Lampedusa : la nuova «Alcatraz» ?

[Radio France Internationale]

Ci sono grandi nuvoloni neri, mercoledì 18 febbraio, nel cielo di Lampedusa. Delle fiamme si innalzano dal centro di accoglienza, a qualche chilometro dal paese principale di quest’isola- divenuto il teatro di una rivolta d’immigrati. Al mattino presto, in seguito all’annuncio di un rimpatrio imminente di 107 Tunisini, gli immigrati hanno forzato il portone per evadere. Respinti dalle forze dell’ordine, una ventina di loro ha riunito materassi, cuscini e carta per darvi fuoco. Risultato: una sessantina di feriti ha dovuto essere medicata e il centro è stato in parte devastato dall’incendio. La ribellione non è una sorpresa per nessuno a Lampedusa: già da qualche settimana le organizzazioni internazionali segnalano un ambiente esplosivo nel Centreo d’Identificazione e d’espulsione.
Ammassati da settimane, i “clandestini”, come li chiamano gli Italiani, si sentono in trappola a Lampedusa. Arrivati in barca dopo aver traversato il Mediterraneo, speravano di poter trovare un lavoro in Europa. Ma in questi ultimi giorni hanno tutti ricevuto una lettera d’espulsione. Da allora temono di essere i prossimi a essere rispediti nel loro paese d’origine.
Fino al dicembre 2008 gli immigrati non restavano che qualche giorno sull’isola di Lampedusa, per poi essere trasferiti nel continente. Dopo 60 giorni, quelli che non potevano ottenere lo statuto di rifugiato ricevevano un avviso d’espulsione con l’obbligo di lasciare il territorio. Tuttavia, invece di ritornare nel loro paese d’origine, la maggior parte restava in Europa per lavorare clandestinamente. Ma da allora le regole del gioco sono cambiate. Il ministro degli interni, Roberto Maroni, ha deciso di trasformare il “Centro di prima accoglienza” in “Centro d’identificazione e di espulsione” per permettere dei rimpatri più rapidi. Inoltre , un accordo firmato il 27 gennaio a Tunisi tra il ministro dell’Interno italiano Roberto Maroni e il suo corrispettivo tunisino, Rafik Belhaj Kacem, ha avuto un effetto acceleratore.

400 poliziotti per 863 emigranti

E’ la prospettiva di un allontanamento sicuro che ha spinto un centinaio di immigranti a ribellarsi. In questi ultimi giorni l’atmosfera è diventata esplosiva nel centro d’accoglienza. Gli immigrati vivono come in una prigione a cielo aperto, dietro il filo spinato e sotto gli occhi attenti di 400 poliziotti, carabinieri e soldati. Le forze dell’ordine pattugliano 24 ore su 24. La tensione all’interno è tale che anche il personale umanitario non attraversa più le barriere di quello che ormai chiamano “la gabbia delle belve”. Simona Mascarelli, dell’Organizzazione internazionale delle migrazioni, è incaricata di informare gli immigrati di Lampedusa dei loro diritti- ma non può più compiere appieno la sua missione: “Il problema è che non abbiamo più accesso a tutti. Secondo la polizia non è un posto abbastanza sicuro per noi. Dicono di aver trovato coltelli e temono che ci possa succedere qualcosa”.
E se il centro di accoglienza stesse diventando un zona di non-diritto? In ogni caso, che si tratti dell’ Organizzazione internazionale delle migrazioni o dell’Alto commisariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, oggi, e già da settimane, nessuno sa più cosa sta succedendo al suo interno. Dei Tunisini, contattati per telefono, riferiscono di condizioni di detenzione inumane e di una mancanza d’igiene che avrebbe causato diversi casi di scabbia. Secondo l’amministatore del centro, Federico Miraliotta, 90 docce e gabinetti sono a disposizione delle 863 persone attualmente presenti nel centro. L’anno scorso, picco massimo di arrivi nell’isola, fino a 1800 clandestini si ammassavano in questo campo chiuso. Il 24 gennaio 700 immigrati erano già evasi dal centro per raggiungere una manifastazione di abitanti dell’isola che sono, anche loro, contrari al nuovo centro d’identificazione e espulsione. Da allora, i tentativi d’evasione, e persino di suicidio, si moltiplicano. A inizio febbraio una decina di Tunisini hanno ingurgitato delle lame di rasoio e uno ha tentato di impiccarsi. Martedì 17 febbraio 300 persone avrebbero iniziato uno sciopero della fame.

Il comune suona il campanello d’allarme

In un rapporto gli eurodeputati confermano le accuse degli immigranti: indicano l’insufficienza dell’assistenza giuridica e medica, ma anche una mancanza di solidarietà dei membri dell’Unione Europea verso i paesi alla periferia dell’Unione. Da mesi il sindaco di Lampedusa reclama una nuova ispezione del luogo. A capo di una delegazione locale, Bernardino de Rubeis si è recato a Bruxelles il 10 febbraio per suonare il campanello d’allarme. Accusa il ministro degli Interni di essere il responsabile numero uno per aver stretto eccessivamente la morsa sui clandestini di Lampedusa: “Vorrei dirlo a tutti i paesi dell’Unione Europea: il fenomeno dell’immigrazione è un problema europeo. Noi a Lampedusa non possiamo più sopportare da soli questo peso. In più le dichiarazioni del ministro degli Interni Maroni, che vuole che tutti gli immigranti che arrivano sulla nostra isola ci restino fino alla loro espulsione….queste dichiarazioni rasentano la follia. Non è possibile!”
I 6000 abitanti di Lampedusa, che vivono di turismo e di pesca, si sentono soli di fronte all’urgenza. Tenuto conto della presenza sull’isola di un migliaio di poliziotti, carabinieri e soldati, temono che i turisti possano fuggire da questa nuova “Alcatraz”. L’isola si trova a soltanto 130 kilometri dalle coste della Tunisia. In questi ultimi anni è diventata la porta d’entrata per l’Europa- la prima terra sulla rotta degli Africani verso il nord. Nel 2008 circa 31.700 immigrati sono sbarcati a Lampedusa. Si tratta di un aumento del del 75% rispetto all’anno precedente.

[Articolo originale "Lampedusa : le nouvel «Alcatraz» ?" di Schmidt Heike]

Condividi : Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
  • email
  • Google Bookmarks
  • Facebook
  • MySpace
  • Live-MSN
  • OKnotizie
  • YahooMyWeb
  • StumbleUpon
  • Blogosphere News
  • Webnews
  • eKudos
  • LinkedIn
  • Technorati
  • TwitThis
  • BarraPunto
  • Digg
  • Pownce
  • Wikio IT
  • Wikio

1 commento per Lampedusa : la nuova «Alcatraz» ?

Lascia un commento

 

 

 

Puoi usare questi tag HTML

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>