La «Guantanamo» di Silvio

[Ethnos]

Il Cavaliere ignora totalmente le disumane condizioni di detenzione degli immigrati clandestini a Lampedusa.

Silvio Berlusconi aspira a trasformare la piccola isola di Lampedusa in una sorta di diga frangiflutti contro gli immigrati, per impedire che le «ondate» di africani possano raggiungere le coste italiane. Il progetto promosso dal Ministero degli Interni del paese riguarda l’«espansione e la ristrutturazione» delle esistenti strutture di accoglienza e di soggiorno temporaneo degli immigrati clandestini, di origine prevalentemente africana, a Lampedusa.

In realtà, si tratta essenzialmente di un piano per la costruzione di un nuovo e più grande «centro d’accoglienza per immigrati», al fine di tenere gli immigrati clandestini il più possibile lontani dalla terraferma.

Sebbene la nuova «Guantanamo d’Europa», come viene descritta da molti, si sviluppi su un’area limitata e sia predisposta all’«accoglienza» e al «soggiorno» di sole 380 persone, oggi «ospita» circa 1.300 immigrati clandestini, prevalentemente africani.

La prospettiva della costruzione di nuove strutture nei cosiddetti campi profughi, in sostanza «campi di concentramento», ha fatto esplodere la rabbia dei 6000 abitanti residenti nell’isola.

Poiché le bellezze naturali e gli incantevoli fondali di Lampedusa costituiscono un potente polo di attrazione turistica, i residenti sono preoccupati dal rischio di una drastica riduzione, se non della totale scomparsa, del turismo sull’isola.

Per quasi tre settimane, gli abitanti dell’isola hanno innalzato la bandiera della «rivolta» contro Roma, allarmati dall’eventualità quasi certa di gravi danni al turismo locale. In molti si chiedono «chi vorrebbe trascorrere le proprie vacanze a Guantanamo?»

L’atteggiamento degli abitanti dell’isola nei confronti degli immigrati non cela il minimo intento razzista. La maggior parte augura loro una sorte migliore, ma non sulla loro isola…

Fanno finta di nulla

Il Presidente del Consiglio e il Ministro degli Interni, Roberto Maroni, del partito di estrema destra «Lega Nord», hanno lasciato intendere che non sono a conoscenza di alcuna notizia riguardante le disumane condizioni di detenzione degli immigrati ospitati attualmente nell’obsoleto e degradato «centro di accoglienza per immigrati».

Secondo il Cavaliere, gli immigrati sarebbero anche liberi, se volessero, di uscirsene fuori indisturbati a bersi una birra… La gente del posto teme però che qualche turista straniero possa trovarsi di fronte qualche immigrato africano ubriaco.

Circa un mese fa, gli abitanti dell’isola hanno manifestato fuori dal «centro» con l’appoggio del sindaco, spingendo gli immigrati lì rinchiusi a scavalcare la recinzione del campo e a unire le loro voci al grido di «Libertà, Libertà», mentre gli abitanti si domandavano ancora una volta perché la loro piccola isola dovrebbe risolvere un problema che non solo riguarda tutto il «vecchio continente», ma che la stessa Europa non tenta nemmeno di risolvere?

L’odierno «accampamento» di Lampedusa, la cui superficie è di 27 km², è stato costruito anni fa su un burrone… I profughi non hanno accesso al paese, poiché glielo impediscono le alte recinzioni lungo il perimetro e decine di guardie, per non dire carcerieri, che fanno sentire gli immigrati come se non avessero mai lasciato la loro terra d’origine…

Da qui non si può fuggire

Il numero di immigrati clandestini che dalle coste della Tunisia tentano di raggiungere le antistanti coste italiane e da lì l’entroterra ha registrato un sensibile aumento. Lo scorso anno sono riusciti ad arrivare illegalmente sulle coste italiane, con piccole imbarcazioni da pesca o altri battelli, 36.952 immigrati pagando cospicuamente i moderni commercianti di schiavi. Circa 31.000 di questi non sono riusciti ad arrivare più in là di Lampedusa, che si trova a 130 Km dalle vicine coste della Tunisia, una distanza che un peschereccio copre in 10 ore.

Alcuni vengono fermati al largo dalla Guardia Costiera italiana e trasferiti a Lampedusa, mentre altri vengono salvati da imminente annegamento dalle barche dei pescatori locali e trasferiti nella “Guantanamo” europea. I responsabili del progetto governativo ritengono l’isola il luogo “ideale” per gli immigrati clandestini perché impedisce ogni loro eventuale tentativo di fuga, garantendo al tempo stesso un costante controllo dei loro movimenti. Come rende noto il settimanale tedesco Der Spiegel, nessuno straniero può rimanere nascosto in questa piccola cittadina per più di cinque minuti…

A un certo punto, come prevede il progetto, uno dopo l’altro gli immigrati verranno espulsi, procedura che però può durare anni.

130 chilometri separano Lampedusa dalle coste della Tunisia.

10 ore impiegano i pescherecci dei nuovi commercianti di schiavi per raggiungere l’isola.

380 persone possono essere ospitate nel centro d’accoglienza, mentre attualmente ci vivono ammassati più di 1.300 immigrati clandestini.

[Articolo originale "Το «Γκουαντάναμο» του Σίλβιο" di Andrea Katsoulis]

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1 commento per La «Guantanamo» di Silvio

  • gianluca

    cari signori che l?italia sia tornata ai vecchi fasti fascisti ormai e’ evidente ,nei momenti di crisi (proprio come in germania negli anni30 )bisogna trovare un nemico a tutti i costi per far sfogare la rabbian dei cittadini delusi esvuotati di soldi e valori…..noi italiani guidati dal nostro mentore abbiamo trovato nei rom e negli immigrati il nostro nemico e nelle ronde la soluzione……..e svastiche e croci celtiche proliferano

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