 anni di coma. Ieri [9/02 - ndt] la donna, che venerdì scorso [6/02 – ndt] si è cessato di nutrire per via endovenosa, è morta in un ospedale a Udine.
- E’ un momento di grande dolore per tutti gli Italiani, ha detto lunedì sera [9/02 – ndt] il Ministro della Salute, Maurizio Sacconi, informando della morte di Eluana. Da qualche giorno il Governo di Silvio Berlusconi cercava di approvare rapidamente in parlamento la legge che ordinasse ai medici di salvare la vita della donna.
L’eutanasia della 38enne, vittima di un incidente stradale, ha diviso la società italiana. Per una “morte dignitosa” alla figlia si è adoperato per anni suo padre, Beppino Englaro, dato che, ancora prima dell’incidente, la ragazza, allora giovane, aveva detto di voler morire se si fosse trovata in stato di coma.
Nel novembre scorso la Corte di Cassazione ha emesso la sentenza che ha permesso di portare all’eutanasia. Dalla parte del padre si sono schierati i medici, affermando che il cervello di Eluana aveva subito lesioni e che non avrebbero mai permesso di risvegliarla dal coma.
Il Governo di centrodestra di Berlusconi ha tuttavia tentato di imporre un decreto che avrebbe fermato l’eutanasia. Contro questo decreto ha protestato la sinistra, compreso il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che si è rifiutato di promulgare il decreto in quanto non conforme alla Costituzione. Il Governo ha allora deciso di estromettere il Presidente, imponendo una legge parlamentare. I lavori legislativi accelerati sarebbero finiti già tra pochi giorni.
In favore del Governo si è pronunciata la Chiesa italiana, gli ambienti cattolici di medici, e persino Papa Bedendetto XVI. In effetti la società italiana si è divisa e negli ultimi giorni nel paese si sono svolte manifestazioni di favorevoli e contrari all’eutanasia.
Nel dibattito su questo tema ci si è addirittura riferiti alle parole di Giovanni Paolo II, che nel 2005, in punto di morte, aveva detto: “Lasciatemi andare alla casa del Padre”. I favorevoli all’eutanasia hanno trattato questa citazione come prova che lo stesso Papa polacco non volesse esser mantenuto a ogni costo in vita. A tale interpretazione si è tuttavia opposto il suo medico privato, Renato Buzzonetti.
[Articolo originale "Umarla na skutek eutanazji po 17 latach spiaczki" di Michał Różycki ]




















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L’autore dell’articolo deve avere un concetto tutto suo di ‘eutanasia’ visto che nel nostro paese era ed è vietata e che, nel caso specifico, secondo la sentenza del tribunale, si trattava di porre fine ad accanimento terapeutico. Possibilità, questa, riconosciuta persino dall’art. 2278 del Catechismo della Chiesa Cattolica!