[De Volkskrant]
Che nella cattolica Italia si guardi all’eutanasia in modo diverso che nei Paesi Bassi non dovrebbe sorprendere. Per quanto riguarda le questioni medico-etiche, i Paesi Bassi in Europa costituiscono infatti l’eccezione piuttosto che la regola. Si tenga pertanto questo in considerazione nel giudicare il dramma di Eluana Englaro, la paziente in coma morta lunedì scorso.
Questo non significa che si debba rinunciare a comprendere il modo vergognoso attraverso cui il premier Berlusconi, appoggiato dalla chiesa cattolica, ha tentato di approfittare dell’animata resistenza della gente nei confronti dell’eutanasia. Neanche dopo la morte di sua figlia, a Beppino Englaro, il padre di Eluana, è stata concessa la pace che aveva chiesto. Al contrario, il premier stesso e i suoi alleati hanno apertamente definito lui un assassino e il presidente della repubblica Giorgio Napolitano suo complice.
È difficile dubitare del fatto che lo scontro di poteri tra il premier ed il presidente sia la vera ragione dietro l’improvvisa attenzione mostrata nei giorni scorsi da Berlusconi nei confronti di Eluana Englaro. Napolitano si era infatti rifiutato di convalidare un decreto con cui Berlusconi intendeva annullare una sentenza della corte di cassazione. Per il premier, si trattava dell’occasione di proporre modifiche alla costituzione in modo da mettere fuori gioco questa fastidiosa autorità. Nel frattempo, con una legge ad hoc avrebbe impedito che l’alimentazione di Eluana venisse sospesa. La sua morte, avvenuta durante la discussione della proposta al senato, ha reso inutile questa legge-lampo che adesso, nelle intenzioni di Berlusconi, dovrebbe essere sostituita da una legge che proibisce in qualsiasi caso la sospensione dell’alimentazione a pazienti in coma.
In questa faccenda, il massimo rispetto va a Beppino Englaro, che si è rifiutato di lasciar morire sua figlia segretamente, cosa che probabilmente gli avrebbe fatto evitare una tale tortura.
Eppure in Italia le cose avvengono spesso ’in segreto’. Englaro ha invece fortemente voluto rispettare la legge ed è andato dai giudici per cercare di lasciar morire sua figlia come lei avrebbe voluto. Quando Eluana lunedì sera è deceduta, si trovava in coma già da 17 anni in seguito ad un incidente automobilistico. Le prospettive di ripresa erano nulle. Dopo dieci anni di azioni legali, la corte suprema l’anno scorso aveva permesso la sospensione dell’alimentazione.
Rivolgendosi alla giustizia, Englaro ha costretto sia i poteri giudiziari che la politica a prendere posizione su questa questione di principio. La concitata discussione che il caso di Eluana ha messo in moto, ha evidenziato che in Italia il disaccordo su questi temi è grande. Ma più di tutto, l’intervento di Berlusconi ha messo a nudo ancora una volta la debolezza della democrazia italiana.
Mentre per il presidente risulta ovvio che una sentenza della corte suprema debba essere rispettata, il premier non ha paura di mettere di nuovo fuori gioco la magistratura ampliando ancora di più i propri poteri. Il governo di un membro di primo piano dell’Unione Europea che mostra un disprezzo tale per la divisione dei poteri, è qualcosa che non riguarda esclusivamente gli italiani.





















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