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Gli italiani di solito non sono abituati a fare la fila. Durante la visita settimanale in banca o alle poste può aiutare avere gomiti appuntiti e la consapevolezza di ciò che ti è dovuto. Salire su un autobus o un treno può dare la sensazione di essere impacchettati nella mischia di una partita di rugby. Ma quando si presentano quei momenti importanti della vita – un avanzamento di carriera, un’idea commerciale da lanciare, o andare finalmente via da casa dei genitori – l’Italia è afflitta da un problematico surplus di pazienza.
In nessun luogo è più vero che nella politica, dove, a causa della gerontocrazia italiana e delle regole non scritte dei partiti, i giovani vengono coinvolti con la falsa promessa che se aspettano qualche anno arriverà anche il loro turno. Ma non appena finalmente ce l’hanno fatta, quelli che una volta erano aspiranti (ed ispirati) leader hanno ormai perso il loro carisma e dimenticato le idee innovative che avevano un tempo.
Ciò di cui la politica italiana ha disperatamente bisogno è di qualcuno che salti la fila, e forse l’ha trovato. Il 16 febbraio Matteo Renzi, 34 anni, ha battuto due figure istituzionali del Partito Democratico nelle primarie, posizionandosi in testa nella corsa a sindaco di Firenze. E’ la seconda volta che Renzi è riuscito a spingersi in prima linea. Cinque anni fa, quando aveva appena 29 anni, sconfisse alcuni rivali con molta esperienza ottenendo l’incarico di presidente della provincia di Firenze, un ruolo in qualche modo meno influente che, nondimeno, è normalmente prerogativa di uomini canuti.
L’ascesa di Renzi arriva in un momento difficile per il Partito Democratico, la principale opposizione di centro-sinistra al governo di coalizione di centro-destra del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. A livello nazionale, il partito è totalmente a gambe all’aria, impantanato in meschine battaglie personali e incapace di abbandonare i residui di vecchie classificazioni e ideologie. Questa settimana il capo del Partito Democratico Walter Veltroni ha rassegnato le dimissioni dopo che il deputato del partito in Sardegna è stato sconfitto nelle elezioni regionali dal candidato scelto da Berlusconi. Dopo le dimissioni di Veltroni, Berlusconi ha commentato ironicamente che “sta cominciando ad abituarsi a non avere un’opposizione”.
Renzi rappresenta l’occasione di un cambiamento per il Partito Democratico. Le elezioni comunali di Firenze saranno a giugno e si aspetta di conquistare facilmente la città, già orientata a sinistra. “Se diventasse sindaco di Firenze, diventerebbe la speranza”, afferma un membro dell’opposizione a Roma. “Allora la gente comincerebbe a parlare dell’Obama italiano; comincerebbe a dire ‘Ecco il futuro della politica italiana’”.
Figlio di un piccolo commerciante toscano, Renzi ha concentrato i suoi sforzi nel rendere il governo provinciale più efficiente sul versante dei servizi. In particolare, ha migliorato le strutture scolastiche di Firenze, aumentato la raccolta differenziata, e sembra avere una soluzione per risolvere il problema degli straripamenti del fiume Arno.
Cattolico praticante, Renzi afferma che non permetterà al Vaticano di guidare la sua politica. Durante le primarie ha fatto una campagna elettorale tra la gente usando internet, Facebook e altri strumenti attinti dalla vittoriosa campagna elettorale di Obama. “Sono un politico”, afferma. “Non faccio miracoli. Ho solo tentato di far funzionare meglio l’amministrazione, ogni singolo giorno”.
Talvolta chiassoso e, sì, ancora con la faccia un po’ da bambino, Renzi è apparso per la prima volta su Time tre anni fa quando ho analizzato il devastante scarto generazionale italiano prima del voto che opponeva Romano Prodi a Berlusconi, due candidati che allora si avvicinavano ai 70 anni. L’abbiamo ripescato la scorsa estate quando Renzi osservava l’improbabile storia di Barack Obama e si preparava a sconfiggere i capi del partito a Firenze e a Roma con la sua candidatura a sindaco. “Tutti mi dicevano di stare calmo, che la mossa giusta era di candidarmi per un altro mandato alla Provincia,” dice Renzi . “Dissi ‘No, grazie. Mi candido sindaco’”. Un leader locale del suo partito in Toscana gli aveva anche detto esplicitamente: “Rispetta la fila, amico, aspetta il tuo turno. Gli ho risposto ‘No. Infatti la salto!’”
Questo week-end, all’alba delle dimissioni di Veltroni, i leader democratici si riuniranno a Roma per discutere del futuro. Il partito non ha una vera strategia da contrapporre a Berlusconi, e nessuna vera nuova idea per aggiustare l’Italia. Forse è arrivato il momento di pensare l’impensabile e sperare che Renzi salti di nuovo la fila.
[Articolo originale "Has Italy's Left Found its Own Obama?" di Jeff Israely]
















Mamma mia quanto ottimismo gronda questo articolo.
Voglio proprio vederlo in azione questo Obama ‘de noartri’.
Giovani con grinta,con sani principi democratici che si facciano le ossa(ma non troppo) nelle amministrazioni locali é ciò di cui il paese ha bisogno;speriamo arrivino presto altri Renzi.
Cattolico praticante ? Obama . . . italiano, appunto.
Potrebbe essere il ‘colpo di maglio’ necessario a destare dal torpore il PD.
Se serve la ‘scossa’, un giovane intraprendente che scardini gli stereotipi del politico attuale sarebbe la manna piovuta dal cielo.
Personalmente, dubito che gli permettano di candidarsi o di mettersi in luce a livello nazionale.
Glielo auguro, ME lo auguro.
Considerando che l’Italia è costantemente in ritardo su tutto, forse fra 10 anni. Ma forse.
Comunque col salvacondotto del Vaticano s’intende.
http://papaboys.wordpress.com/2009/01/26/ci-risiamo-dal-guerrafondaio-allabortista-con-obama-spazio-ai-finanaziamenti-pro-aborto/
Finchè c’hanno questa testa qua, andremo poco lontano. Sono infatti loro i ‘nuovi’ terroristi!
http://www.la7.it/blog/post_dettaglio.asp?idblog=LItalia_vista_dagli_italiani_30&id=2621
Notare la disperata distorsione, creata ad arte dalle foto. Mi piacerebbe che applicassero lo stesso criterio nella pubblicazione di testi storici legati al periodo della santa inquisizione. Pubblicando foto degli effetti delle torture inflitte. E non solo.