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Alcune intercettazioni telefoniche di Berlusconi vengono pubblicate

Pubblicato Venerdì 27 Giugno 2008 in Francia

[Le Figaro]

Il presidente del Consiglio raccomanda delle attrici di sua conoscenza al direttore della televisione pubblica.

Nel mezzo di un conflitto con i piccoli giudici che vogliono trascinarlo in tribunale con l’accusa di corruzione, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, viene pizzicato dalla pubblicazione di intercettazioni telefoniche che fanno leccare i baffi alla stampa transalpina. Il settimanale l’Espresso ha pubblicato venerdì dei processi verbali di registrazioni ordinate nell’ottobre 2007 dalla questura di Napoli.

Berlusconi, a quei tempi capo dell’opposizione, chiama Saccà, allora direttore generale della televisione pubblica RAI. Saccà rassegnò le dimissioni in dicembre dopo essere stato indagato per favoritismo. Berlusconi gli raccomanda delle attrici per piccoli ruoli. Si mostra attento e anche toccante nel suo desiderio di fare piacere al codazzo di attrici che lo circondano. Domanda a Saccà di fare “qualche cosa” per quelle che lui evoca, senza troppe illusioni sui loro talenti. “Si credono tutte Marilyn Monroe”, dice. Il Cavaliere è cosciente che certe tra loro non hanno il fisico adatto. In particolare una bella ragazza slanciata, con un seno prosperoso e tacchi a spillo, che vuole impersonare Maria Teresa di Calcutta nel piccolo schermo. A volte domanda a Saccà di dare prova di diplomazia : una certa Antonella gli fa paura : “racconta a chiunque che sono da ostacolo alla sua carriera. Dille che prendi a cuore il suo avvenire perché ti ho chiesto più volte di fare qualcosa per lei.”

In Italia, se il telefono di un parlamentare non può essere messo sotto controllo dalla giustizia, le conversazioni avute quando si chiama una persona che è soggetta a sorveglianza telefonica diventano elementi di prova. D’altronde, il segreto istruttorio viene meno al momento della notifica delle accuse.

Nessun elemento perseguibile penalmente

Le intercettazioni telefoniche pubblicate da l’Espresso hanno chiaramente carattere privato; queste non contengono alcun elemento perseguibile penalmente. E’ quindi sorprendente che i magistrati ne abbiano autorizzato la pubblicazione. Silvio Berlusconi ha reagito con vigore a ciò che definisce un comportamento “vergognoso” dei giudici di Napoli : “è come utilizzare il napalm.” In luglio, il Parlamento deve approvare un disegno di legge che limita a qualche caso specifico le intercettazioni telefoniche diventate pletoriche. La divulgazione diverrà perseguibile penalmente con sanzioni severe: fino a tre anni di prigione per i giornalisti ed i direttori dei giornali che le divulgassero.

Peraltro, il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri un disegno di legge che sospende ogni azione giudiziaria contro quattro personalità (Il Capo dello Stato, il Primo Ministro ed i presidenti delle due Camere) durante la durata del loro mandato. Lo scopo principale di tale disegno è di permettere al capo dell’esecutivo di governare senza la minaccia della giustizia.

[Articolo originale di Richard Heuzé]

Gli ultimi commenti.

  1. Mercoledì, 2 Luglio 2008 alle 10:41 am, Massimo ha scritto :

    Questa volta se devo essere sincero non è che mi sia piaciuto molto le Figarò… Intanto Saccà non mi sembra, all’epoca dei fatti, essere il direttore generale della televisione pubblica, ma bensì il direttore di rai fiction; se non fosse così correggetemi pure.

    Per quanto riguarda la telefonata, ovviamente è a “carattere privato” (quale telefonata non lo è!?!? se non fossero private quelle cose se le sarebbero dette attraverso la stampa!), ma non so fino a che punto non contenga “alcun elemento perseguibile penalmente”… però non essendo un giurista può benissimo essere! Rimane il fatto che è stata una bella e buona sputtanata del Cavaliere!!!

    Un’altra cosa che non mi è piaciuta dell’articolo è quella di non aver riportato la “scusa” con la quale se ne uscì il giorno dopo… sarebbe stato interessante per i suoi lettori saperlo dato che non abitano in Italia (ma penso che anche molti italiani non lo siano mai venuti a sapere).

    Per ultima non mi è affatto piaciuta l’ultima frase “…governare senza la minaccia della giustizia.”; non capisco se il giornalista avesse voluto mettere sul piano ironico e sarcastico, ma se così avesse voluto fare doveva utilizzare le “.
    Scrivere questa frase in un giornale dedicato ad un pubblico che, bene o male, non conosce in tutti i dettagli delle varie vicende del nostro tanto amato Premier è un pò come il far passare l’idea che lui si è perseguitato dalla nostra giustizia… cosa che non è assolutamente vera! La giustizia, almeno a quanto sembra a me, non minaccia persone perbene, ma quelle che hanno… per così dire “il culo sporco”.

    Voto in generale: 3

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